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Pescara

Il centro di Pescara “bloccato” dai cantieri: i commercianti vogliono sgravi

Pescara. Ferri corti, a Pescara, tra i commercianti di corso Vittorio Emanuele e l’amministrazione comunale: al centro dello scontro i lunghi cantieri in corso nella zona, ritenuti dagli esercenti tra le cause principali del calo di fatturato.

Tre giorni fa un primo incontro tra le parti negli spazi del Dopolavoro ferroviario: all’indice, oltre ai lavori dell’Aca, l’annosa carenza di parcheggi che per l’associazione Amici di corso Vittorio scoraggerebbero i clienti.

Il presidente della commissione comunale Lavori pubblici, Massimo Pastore, ha accennato al 30 giugno come data massima del collaudo da parte di Aca, ricevendo critiche infuocate e trovandosi costretto a interrompere il proprio intervento prima di comunicare che, dopo la riapertura nei giorni scorsi a senso unico, corso Vittorio dovrebbe riaprire a doppio senso entro i primi di maggio.

All’incontro ha partecipato anche il movimento politico “Pettinari per l’Abruzzo, con i consiglieri comunali Di Pillo, D’Andrea e Pettinari a puntualizzare: “I lavori in corso da parte di Aca Spa stanno di fatto paralizzando l’intera area: cantieri invasivi, restringimenti della carreggiata, difficoltà di parcheggio e continui disagi alla circolazione stanno rendendo estremamente complesso, se non in alcuni casi impossibile, l’accesso alle attività commerciali e alle abitazioni. Una condizione che si protrae da mesi senza soluzioni concrete e che sta generando esasperazione tra cittadini ed esercenti. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: un drastico e vertiginoso calo del fatturato per molte attività, una progressiva riduzione del flusso di clienti e, purtroppo, la chiusura di numerosi negozi storici che rappresentavano un punto di riferimento per la comunità locale. Il rischio concreto è quello di assistere a un progressivo svuotamento commerciale della zona, con effetti negativi non solo sull’economia ma anche sulla sicurezza e sulla vivibilità urbana”.

“Riteniamo”, aggiungono, “che, in una situazione straordinaria come questa, siano necessarie misure altrettanto straordinarie. Per questo motivo aderiamo con convinzione alla proposta di impegnare la Giunta comunale a prevedere sgravi sulle imposte comunali a favore dei commercianti direttamente colpiti dai cantieri. Si tratta di un atto di giustizia e di responsabilità istituzionale: non si può chiedere agli operatori economici di sopportare da soli il peso di disagi causati da lavori pubblici così impattanti e prolungati nel tempo”.

DOMANI NUOVO INCONTRO

Domani pomeriggio (ore 15) l’assessore alle Attività produttive Gianni Santilli incontrerà le associazioni di categoria, in Comune.

In vista dell’incontro, Santilli chiarisce e commenta i dati diffusi sul commercio: “Lo studio di Confcommercio Città e demografia d’impresa, undicesima edizione, datato 12 marzo 2026, non colloca affatto Pescara in fondo alla classifica, anzi è esattamente il contrario. Pescara tiene e si colloca al 102° posto su 122 comuni analizzati per calo delle imprese, ma la prima posizione in classifica indica il Comune con il calo più drastico mentre l’ultima posizione indica il Comune con il calo più leggero il che vuol dire che a Pescara la situazione, nella sua complessità, è tendenzialmente migliore rispetto a molte altre città. Tra il 2012 e il 2025, ci dice questo studio, a Pescara è stata registrata una riduzione del 21,4% delle imprese attive nel settore del commercio (sede fissa più ambulanti) e, nello stesso arco temporale, la popolazione residente è diminuita del 2,4%. Mi soffermo però anche su altri dati, quelli del Comune di Pescara (Suap). Dal 2019 a gennaio 2026, abbiamo registrato un saldo positivo di 1.852 attività commerciali: quelle nuove sono state 4.099, in sei anni, mentre quelle cessate sono state 2.247. Questo vuol dire che il settore è resiliente, ha capacità di resistere e rigenerarsi, e il ruolo delle associazioni e di tutti i commercianti è preziosissimo per portare avanti un dialogo costruttivo improntato alla collaborazione. Incrociando questi dati si deduce quindi che la crisi si è concentrata per la parte maggiore nell’arco temporale 2012-2019 mentre nell’ultimo periodo, post Covid, c’è stata una buona ripresa. E questo non mi stupisce, specie in considerazione dei numeri strepitosi registrati per il turismo, in costante crescita dal 2019: ricordo infatti che nel 2025 le presenze sono state oltre 740mila, il 174% in più rispetto al 2019, e questo incremento sicuramente ha portato benefici al commercio”.

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