
Pescara. L’ampliamento del Conservatorio di Pescara, annunciato nei giorni scorsi dall’amministrazione Masci, torna al centro del dibattito politico dopo la seduta della Commissione Controllo e Garanzia convocata questa mattina dal presidente Paolo Sola.
Un confronto che, anziché esaurirsi, si riapre con forza alla luce delle recenti assenze e delle mancate risposte da parte dell’amministrazione comunale. «L’assenza del sindaco facente funzioni, Carlo Masci, alla seduta odierna della Commissione Controllo e Garanzia, convocata proprio per fare chiarezza sulla vicenda del Conservatorio, è un fatto politicamente e istituzionalmente grave», commenta Sola, capogruppo del Movimento 5 Stelle.
«Fa ancora più rumore – prosegue – se si considera che pochi giorni fa lo stesso sindaco non aveva avuto alcuna difficoltà a presentarsi in conferenza stampa per un annuncio dai toni trionfalistici sull’approvazione del progetto esecutivo dell’ampliamento del Conservatorio Luisa D’Annunzio. Annuncio avvenuto all’indomani della sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato l’annullamento del voto in 23 sezioni e in una fase in cui, per elementare prudenza istituzionale, anche la Giunta Comunale dovrebbe limitarsi all’ordinaria amministrazione».
«L’esistenza di una presunta scadenza imminente per non perdere i finanziamenti – accusa Sola – è smentita clamorosamente dalle stesse dichiarazioni rese in conferenza stampa dal Sindaco e dalla struttura tecnica. È stato infatti confermato che la scadenza attualmente prevista riguarda la fine del 2027 per la conclusione dell’intervento, termine che proprio l’amministrazione Masci ha ammesso non potrà essere rispettato e per il quale verrà chiesta, infatti, una proroga al Ministero e alla Regione. Dunque, l’unica urgenza evocata per legittimare questo annuncio in una fase così delicata semplicemente non esiste. Tutto questo rafforza il sospetto che anche questa vicenda venga utilizzata come una vetrina elettorale, l’ennesimo annuncio utile solo a rincorrere visibilità e consenso, piuttosto che come un’operazione di programmazione seria e trasparente».
Sola ricorda inoltre che «le criticità non si fermano certo all’aspetto procedurale: parliamo di un’opera il cui costo è lievitato nel tempo da 10 a 15 milioni di euro, di un percorso poco chiaro sugli affidamenti e sugli incarichi, e di una gestione comunicativa che ha addirittura escluso il Conservatorio stesso dalla presentazione ufficiale del progetto. Un insieme di elementi che rende questa vicenda nebulosa, opaca e meritevole di approfondimenti puntuali. Proprio per questo – conclude Paolo Sola – è ancora più grave che oggi nessun rappresentante politico dell’amministrazione, né il Sindaco né un suo delegato, abbia ritenuto doveroso presentarsi in Commissione per fornire spiegazioni. La Commissione tornerà ad occuparsi della vicenda, avendo già acquisito la disponibilità della parte tecnica a fornire i necessari chiarimenti, ma resta una domanda politica inevasa: perché chi ama le conferenze stampa fugge sistematicamente dai luoghi deputati al controllo e alla trasparenza?».



