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Alba Adriatica, l’immobile confiscato alla criminalità diventa sportello antiviolenza FOTO

Alba Adriatica. Nella giornata internazionale della donna ad Alba Adriatica prende forma un nuovo presidio di ascolto. Uno sportello antiviolenza che trova ospitalità in un immobile di via del Concordato, confiscato alla criminalità organizzata, e che nella sostanza torna a disposizione della collettività.

Da una parte lo Stato che manifesta la sua presenza, dall’altra un percorso teso a tutelare e sostenere i diritti delle donne.
E’ stata una mattinata decisamente importante quella vissuta ad Alba Adriatica, a Villa Flaiani, dove si sono miscelati due momenti tra loro strettamente correlati.
Iniziativa promossa dal Comune di Alba Adriatica, dalla commissione pari opportunità, dalla Cooperativa sociale On the road e dal Lions Club Distretto 108 A.
Nella prima parte, dopo il saluto dell’assessora Francesca Di Matteo, sotto il coordinamento di Laura Di Teodoro (coordinatrice del centro antiviolenza Minerva), c’è stato un confronto sui temi della condizione della donna e del tema della violenza di genere, con riflessioni aderenti alla realtà.
La seconda parte, invece, è stata caratterizzata dalla consegna delle chiavi dell’immobile confiscato ad una famiglia di etnia rom, in via del Concordato, a chi gestirà lo sportello di ascolto. Presente la vice prefetto Roberta Di Silvestro che ha consegnato nelle mani della sindaca la targa che sarà affissa all’esterno dell’immobile che ora è diventato presidio di legalità e di assistenza alle donne.
Presente anche l’avvocato Antonino Orsatti, presidente lions club distretto 108 A, e i delegati delle strutture territoriali che hanno consegnato dei buoni al centro antiviolenza.

“Attraverso i gesti simbolici della consegna della targa da affiggere sull’immobile al Comune di Alba Adriatica da parte della vice prefetto Roberta Di Silvestro, che ringrazio sentitamente, e della consegna simbolica delle chiavi alla responsabile dello sportello antiviolenza Minerva, celebriamo una vittoria dello Stato: la legalità torna a essere bene comune.
Vedere un luogo che era simbolo di sopraffazione trasformarsi in un presidio di vita, di socialità e di servizi per la comunità è la risposta più forte che possiamo dare alle mafie.
Investire in uno sportello antiviolenza significa investire nella sicurezza, nella dignità e nel futuro dell’intera comunità.
Questa scelta non è casuale: è un messaggio forte e chiaro. Significa stare dalla parte delle donne, trasformando i principi in azioni concrete.
Ringrazio tutte le istituzioni che hanno contribuito al raggiungimento di questo importante risultato.

 

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