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L'Aquila

Blitz degli ambientalisti nel cantiere della centrale Snam

Sulmona. Cinque attivisti del Coordinamento ‘Per il clima – Fuori dal fossile’, guidati dal portavoce Mario Pizzola, sono entrati all’interno del cantiere per la realizzazione della centrale di compressione Snam di Sulmona, esponendo uno striscione di protesta con la scritta ‘Fuori la Snam dal nostro territorio’ e distribuendo un volantino agli operai impegnati nei lavori.

La polizia, intervenuta poco dopo, ha identificato i manifestanti accompagnandoli all’esterno senza ulteriori conseguenze.

L’iniziativa, spiegano gli ambientalisti che si battono contro l’opera da circa 18 anni, ha avuto l’obiettivo di sensibilizzare anche la manodopera sul significato e sulle ricadute del progetto.

La centrale di compressione Snam in località Case Pente di Sulmona, sarà di raccordo tra il metanodotto esistente, che proviene dal Molise, e il tronco Sulmona-Foligno.

Nel volantino, il Coordinamento ribadisce le ragioni della lunga opposizione all’opera: la centrale sarebbe “inutile perché il Paese non ha bisogno di nuove infrastrutture metanifere”, dannosa “per il clima, per la salute e per il territorio”, e pericolosa “perché realizzata in un’area ad altissimo rischio sismico”. Gli ambientalisti puntano il dito contro Snam, accusata di aver operato “senza tutte le prescrizioni ante operam” e con un’autorizzazione scaduta dal marzo 2023. “Quella che viene imposta con la forza – sottolineano gli ambientalisti – è un’opera che servirà solo agli interessi economici della Snam, mentre i cittadini pagheranno le conseguenze in termini di bollette più alte, inquinamento e perdita di opportunità per turismo e agricoltura”.

 

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