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L'Aquila

Anniversario del sisma, i familiari: basta narrazioni frammentate

L’Aquila. Senza memoria non c’è futuro”.

A ribadirlo è stato Vincenzo Vittorini in occasione dell’incontro promosso dall’Associazione familiari vittime del terremoto del 6 aprile 2009, che si è svolto all’auditorium Ance dell’Aquila.

Un appuntamento pensato per tornare sui fatti che hanno preceduto il sisma e sulle vicende istituzionali, scientifiche e giudiziarie sviluppatesi negli anni successivi. Per Vittorini il punto è stato netto: la memoria non può ridursi a rito o commemorazione, ma deve diventare cultura della prevenzione. “Se non si parte dalla memoria non c’è prevenzione e le tragedie ricapiteranno sempre” ha spiegato, legando il ricordo alla necessità di una lettura pubblica e consapevole di quanto accaduto prima e dopo il terremoto.
Nel suo intervento Vittorini ha insistito anche su un altro aspetto, quello della ricostruzione storica e processuale.
L’obiettivo dell’incontro, ha sottolineato, è stato quello di mettere in fila “in maniera concatenata tutto quello che ha preceduto il sisma”, superando una narrazione frammentata, “a macchia di leopardo”, che negli anni ha restituito solo porzioni di quella vicenda. Da qui anche il richiamo a una riflessione sull’impatto mediatico che ne è derivato. L’iniziativa si è proposta quindi come un momento di approfondimento pubblico sui passaggi che hanno accompagnato uno dei capitoli più dolorosi della storia recente aquilana. Oltre a Vincenzo Vittorini, sono intervenuti Federico Vittorini, Maurizio Cora, Sergio Bianchi, Umberto Braccili, Antonello Ciccozzi e Alessandro Vaccarelli.

 

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