ACCEDI AL CANALE WHATSAPP E RICEVI LE TOP NEWS DEL GIORNO:

ACCEDI AL CANALE
Chieti

Furti a Tornareccio e sicurezza locale, Rinascita: ‘Dallo sdegno agli atti concreti. Cosa fare subito’

Tornareccio. Il gruppo consiliare Rinascita prende atto del forte riscontro pubblico e mediatico che il tema della sicurezza sta avendo in queste ore, a seguito del comunicato del Sindaco Iannone relativo a una grave serie di furti avvenuti in paese. Un riscontro che ha coinvolto anche Sindaci di Comuni vicini, di orientamenti politici diversi, e che conferma un dato evidente a tutti: la preoccupazione dei cittadini è reale e diffusa.

“A chi ha subìto furti – si legge in una nota – va la nostra solidarietà piena e convinta: subire una violazione della propria casa o dei propri beni è un’esperienza che genera paura e sfiducia. Proprio per rispetto verso queste persone riteniamo necessario che il dibattito pubblico alzi il livello, invece di abbassarlo.

Per questo riteniamo indispensabile riportare il confronto su un piano di responsabilità istituzionale, evitando slogan e semplificazioni che alimentano confusione e registri emotivi sopra le righe che possono creare consenso immediato ma aumentano il rancore sociale, con il rischio di evocare – anche indirettamente – una pericolosa idea di giustizia fai-da-te. In questo senso abbiamo apprezzato il richiamo finale del Sindaco a “evitare iniziative personali potenzialmente pericolose e a privilegiare i canali istituzionali”: un passaggio quanto meno doveroso dopo alcune espressioni francamente imbarazzanti se non preoccupanti.

Detto questo, una riflessione politica è necessaria: un Sindaco non fa “sfoghi”, ma governa.

Dire “bisogna fare qualcosa” è comprensibile; più difficile, ma necessario, è spiegare che cosa fare, chi deve farlo e con quali strumenti. La sicurezza non è un concetto indistinto: coinvolge livelli diversi di responsabilità che se vengono confusi producono solo rumore.

A livello nazionale
Se il problema è individuato – come individua Iannone – nelle leggi nazionali o nel sistema penale, esiste uno strumento democratico chiaro: l’iniziativa di legge popolare. Mobilitare i Sindaci, coinvolgere i cittadini e raccogliere
50.000 firme non sarebbe un atto simbolico, ma una vera assunzione di responsabilità politica, propria e collettiva. Certo: occorre però essere convinti e doversi esporre, magari contro un bel po’ di soggetti che non si vorrebbero turbare.
Si potrebbe persino ipotizzare, se vi fosse coerenza, un referendum abrogativo su norme come quella voluta dal ministro Nordio che impone di avvisare preventivamente l’indagato dell’intenzione di arresto, o battersi contro l’ipotesi di introdurre l’ “avviso di perquisizione anticipato”. È legittimo chiedersi come tali misure si concilino con l’invocata urgenza della sicurezza e della certezza della pena.
Quanto alla solidarietà alle Forze dell’ordine, essa non può ridursi a una trita formula rituale: sarebbe più credibile far proprie le denunce delle organizzazioni sindacali del comparto Difesa e Sicurezza, che segnalano una grave carenza di investimenti da parte del governo, l’invecchiamento del personale, l’aumento dell’età pensionabile e l’assenza di risorse adeguate per contratti e indennità.

A livello locale
Esiste però un altro livello, spesso trascurato, che è quello delle responsabilità locali, immediate e non delegabili. Nel caso di Tornareccio:
la rete di videosorveglianza per l’intero esteso territorio comunale conta tre soli punti, installati oltre quindici anni fa a spese della stessa collettività;
in due mandati amministrativi Iannone (il secondo è in corso) non si è assistito ad alcun potenziamento del sistema, con intere contrade e quartieri scoperti;
dal 2021 l’Amministrazione ha puntato quasi esclusivamente su richieste di finanziamento esterne, finora non accolte: tentativo legittimo, ma strategia non sufficiente;
non si è mai voluto istituire un vigile urbano, nonostante le richieste della minoranza, perché “costa”, dimenticando che la sicurezza ha un costo e che la presenza sul territorio è presidio, deterrenza e rassicurazione.
La sicurezza non è una gara di dichiarazioni.
Se davvero si vuole “fare qualcosa”, servono coerenza tra ciò che si dice e ciò che si governa, investimenti veri e atti amministrativi concreti. Anche il Bilancio di previsione 2026-2028, in esame nei prossimi giorni, dovrà parlare chiaro su questo.
È su questi terreni che si misura la credibilità delle istituzioni e di chi governa. Ed è su questo terreno che il confronto dovrebbe finalmente spostarsi”.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio

Adblock rilevato

Hai Attivato un blocco delle nostre Adv. Cityrumors è un Giornale Gratuito. Se vuoi continuare a leggerlo e supportarlo, per favore non bloccare le nostre pubblicità. Grazie.