
Abruzzo. Il 20 marzo scorso sono stati pubblicati i dati Unioncamere – Centro Studi Tagliacarne sul reddito disponibile delle famiglie italiane relativi al 2024.
Si tratta di un indicatore molto importante perché, misurando la differenza tra le entrate (principalmente da reddito da lavoro dipendente, da capitale, da prestazioni sociali, figurativo da possesso di abitazione) e le uscite (imposte e contributi sociali), quantifica la capacità di spesa delle famiglie e consente, quindi, di valutare il livello di benessere economico di una popolazione.
Secondo quanto emerge dall’analisi del CRESA – Centro Studi dell’Agenzia per lo Sviluppo della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia nel 2024 il reddito disponibile delle famiglie abruzzesi registra un aumento su base annua (+3,43%) maggiore del resto del Paese (+2,98%) e anche singolarmente presi del Mezzogiorno (3,38%), del Centro (+2,95%) e del Nord (+2,80%). Particolarmente brillante la performance di Teramo che, con un aumento del 4,80% si colloca al quinto posto della classifica delle province italiane preceduta da Rimini, Ragusa, Venezia e Benevento. Molto più giù nella graduatoria, con incrementi inferiori alla media abruzzese e meridionale, figurano Pescara (52° con +3,09%), L’Aquila (60°, +2,75%) e Chieti (62°, +2,59%).
Se si considera, invece, il reddito disponibile pro-capite che, mettendo in relazione il reddito di un territorio con il numero di residenti, fornisce una misura più precisa del grado di ricchezza degli individui che su di esso insistono, l’Abruzzo passa da 19.636 del 2023 a 20.309 euro del 2024 (+3,43%) e si conferma al 13° posto della classifica delle regioni italiane seguito dalle altre 7 regioni meridionali. Il valore abruzzese è sensibilmente inferiore a quello nazionale (88%) e superiore rispetto a quello meridionale (114%).



