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Abruzzo

Parchi della memoria storica della Resistenza: la proposta di legge di Patto per l’Abruzzo VIDEO

Abruzzo. In occasione del 25 aprile il Patto per l’Abruzzo presenta una proposta di legge che istituisce i Parchi della memoria storica della Resistenza, per ribadire i valori della Repubblica italiana, nata dalla Resistenza antifascista e viva nella Costituzione.

 

“Attraversiamo una fase storica molto delicata, segnata da conflitti, crisi e profonde tensioni globali. In questo contesto le istituzioni hanno il dovere di rafforzare la conoscenza storica, la responsabilità civile e l’impegno democratico, con il fine di affrontare con consapevolezza le sfide del presente e costruire percorsi di giustizia e di pace” con queste parole i Consiglieri regionali presenti alla conferenza stampa, tenutasi questa mattina a L’Aquila nel palazzo del Consiglio regionale, hanno presentato l’articolato della legge che porta la prima firma del Consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci e sottoscritta da tutta l’opposizione.

 

“Riteniamo che la Regione Abruzzo debba riaffermare il valore fondante dell’antifascismo, della Resistenza e della Costituzione repubblicana, così come sancito dall’ordinamento della Repubblica e dallo Statuto regionale.

Una storia scritta tra le montagne e le città del nostro territorio. Tra l’8 settembre del 1943 e la Liberazione del giugno 1944 – spiegano – l’Abruzzo fu attraversato dagli eventi decisivi della guerra e della Resistenza: dalla Linea Gustav alle stragi di civili innocenti, dalla nascita delle prime formazioni partigiane all’epopea della Brigata Maiella, unica formazione a ricevere la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Bandiera. Una storia spesso sottovalutata, soprattutto quando si parla del contributo del Mezzogiorno alla Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Il progetto di legge nasce proprio dall’esigenza di colmare questo vuoto, promuovendo e trasmettendo alle nuove generazioni il patrimonio storico, culturale e civile della Resistenza antifascista e della guerra di Liberazione, eventi fondativi della Repubblica e dei valori costituzionali.

 

Il cuore della proposta è racchiuso nell’istituzione dei Parchi della Memoria storica della Resistenza, concepiti come spazi dinamici e diffusi, non semplici luoghi commemorativi. Presìdi vivi, di democrazia e capaci di integrare memoria storica, tutela ambientale, attività educative, ricerca culturale e valorizzazione turistica.

La legge intende coinvolgere direttamente enti locali, scuole, università e associazioni della memoria, tra cui a titolo di esempio, l’ANPI e l’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea, al fine di garantire un approccio partecipato e multidisciplinare. Un modello che punta a mettere in relazione territorio, cittadini e istituzioni.

In fase di prima applicazione vengono individuati alcuni luoghi simbolo della Resistenza abruzzese: Ortona e Lanciano, il Sentiero della Libertà nella Maiella, il territorio aquilano, Pietransieri a Roccaraso, l’area marsicana e Bosco Martese. A questi si affianca la valorizzazione dei cammini della memoria, come ad esempio il Sentiero della Libertà e il Cammino dell’Accoglienza, veri e propri itinerari civili capaci di trasformare la memoria in esperienza viva.

 

Questa norma assume un valore di grande rilevanza soprattutto se si riflette su quanto accaduto nel dibattito pubblico nazionale negli ultimi giorni – incalzano i Consiglieri regionali – quando le alte cariche dello Stato arrivano a equiparare chi ha liberato l’Italia con chi ha sostenuto il regime nazifascista, il problema non è il passato, ma è il presente. E riguarda la qualità della nostra democrazia.

 

Le istituzioni del nostro Paese, e auspichiamo anche della Regione Abruzzo attraverso l’approvazione di questo testo, dovrebbero ribadire che non esiste alcuna equivalenza possibile tra partigiani e repubblichini di Salò, tra chi ha lottato per la libertà di tutti e tutte e chi è stato parte di un sistema di oppressione, violenza e crudeltà inflitta ai più deboli. Ribadirlo non è ideologia, ma fedeltà alla storia e rispetto per la Costituzione italiana.

 

Con questa proposta – concludono – il Patto per l’Abruzzo vuole sottolineare che la memoria non è un rito, ma una responsabilità istituzionale. Perché senza antifascismo non c’è Costituzione. E senza Costituzione non c’è democrazia”.

 

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