Abruzzo. “La crisi in Medio Oriente sta colpendo in modo pesantissimo le nostre imprese e le famiglie abruzzesi. L’aumento repentino del carburante e’ un segnale preoccupante.
Sono a forte rischio sia l’export che il turismo d’affari verso i Paesi coinvolti, direttamente o indirettamente, nel conflitto come Emirati Arabi, Iran, Libano, Turchia ed Egitto: mercati importanti per le nostre attività”. Il presidente regionale di Confcommercio e di Federalberghi Abruzzo, Giammarco Giovannelli, parla di “un ulteriore aggravio sui costi fissi delle imprese. L’aumento repentino del carburante”, dichiara, “ha messo in allarme gran parte delle attività commerciali abruzzesi. E’ difficile, al momento, fare una stima precisa dell’incidenza sull’intero comparto regionale, ma i prezzi di diesel e benzina stanno schizzando alle stelle, con un effetto domino, che si ripercuote sulla produzione e sull’approvvigionamento delle materie prime”, sostiene Giovannelli, “si rischia anche il blocco dell’arrivo delle materie prime e delle distribuzione nelle catene alimentari dei prodotti importanti ed esportati da tutto il quadrante mediorientale.
Alcune aziende commerciali abruzzesi, nel settore dei mobili, che hanno filiali commerciali e produttive in Medio Oriente hanno già programmato una riduzione della produzione degli ordinativi. A questo si aggiunge la paralisi del turismo d’affari da e verso le destinazioni teatro di guerra: e’ indispensabile che il Governo italiano mantenga la barra dritta contro qualsiasi tipo di escalation del conflitto che, oltre a colpire direttamente i popoli coinvolti, mette a rischio la produzione, le esportazioni commerciali e il Pil italiano”. Secondo la Confcommercio Abruzzo “il conflitto divampato in Medio Oriente interessa un’area strategica per l’economia italiana e abruzzese per la fornitura di commodities energetiche e per le vendite di prodotti made in Italy.
Un prolungamento della guerra“, prosegue Giovannelli, “alza l’incertezza per le imprese, compromettendo la ripresa in corso degli investimenti e accentuando la frenata del mercato del lavoro. Il blocco dello stretto di Hormuz riduce l’offerta mondiale di petrolio e di Gnl, generando spinte al rialzo dei prezzi dell’energia, con un significativo impatto recessivo sulle nostre aziende, che già stanno soffrono. “L’export abruzzese”, sottolinea Giovannelli, “e’ in crescita nel mercato mediorientale, con un incremento dei saldi dei prodotti esportati, nei primi undici mesi del 2025. L’Abruzzo si conferma tra le regioni italiane più performanti per quanto riguarda le esportazioni in Medio Oriente. Il primo mercato, a livello nazionale, e’ quello degli Emirati Arabi, che vale 9.135 milioni di euro di esportazioni, cresciuto lo scorso anno del 18,5%”, sottolinea il presidente della Confcommercio Abruzzo, “l’Arabia Saudita rappresenta il secondo mercato del Medio oriente con 6.320 milioni di euro di prodotti esportati e un incremento del 3,7% nel 2025; il Kuwait assorbe 1.861 milioni di euro di export, in crescita del 57,2% rispetto al 2024, mentre il Libano e’ un altro mercato in espansione con 971 milioni di euro di export e una crescita del 18,5% su scala nazionale”.



