Attività giornalistica senza iscrizione all’ordine: il sindacato lancia l’allarme e chiede interventi

Abruzzo. Il Sindacato dei giornalisti abruzzesi richiama l’attenzione sul crescente numero di casi, registrati in diverse aree del territorio regionale, di soggetti non iscritti all’Ordine dei giornalisti che svolgono di fatto attività riconducibili all’esercizio della professione giornalistica attraverso social network, pagine online e canali YouTube non registrati come testate.
Negli ultimi mesi si è assistito a una presenza sempre più frequente di queste figure in conferenze stampa, eventi pubblici e contesti legati alla cronaca locale, con attività che comprendono interviste, raccolta di dichiarazioni, diffusione di notizie e aggiornamenti continui rivolti a un pubblico stabile e fidelizzato. Si tratta di pagine e canali che vengono alimentati con regolarità e che, in molti casi, si propongono come veri punti di riferimento informativo per le comunità locali.
Il tema non riguarda il libero diritto di espressione garantito a ogni cittadino, né la possibilità di utilizzare gli strumenti digitali per raccontare fatti e opinioni. La questione riguarda invece il confine tra libera comunicazione e attività giornalistica esercitata in maniera sistematica e continuativa, senza il rispetto delle regole professionali e delle responsabilità previste dall’ordinamento.
Chi esercita la professione giornalistica è tenuto infatti a osservare norme deontologiche precise: dalla verifica delle fonti alla tutela delle persone coinvolte nelle notizie, dal rispetto della privacy alla correttezza dell’informazione, fino alla responsabilità civile e penale dei contenuti pubblicati. L’assenza di qualsiasi forma di registrazione editoriale o di riferimento professionale rischia invece di creare spazi sottratti a controlli e garanzie, con possibili ricadute sulla qualità dell’informazione e sulla tutela dei cittadini.
Per questo il Sindacato dei giornalisti abruzzesi chiede che, come già avviene in altre regioni italiane, la situazione venga attentamente monitorata dall’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, valutando caso per caso eventuali situazioni riconducibili all’esercizio abusivo della professione da segnalare alle autorità competenti.
L’obiettivo non è limitare il pluralismo o ostacolare nuove forme di comunicazione, ma garantire che chi svolge stabilmente attività informativa nei confronti delle comunità locali operi nel rispetto delle regole, della trasparenza e delle responsabilità che il lavoro giornalistico comporta.
Il Sindacato dei giornalisti abruzzesi richiama l’attenzione sul crescente numero di casi, registrati in diverse aree del territorio regionale, di soggetti non iscritti all’Ordine dei giornalisti che svolgono di fatto attività riconducibili all’esercizio della professione giornalistica attraverso social network, pagine online e canali YouTube non registrati come testate.
Negli ultimi mesi si è assistito a una presenza sempre più frequente di queste figure in conferenze stampa, eventi pubblici e contesti legati alla cronaca locale, con attività che comprendono interviste, raccolta di dichiarazioni, diffusione di notizie e aggiornamenti continui rivolti a un pubblico stabile e fidelizzato. Si tratta di pagine e canali che vengono alimentati con regolarità e che, in molti casi, si propongono come veri punti di riferimento informativo per le comunità locali.



