Padova-Ascoli, all’Euganeo vince il cinismo. Ma gli applausi sono per il Picchio
Serie B: prima sconfitta in campionato per i bianconeri

Padova-Ascoli 1-0
PADOVA (3-5-2): Sorrentino 7; Dellavalle 6, Lovato 6,5, Pastina 6 (55′ Capelli 6); Carissoni 6, Pompetti 5 (46′ Cocchi 6,5), Zuelli 5,5, Varas 5,5 (71’ Fusi 6), Di Mariano 5 (46′ Galazzi 7); Lasagna 6 (60′ Caprari 6,5 ), Moro 6
A disp: Mouqouet, Bortolussi, Faedo, Giunti, Seghetti, Sgarbi, Silletti
Allenatore: Calabro 6,5
ASCOLI (4-2-3-1): Vitale 6; Milanese 5,5 (71′ Oliveri 6), Curado 6,5, Rizzo 6, Guiebre 7; Corradini 6,5, Damiani 6 (81’ Acampora sv); De Pieri 5,5 (71′ Silipo 5), Bolsius 6 (71′ Brunori 5,5), D’Uffizi 6; Chakir 5,5 (71′ Gori 6)
A disp: Acampora, Crespi, Diamanti, Gattoni, Lo Scalzo, Nicoletti, Perciun, Ricci
Allenatore: Tomei 6
ARBITRO: Giuseppe Collu della sezione di Cagliari 4,5
MARCATORI: Galazzi 63′
AMMONITI: Zuelli, Dellavalle, Fusi (P); De Pieri, Rizzo (A)
SPETTATORI 9939 di cui 1132 tifosi ospiti.
Padova. Un Ascoli impreciso nell’ultimo passaggio nel primo tempo e sciupone nella ripresa perde la prima gara in campionato. Diciamolo subito: sconfitta immeritata per un Picchio che ha dominato in largo e in lungo gli avversari. I bianconeri seguiti da 1.132 tifosi si sono arresi al cinismo di un Padova che ha raccolto più di quanto ha seminato. Per gli ascolani era la prima vera trasferta libera dell’anno, dopo i divieti di Genova e Verona, e il popolo bianconero ha risposto così. Macchine, furgoni, pulmini, treni, una carovana che dalla A14 ha raggiunto Padova. L’Ascoli ci arrivava con l’entusiasmo addosso, leggero e prepotente. Sette punti in tre partite. La vittoria corsara di Verona alla prima, il pareggio di carattere con la Carrarese, e poi quel 1-0 sul Benevento al Del Duca. Dall’altra parte, il Padova. Una realtà consolidata, costruita per stare in alto. Quattro punti fin qui, frutto di una vittoria, un pareggio e una sconfitta a Cremona, ma guai a farsi ingannare. È squadra con ambizioni dichiarate di alta classifica. Mister Tomei presenta delle novità rispetto alla gara con il Benevento e lancia dall’inizio Don Bolsius e De Pieri. Torna titolare Chakir che rileva Gori.
Nessuna variazione invece negli altri reparti: Milanese a destra nei quattro dietro e Rizzo accanto a capitan Curado, a metà campo Damiani e Corradini a dettare tempi e ritmo. Tomei cerca di dare al collega Calabro pochi riferimenti e sceglie di interscambiare di continuo le posizioni di Don Bolsius e D’Uffizi con Guiebre a tagliare dentro il campo o addirittura a posizionarsi sulla linea degli attaccanti. Nella prima mezz’ora le palle goal latitano, squadre attente a non concedere nulla e buone trame fino alla trequarti. Intanto sugli spalti è uno spettacolo con le due tifoserie amiche che non smettono di incitare e incitarsi. L’Ascoli al 35esimo sfiora il vantaggio con un’ottima percussione centrale di Milanese ma da dentro l’area il tuttofare bianconero spara alto. Al 37’ su calcio piazzato primo tiro nello specchio della porta del Padova. La gara sembra sbloccarsi ma l’Ascoli, pur arrivando con facilità in area veneta, è impreciso nell’ultimo passaggio. Al 43’ Chakir trafigge Sorrentino ma l’arbitro annulla per un fallo di mano dello stesso giocatore. Il primo tempo finisce in parità con un Ascoli che conferma quanto di buono aveva fatto nelle precedenti gare: mai in difficoltà e sempre pronta a punire. Il limite della prima frazione, la troppa imprecisione nell’ultimo passaggio. I bianconeri tornano in campo intenzionati a tenere nell’angolo l’avversario che appare sempre più un un pugile suonato. L’Ascoli però non la sblocca nonostante continui a collezionare palle goal e tiri dalla bandierina. Nell’ordine D’Uffizi, Don Bolsius, Corradini, Daminai e Curado fanno gridare al goal gli oltre mille ascolani ma la palla di entrare non ne vuole sapere. E come accade nel calcio chi sbaglia paga con il Padova che passa alla prima unica incursione della ripresa: cross basso di Cocchi dalla sinistra il neo entrato Galazzi è il primo ad arrivarci e a portare in vantaggio i biancoscudati. Al 66’ i padroni di casa potrebbero chiuderla ma sciupano un clamoroso contropiede: accelerazione di Caprari che serve Moro, tiro in curva.
Al 71’ dentro Gori, Brunori e Silipo. E all’82’ Gori sfiora un pareggio che sarebbe stato strameritato, ma il suo tiro viene respinto dall’ottimo Sorrentino. Al 91’ Silipo solo davanti al portiere ospite coglie il palo. Non è giornata. L’Ascoli esce immeritatamente sconfitto dopo aver per lunghi tratti dominato la partita.
Davide Crisci
Le interviste
Finisce 1-0 per il Padova, ma la sala stampa ribalta il risultato del campo. È l’Ascoli ad uscire da vincitore morale, è il Padova ad ammettere di aver sofferto.
Francesco Tomei non nasconde l’amarezza. La sua squadra ha dominato, ha creato, ha tenuto il pallone con personalità, ma è tornata nelle Marche senza punti. Il tecnico bianconero mastica amaro e lo dice senza giri di parole. «Fare una gran partita, avere tante occasioni e perdere, brucia – attacca Tomei -. Di episodi ce ne sono stati tanti, ci è girata male. La nostra è stata una prestazione enorme: abbiamo creato tanto contro una squadra forte». Un dominio riconosciuto anche dai numeri. L’Ascoli ha comandato il possesso, ha trovato più volte la giocata tra le linee, ha impegnato Sorrentino e sfiorato il gol in più occasioni. È mancato solo quello che nel calcio conta di più: il goal. «Questa sconfitta ci deve essere di lezione, dobbiamo essere più decisi in zona gol – continua il tecnico -. So però che il nostro modo di giocare alla fine ci ripagherà. Si è notata la crescita dei ragazzi: Bolsius e De Pieri si sono mossi bene. Ho avuto buone sensazioni che ci porteremo dietro».
Dall’altra parte, Antonio Calabro è onesto fino in fondo. Vince, prende tre punti pesantissimi dopo il ko di Cremona, ma riconosce i meriti degli avversari.
«Abbiamo incontrato una squadra forte che si può permettere di tenere Gori e Brunori in panchina – riconosce il tecnico del Padova -. I bianconeri hanno manovrato con tecnica tra le linee creandoci problemi. L’Ascoli ha avuto un possesso palla mostrando personalità e responsabilità». Calabro senza troppi giri di parole ha definito il Picchio, una grande squadra.
«Soprattutto nel primo tempo c’è stata una grande sofferenza da parte nostra – ammette Calabro -. Alla fine ci prendiamo questa vittoria con entusiasmo. Non abbiamo fatto una grande partita».
In sintesi: il Padova porta a casa il risultato, l’Ascoli la prestazione. Tomei lascia l’Euganeo con l’amarezza di chi sa di aver dominato e perso. Calabro con la consapevolezza di aver battuto una formazione che lui stesso ha definito forte.




