
HELLAS VERONA-ASCOLI 1-2
VERONA (4-2-3-1): Leali 6, Oyegoke 5 (61’ Cham 5.5), Edmundsson 5, Dawidowicz 5.5, Bradaric 6; Le Borgne 6,5 (71’ Bernede 6), Kastanos 5,5 (90′ Cerbone sv); Compagnon 5,5 (90′ Bega sv), Harroui 6 (61’ Livramento 4,5), Sarr 5; Mulattieri 6.
A disposizione: Toniolo, Perilli, Lella, Slotsager, Calabrese, Korac, Sezonienko
Allenatore: Marco Baroni 5
ASCOLI (4-2-3-1): Vitale 7,5; Milanese 7, Curado 7,5, Rizzo 7, Guiebre 6,5; Corradini 6,5 (83’ Nicoletti sv), Damiani 6 (74’ Oliveri 6); Silipo 7,5, Perciun 6 (74’ Acampora 6), D’Uffizi 7,5 (74’ Bolsius 6); Chakir 7 (83’ Gori sv).
A disposizione: Crespi, Dente, Gattoni, Diamanti, Russo, Lo Scalzo, De Pieri
Allenatore: Francesco Tomei 8
ARBITRO: Marco Di Loreto di Terni 5,5
ASSISTENTE 1: Matteo Passeri di Gubbio
ASSISTENTE 2: Mattia Grasso di Mariano Irpinio
QUARTO UFFICIALE: Simone Sozza di Seregno
VAR: Ivano Pezzuto di Lecce
AVAR: Daniele Rutella di Enna
RETI: 21’ Mulattieri, 53’ Silipo, 56’ D’Uffizi
NOTE: Ammoniti: Corradini, Le Borgne, Cham, D’Uffizi, Guiebre, Agostinone (non dal campo). Recuperi: 2’pt-5’st. Spettatori: 16036
Verona. L’Ascoli ha ritrovato il palcoscenico più romantico e complicato, quello del Bentegodi di Verona, e lo ha fatto con un’impresa. La squadra di Tomei ha inaugurato la Serie B contro l’Hellas, favorito per la promozione, con un volto inedito: camaleontico. I numeri raccontano una partita anomala per i bianconeri, abituati ad avere sempre la supremazia nel palleggio. Stavolta il 71% di possesso palla è a favore degli avversari. Eppure è stata proprio questa la forza del nuovo Picchio, capace di vincere anche senza palla, adattandosi e colpendo dove fa più male.
L’approccio è di personalità. All’11’ subito Ascoli: cross di Silipo da destra, testa di D’Uffizi, palla che attraversa l’area salvata dalla difesa scaligera. Al 18′ brivido dall’altra parte, palla gol Verona ma è provvidenziale l’ottimo Curado, baluardo e capitano, che allontana sulla linea dopo il miracolo di Vitale. Gara aperta, Ascoli che lascia il possesso ma che prova comunque a proporre gioco. Al 22esimo sono i padroni di casa a passare: verticalizzazione per Le Borgne, cross in mezzo e Mulattieri da due passi fa centro. Il Verona potrebbe raddoppiare, ha le occasioni per chiuderla ma non lo fa. Al 33′ ancora gialloblù, ma Vitale aiutato dal palo salva l’Ascoli. Al 36′ l’abbaglio dell’arbitro che espelle Corradini, ma il Var ci mette una pezza.
Nella ripresa, la super reazione che polverizza un Verona sorpreso. E’ un altro Ascoli che la ribalta in tre minuti.
Al 53′ il pari: ripartenza micidiale, palla di Chakir in profondità per Silipo che entra in area e con il sinistro mette in rete a mezza altezza. Al 56′ i bianconeri la ribaltano: fa tutto D’Uffizi, parte largo a sinistra, si accentra e tira. Palla in fondo al sacco. È tutto un altro Ascoli rispetto alla prima frazione nonostante il poco possesso palla (sembrerebbe un’anomalia se di fronte non ci fosse una squadra fortissima come il Verona), ma verticalizzazioni improvvise per i due esterni fortissimi che meritano di giocare e di stupire anche in B.
Al 68′ il Verona si divora il 2-2, ma nell’azione successiva è l’Ascoli a sfiorare il 3-1 con un’azione bellissima sull’asse D’Uffizi-Guiebre: il cross attraversa tutta l’area piccola ma la sfera viene allontanata dalla difesa veronese. Il tempo scorre, l’Ascoli inizia ad assaporare l’impresa e il Verona, nonostante il 71% di possesso palla, fatica a rendersi pericoloso. Fino a 10 minuti dalla fine quando l’Ascoli viene letteralmente graziato: Livramento si divora il gol del pareggio, sbagliando a pochi passi da Vitale. Gli ultimi 4 minuti di recupero l’Ascoli li amministra con l’anima, con le gambe e con la testa. Non soffre, gestisce. Porta a casa l’impresa. E alla fine resta una sensazione che lascia a bocca aperta. Perché questo non è solo un Ascoli che vince, è un Ascoli che incanta. Tomei esalta ogni singolo giocatore, uno per uno, e anche i nuovi acquisti si sono subito cuciti addosso la maglia, come se fossero lì da sempre, dentro un gruppo fantastico.
È un’impresa, sì. Ma soprattutto è un messaggio alla Serie B: l’Ascoli c’è, e fa sognare
Davide Crisci



