
Giulianova. Cresce la preoccupazione attorno al futuro del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) dell’ospedale di Giulianova.
L’ipotesi del trasferimento del reparto all’ospedale “Mazzini” di Teramo sta infatti generando forte malcontento tra pazienti, familiari e operatori sanitari, che denunciano il rischio di un pesante arretramento dei servizi dedicati alla salute mentale lungo la costa teramana.
A preoccupare non è soltanto il possibile disagio per gli utenti, ma anche l’impatto che la riorganizzazione potrebbe avere sul personale attualmente in servizio a Giulianova. Secondo quanto emerge dalle numerose segnalazioni raccolte in questi giorni, il trasferimento rischierebbe di smantellare un’équipe che negli anni ha costruito competenze, esperienza e un rapporto consolidato con il territorio e con i pazienti.
Gli operatori rappresentano infatti uno degli elementi fondamentali del percorso terapeutico. Molti utenti sono seguiti da anni dagli stessi professionisti e un cambiamento improvviso potrebbe compromettere equilibri costruiti nel tempo, rendendo più complessa la gestione di situazioni spesso particolarmente delicate.
A rendere ancora più controversa la decisione è il confronto tra i numeri dei due reparti. Lo SPDC di Giulianova dispone attualmente di 12 posti letto, mentre quello di Teramo ne conta 9. L’eventuale accorpamento porterebbe a una disponibilità complessiva di 16 posti letto, un numero inferiore rispetto alla somma delle attuali dotazioni. Un aspetto che, secondo i contrari al trasferimento, dimostrerebbe come l’operazione non produca un reale potenziamento del servizio, ma rischi invece di ridurne la capacità di risposta.
Le criticità riguarderebbero anche l’organizzazione del lavoro. Lo spostamento del reparto nel periodo estivo, quando le strutture sanitarie sono già sottoposte a un forte carico operativo, potrebbe generare ulteriori difficoltà gestionali e logistiche, con inevitabili ripercussioni sia sul personale sia sui pazienti.
Per questo motivo cittadini, familiari e utenti chiedono un immediato ripensamento del progetto e l’apertura di un tavolo di confronto con la Asl e le istituzioni regionali. L’obiettivo è quello di preservare un servizio considerato essenziale per l’intera area costiera e tutelare al tempo stesso la professionalità degli operatori che da anni rappresentano un punto di riferimento per la comunità.
Intanto cresce la mobilitazione e non si escludono iniziative pubbliche nelle prossime settimane per chiedere che il reparto di Psichiatria resti a Giulianova.



