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Teramo

Mosciano Sant’Angelo commemora i 34 anni dalla strage di Capaci FOTO

Mosciano. Il 23 maggio non può e non deve essere una semplice ricorrenza, ma un momento di autentica e viva responsabilità collettiva.

È questo il messaggio centrale emerso dal convegno “Mafia e Legalità: Il dovere della memoria, le sfide del presente”, svoltosi ieri pomeriggio nell’Oratorio “Don Giuseppe Picchini” di Mosciano Sant’Angelo.

 

L’evento, promosso dall’associazione Centro Abruzzo Mosciano in collaborazione con il Consiglio regionale dell’Abruzzo e l’Osservatorio della Legalità, ha visto la partecipazione attiva di esponenti del mondo delle istituzioni, forze dell’ordine e della ricerca uniti nel ricordo del sacrificio di Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta a 34 anni dalla strage di Capaci, avvenuta Il 23 maggio 1992.

Moderato da Monica Brandiferri, Consigliere di Parità della Provincia di Teramo, l’incontro ha avuto come relatori il docente e ricercatore Luca Mastrocola, il Vice Ispettore Divisione Anticrimine della Questura di Teramo Francesca Matichecchia e il parroco della Chiesa dei Santi Angeli Custodi di Pescara Don Massimiliano De Luca e il Consigliere regionale e Presidente dell’Osservatorio regionale per la Legalità Francesco Prospero.

Il primo approfondimento è stato quello del docente e ricercatore Luca Mastrocola che ha spiegato l’evoluzione storica dei movimenti antimafia, nati proprio per rompere il muro dell’omertà dopo le grandi stragi del 1992. Mastrocola ha invitato a non considerare la criminalità organizzata come un problema lontano: «Sbagliamo a pensare che la mafia non ci tocchi. Basti pensare al dramma del terremoto dell’Aquila del 2009. Le indagini accertarono che la Casa dello Studente, crollata in quella tragica notte, fu costruita usando sabbia proveniente dai terreni della Terra dei Fuochi, priva di ogni norma di sicurezza. La mafia continua a essere tra noi e dobbiamo restare vigili”.

 

“Oggi la mafia ha cambiato volto, opera in silenzio e si infiltra nel tessuto economico sano per riciclare denaro», ha spiegato il Vice Ispettore Francesca Matichecchia, illustrando l’importanza cruciale delle misure di prevenzione patrimoniale. Nel ricordare la celebre intuizione di Falcone del “follow the money”, Matichecchia ha fatto presente alcune modalità d’intervento della Divisione Anticrimine: «Monitoriamo la sproporzione tra il reddito dichiarato e lo stile di vita, come nel caso di soggetti nullatenenti alla guida di auto di lusso. Strumenti come il sequestro preventivo ci permettono di congelare i beni prima che vengano dispersi, per poi restituirli definitivamente alla collettività attraverso la confisca”.

 

Molto forte e diretta è stata la testimonianza di Don Massimiliano De Luca, conosciuto da tutti come Don Max, che da oltre nove anni è parroco della Chiesa dei Santi Angeli Custodi situata nel complesso quartiere Rancitelli di Pescara. Don Max si impegna da anni per la promozione della legalità e ha descritto la realtà dello spaccio con parole chiare: «Il mercato della droga è purtroppo aperto a tutti e coinvolge non solo i disperati, ma anche professionisti, avvocati e medici. In questi anni, a causa del degrado e della criminalità, la mia parrocchia è scesa da 10mila a 3mila fedeli. Le famiglie scappano dal degrado».

 

“La legalità non appartiene a una parte politica, – ha voluto precisare il Consigliere regionale e Presidente dell’Osservatorio Regionale della Legalità Francesco Prospero – ma è patrimonio comune di tutti noi. La mafia teme soprattutto una società libera, consapevole e capace di non voltarsi dall’altra parte. Per questo ritengo fondamentale continuare a parlare ai giovani, costruendo una cultura della legalità fondata sul coraggio, sulla memoria e sul rispetto delle istituzioni”.

 

A rendere l’iniziativa un momento di autentica condivisione è stato il contributo di cittadini e di giovani studenti delle scuole primarie e secondarie dell’Istituto Comprensivo di Mosciano Sant’Angelo, che hanno intervallato gli interventi dei relatori con letture di poesie e riflessioni sul tema della legalità.

L’incontro si è concluso con la consegna, da parte del presidente del Centro Abruzzo Mosciano Vittorio Beltramba, di attestati di merito e doni ai relatori. Si è trattato di un momento che ha unito ancora di più la comunità e le istituzioni nel segno dell’onestà e della speranza per il futuro.

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