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Teramo

Mosciano, posizionata pietra d’inciampo dedicata al carabinieri Giuseppe Ciccarelli

E' la seconda dell'artista tedesco Gunter Deming

Mosciano. Una cerimonia toccante che ha coinvolto la cittadinanza e la famiglia del carabiniere Giuseppe Ciccarelli, catturato in Albania ed internato nel lager tedesco di Korbach (Kassel) in Germania dal 1943 al 1945.

La cerimonia di svelamento della 2° pietra d’inciampo, la 25° in provincia di Teramo in ordine di posa e svelamento, è stata organizzata in onore del carabiniere Giuseppe Ciccarelli dall’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Giuliano Galiffi che ha ricevuto in dono la pietra da due dei quattro nipoti: Lidia e Mariacristina Ciccarelli. L’evento, dopo l’inno d’Italia e le musiche del maestro di violoncello Domenico Di Martino, si è svolto con lo svelamento della pietra dell’artista tedesco Gunter Deming a cura del Sindaco, del Ten. Col. Nino De Luca comandante della compagnia Carabinieri di Giulianova e dal sindaco baby Leonardo Di Furia.

Successivamente, le due nipoti, hanno posizionato 4 rose rosse e blu in omaggio del nonno e dell’Arma dei Carabinieri: il rosso rappresenta le virtù guerriere (e il sacrificio) e il blu il valore militare e l’amor di patria. Dopo il silenzio d’ordinanza, eseguito dal maestro Daniele Beccaceci, il parroco della parrocchia di San Michele Arcangelo Don Pietro Lalloni ha benedetto la pietra dell’artista tedesco. Il Maresciallo Ordinario dei carabinieri Tarsilli Alessandro, prima dei saluti istituzionali, ha letto la preghiera del Carabiniere.

Hanno portato i saluti: il Sindaco di Mosciano Sant’Angelo, Giuliano Galiffi; la consigliera della Regione Abruzzo, Marilena Rossi e il coordinatore provinciale dell’ANC-Associazione Nazionale Carabinieri di Teramo, Gen. B. dei Carabinieri (Ris.) Pier Vittorio Romano. Al termine della cerimonia, l’Amministrazione comunale, nella persona dell’assessore alla pubblica istruzione Katia Andrenacci, ha voluto omaggiare i familiari con dei mazzi di fiori tricolori: la nuora Maria Gaudini e le nipoti Lidia e Mariacristina Ciccarelli; mentre al figlio Camillo è stato consegnato il diploma delle campagne di guerra 1943-1945 da parte del Sindaco. Emozionante è stata la chiusura finale con i ricordi letti dai nipoti: Franco Algenii, da Sant’Antonio De Los Altos in Venezuela, ha inviato un saluto letto dallo speaker e ricercatore storico Walter De Berardinis; poi Lidia e Mariacristina hanno ricordato il nonno con dei pensieri molto toccanti. Con l’inno della “fedelissima”, marcia d’ordinanza dell’Arma dei Carabinieri, composta dal Maestro Luigi Cirenei il 26 luglio 1929, è stata chiusa la manifestazione. Hanno presenziato tantissime rappresentanze del mondo delle associazioni combattentistiche, d’arma e volontariato. Tra le autorità militari e civili, oltre ai Carabinieri, erano presenti la Guardia Costiera e gli agenti della Polizia Municipale guidati dal Ten. Enio Di Benedictis.

Il carabiniere Giuseppe Ciccarelli era nato a Villa Penna di Campli il 10 dicembre 1906 da Lorenzo e Cristina Graziaplena. Il 14 gennaio 1926 giunge alle armi per anticipazione come allievo carabiniere ausiliario nella Legione allievi di Roma per la ferma di 24 mesi. Il 15 giugno è carabiniere ausiliario e 26 giugno viene trasferito alla Legione Trieste nella stazione di Cormòns (oggi al confine sloveno) dove la ferma viene prorogata per un altro anno fino al 13 gennaio 1929. Il 25 febbraio 1933, nella Chiesa di Santa Maria della Misericordia di Bellante, convola a nozze con Lidia Magno che gli darà tre figli: Ersilia 1, morta in tenera età; Ersilia nata a Pianura di Guardia Vomano di Notaresco il 3 febbraio 1935 (oggi vivente in Venezuela) e Camillo nato anche lui a Pianura di Guardia Vomano di Notaresco l’11 luglio 1938 (oggi vivente a Mosciano Sant’Angelo). Il 2 aprile 1938, per esigenze di ordine pubblico, viene richiamato fino al 16 aprile nella Legione Ancona. Il 29 maggio 1940 viene richiamato per istruzione nella Legione Ancona. Il 6 aprile 1940 è dichiarato in territorio in stato di guerra e il 16 novembre 1941 viene destinato al XVII° battaglione carabinieri mobilitato ed aggregato alla Legione Firenze per mobilitazione. Parte per l’Albania l’8 settembre 1942 e il 9 si trova già in zona d’operazione a Durazzo con attività di polizia militare, ordine pubblico e controguerriglia. Il 9 settembre 1943, dopo la resa incondizionata dell’Italia, viene catturato dai tedeschi e deportato in Germania come IMI-Internato Militare Italiano nel campo di Korbach (Kassel).

Viene liberato dagli alleati nell’estate del 1945 e rientra in Italia presentandosi il 14 settembre alla Legione Milano. Il 15 novembre 1945 viene inviato in congedo dalla Legione Milano e successivamente registrato nel distretto militare di Teramo. Si trasferisce con la sua famiglia in contrada Convento di Mosciano Sant’Angelo dove muore il 25 giugno 2003 a 96 anni. Ha lasciato 4 nipoti: Domenico e Franco Algenii (figli di Ersilia), Lidia e Mariacristina Ciccarelli (figlie di Camillo). Per volontà del marito della Sig.ra Lidia Ciccarelli, il Cav. Gabriele Barcaroli, è stata commissionata la pietra d’inciampo in Germania. La scelta della sede comunale vuole essere motivo di riconoscenza verso la città che lo ha accolto e rispettato fino alla fine dei suoi giorni terreni. Sono state riconosciute le Campagne di Guerra relativa agli anni: 1943 – 1944 – 1945 per l’internamento in Germania dal Comando Militare Esercito Abruzzo e Molise. Si fregia della Medaglia commemorativa del periodo bellico 1940-43. Il 27 gennaio 2025 il figlio Camillo, dalle mani del Prefetto di Teramo Fabrizio Stelo, ha ricevuto la Medaglia d’Onore di Bronzo della Presidenza del Consiglio, come internato militare italiano non collaborazionista.

 

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