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Teramo

Centro raccolta e riuso a Roseto, “Nugnes e Pavone gettano la maschera”

L'attacco di Noi Moderati

Roseto degli Abruzzi. Il progetto per la realizzazione di un Centro di raccolta e riuso dei rifiuti a Fonte dell’Olmo, nella zona sud della città, portato avanti quasi cinque anni fa dall’Amministrazione targata Di Girolamo, è ancora oggi motivo di discussione.

 

Il primo cittadino Mario Nugnes, che a quel tempo, in qualità di consigliere di opposizione, aveva ostacolato il progetto; ha assicurato che entro la fine di questo anno i lavori dovranno essere conclusi.

“L’incoerenza al potere tradisce la fiducia dei cittadini. Le recenti dichiarazioni della maggioranza Nugnes sul centro di raccolta e riuso di Fonte dell’Olmo rappresentano la certificazione di un tradimento verso il corpo elettorale”, commenta il circolo locale di Noi Moderati.

Oggi l’Amministrazione si trincera dietro la continuità amministrativa e il rischio di danni erariali per giustificare la realizzazione dell’opera. Ci domandiamo dove erano questi timori e questi scrupoli legali nel 2021, quando gli attuali amministratori cavalcavano il malcontento dei residenti promettendo che la struttura non sarebbe mai sorta in quella zona”, precisa il coordinatore locale Ermanno Di Loreto.

“È evidente che siamo di fronte a una narrazione di comodo. Se, come affermano oggi, gli atti erano già vincolanti e l’iter era irreversibile, allora la conclusione è una sola: nel 2021, in piena campagna elettorale, hanno consapevolmente non raccontato ai cittadini la verità. Hanno promesso l’impossibile pur di rastrellare voti, alimentando le speranze dei cittadini con l’unico scopo di occupare le poltrone del governo cittadino. Se sapevano di non poter bloccare l’opera, hanno messo in piedi un raggiro politico degli elettori. Se non lo sapevano, hanno dimostrato un’approssimazione amministrativa preoccupante per chi si candidava a guidare la città”; aggiunge Di Loreto.

E ancora: “Il richiamo del capogruppo Enio Pavone alla continuità degli atti appare quasi grottesco se confrontato con la veemenza con cui, dai banchi dell’opposizione o dai palchi elettorali, si garantiva che tutto sarebbe cambiato”.

Non c’è stato alcun impegno reale per trovare alternative tecniche o legali solide per lo spostamento; c’è stata solo la rassegnazione di chi, una volta ottenuta la gestione del potere, ha preferito la strada più semplice a discapito della parola data. La politica non può essere ridotta a un mero esercizio di opportunismo dove si dice tutto e il contrario di tutto a seconda che si sia fuori o dentro il palazzo. Chi tradisce in modo così palese la fiducia di chi ha creduto in un cambiamento, chi usa i comitati e le preoccupazioni dei quartieri come trampolino di lancio per poi voltare le spalle, non merita il rinnovo del consenso”, conclude Di Loreto.

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