ACCEDI AL CANALE WHATSAPP E RICEVI LE TOP NEWS DEL GIORNO:

ACCEDI AL CANALE
Abruzzo

Pazienti oncologici non riconosciuti dal sistema santario: il caso

Abruzzo. Il Sistema sanitario abruzzese non può continuare a ignorare un vuoto normativo che blocca di fatto l’assistenza a una parte sempre crescente dei pazienti oncologici”, quelli che, essendosi sottoposti a interventi o avendo iniziato terapie fuori dall’Abruzzo “non vengono riconosciuti come assegnati al servizio sanitario regionale”.

A lanciare l’allarme è il vicepresidente del Consiglio regionale d’Abruzzo Antonio Blasioli.
Questi pazienti – spiega in una nota – devono sottoporsi a esami di controllo indispensabili per seguire l’evoluzione della malattia e valutare l’efficacia delle terapie e proprio in questa fase che emergono le maggiori difficoltà”. Questi pazienti, sottolinea Blasioli, sono esclusi da “liste dedicate per quanto concerne esami fondamentali di controllo e sorveglianza attiva tra cui Tac, risonanze magnetiche o Pet” e vengono inseriti nelle liste d’attesa ordinarie, spesso incompatibili con le loro condizioni cliniche.
“Ho presentato una Risoluzione che mira a colmare questa lacuna, indicando una soluzione concreta sperimentata con successo in altre Regioni” annuncia il consigliere Pd. “La continuità assistenziale, soprattutto in oncologia, non è un favore, ma un diritto garantito dal Servizio sanitario nazionale. La Regione ha il dovere di assicurare al cittadino la possibilità di effettuare esami di controllo nei tempi giusti, indipendentemente dal luogo in cui ha ricevuto l’intervento o la terapia. L’Abruzzo deve fare un passo avanti come hanno già fatto Emilia Romagna, Toscana, Veneto e Lombardia: i pazienti rientrati da fuori possono accedere ad agende prioritarie e percorsi di controllo grazie al riconoscimento delle prescrizioni specialistiche extra-regionali. Così il paziente non è costretto a una presa in carico formale da parte di un oncologo regionale né a ripetere visite inutili solo per ottenere un esame nei tempi corretti”.
“Anche in Abruzzo – prosegue Blasioli – bisogna rimettere al centro la persona, non l’incartamento amministrativo. Per questo ho chiesto alla Regione di impegnarsi ad adottare misure concrete per garantire l’accesso agli esami di controllo a tutti i pazienti oncologici abruzzesi, anche quando il percorso di cura si svolge fuori regione, attivando canali di prenotazione diretti e coerenti con i protocolli clinici. Ho chiesto, inoltre, di aprire un confronto con le altre Regioni per uniformare le modalità prescrittive e rendere subito riconoscibili le priorità oncologiche, evitando penalizzazioni legate a cavilli burocratici, e a fornire indicazioni chiare alle Asl e ai medici di medicina generale, attraverso una circolare regionale, per eliminare ambiguità e disallineamenti”.

 

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio

Adblock rilevato

Hai Attivato un blocco delle nostre Adv. Cityrumors è un Giornale Gratuito. Se vuoi continuare a leggerlo e supportarlo, per favore non bloccare le nostre pubblicità. Grazie.