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Omicidio Crox, richiesta la crudeltà in Cassazione: “Sputi e calci in testa per scherno”

Pescara. Il ricorso alla Cassazione contro il giudizio sugli imputati per l’omicidio di Crox punta a riconsiderare l’aggravante della crudeltà.

La Corte d’Appello dell’Aquila, infatti, nel secondo grado di giudizio aveva escluso l’aggravante della crudeltà per uno dei due imputati per l’omicidio di Christopher Thomas Luciani, detto Crox, 16enne ucciso da due coetanei nel parco Baden Powell di Pescara nell’estate del 2024 per regolare un piccolo debito di droga non pagato.

Ora, come riporta Il Centro, il procuratore generale Alessandro Mancini prepara il ricorso in Cassazione e chiede che l’aggravante venga riconosciuta, poiché, scrive “I calci al capo del moribondo e gli sputi sul corpo evidenziano una pervicace volontà di distruzione, di annullamento e di scherno della vittima”.

La stessa aggravante riconosciuta in primo grado e poi, lo scorso 6 marzo, stralciata in Appello, dove la Corte aquilana aveva ridotto le pene ai due giovani imputati rispettivamente a 16 e 14 anni di reclusione.

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