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Teramo

Smantellamento Psichiatria a Giulianova. Pepe, Matone e Marchionni: “La Regione aumenta le tasse e taglia i servizi”

Giulianova. Si consuma un altro capitolo doloroso per la sanità pubblica e per i servizi di prossimità nella provincia di Teramo.

Dopo due conferenze stampa annullate sul week surgery di Chirurgia, il reparto di Psichiatria dell’ospedale di Giulianova viene trasferito e accorpato alla struttura di Teramo. Una decisione che sta sollevando una forte ondata di indignazione e preoccupazione tra i cittadini, i pazienti e le loro famiglie, che vedono svanire un punto di riferimento fondamentale per il territorio costiero e per l’intera vallata del Tordino e del Vomano.
L’accorpamento al presidio di Teramo non è un fulmine a ciel sereno, ma l’applicazione pratica di un disegno politico-aziendale già tracciato nell’ultimo Atto aziendale della ASL di Teramo datato 9 luglio 2025. Atto aziendale, è utile ricordare, ritirato e ripresentato con evidenti imbarazzi politici a più riprese.

Nonostante le numerose sollecitazioni e i ripetuti campanelli d’allarme sollevati in questi mesi, la direzione della ASL ha scelto di tirare dritto, tentando nelle ultime ore di minimizzare la portata del provvedimento e definendolo tecnicamente come una semplice “riallocazione” logistica dei posti letto.
La narrazione si scontra però con la realtà quotidiana di chi vive il disagio. La Psichiatria non è un reparto qualunque: è un settore estremamente delicato, dove la continuità terapeutica, la vicinanza della famiglia e il legame con il proprio ambiente sociale e territoriale rappresentano parte integrante del percorso di cura. Allontanare questo servizio significa gravare ulteriormente i pazienti e i loro nuclei familiari di enormi disagi logistici ed economici, costringendoli a spostamenti verso il capoluogo.
Sulla vicenda intervengono duramente il consigliere regionale Dino Pepe e i consiglieri comunali PD Alessandra Matone e Oreste Marchionni che esprimono profonda preoccupazione per il progressivo e inesorabile impoverimento degli ospedali della provincia teramana e in particolare di quello giuliese.
“Definire ‘riallocazione’ la chiusura di un reparto così sensibile a Giulianova è un insulto all’intelligenza dei cittadini e al dolore delle famiglie”, dichiarano fermamente Pepe, Matone e Marchionni. “Siamo di fronte a una gestione della sanità pubblica che ha smarrito la propria missione principale: curare le persone vicino ai loro luoghi di vita. La salute mentale richiede una rete territoriale forte, non un progressivo accentramento che satura le strutture del capoluogo e desertifica gli altri presidi come Giulianova”.
Pepe, Matone e Marchionni spostano poi l’accento sulle pesanti responsabilità politiche della governance regionale, evidenziando un paradosso ormai insostenibile per la comunità abruzzese.
“Il quadro politico attuale è sotto gli occhi di tutti e fotografa una situazione inaccettabile”, incalzano. “Da un lato, la Regione Abruzzo ha aumentato la pressione fiscale, chiedendo sacrifici enormi ai cittadini; dall’altro, in cambio di queste tasse maggiorate, restituisce tagli continui, riduzioni di prestazioni e la chiusura di reparti chiave. Non si può fare cassa sulla salute dei cittadini, men che meno sulle fragilità estreme. Questo svuotamento programmatico dei nostri ospedali deve essere fermato immediatamente prima che il diritto alla salute in questo territorio diventi un lusso per pochi”.
Il trasferimento della Psichiatria rischia inoltre di generare un effetto domino: il collasso del reparto di Teramo, chiamato a fare fronte a un bacino d’utenza sproporzionato, e il definitivo ridimensionamento dell’ospedale di Giulianova, sempre più privato della sua identità di presidio per acuti. I cittadini assistono da tempo a questa costante emorragia di servizi, una deriva che impoverisce il tessuto sociale e lascia sguarnite intere aree della provincia teramana.

 

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