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Pescara

Ai domiciliari i 3 indagati dopo la morte di Riccardo Zappone

Pescara. Sono stati ristretti agli arresti domiciliari i 3 uomini individuati dalla procura di Pescara come i responsabili dell’aggressione avvenuta il giorno della morte di Riccardo Zappone, 29enne deceduto a Pescara lo scorso giugno dopo una lite in strada e il successivo arresto.

Zappone, tossicodipendente con problemi psichici, lo scorso 3 giugno, fu arrestato per resistenza alla polizia che intervenne, usando anche il taser (esclusa come causa di morte), per placare il giovane che stava dando in escandescenze in strada dopo aver avuto una rissa all’esterno di un’officina di via Comunale Piana, con Angelo De Luca (61 anni), suo fratello Paolo (55 anni) e suo genero Daniele Giorgini (37 anni).

I 3 parenti furono inizialmente accusati dal pm Varone di omicidio preterintenzionale e ieri ristretti agli arresti domiciliari per lesioni aggravate, dopo una lunga serie di ricorsi giudiziari. Il magistrato aveva chiesto il carcere per i De Luca e Giorgini, ma il giudice per le indagini preliminari ha rigettato la richiesta, mentre la vicenda rimaneva poco chiara tra cause del decesso (esclusi l’intervento del taser e le percosse, definitivamente attribuita al forte quantitativo di droga assunto poco prima dalla vittima) e della lite non del tutto appurate.

Quindi il ricorso di Varone al Riesame che dispose già i domiciliari, la rivalutazione dei capi d’accusa in lesioni personali aggravate, e poi il ricorso delle difese alla Cassazione che ha fermato il provvedimento cautelare fino alla recente decisione che si è tramutata, ieri, nella notifica degli arresti domiciliari.

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