
Pescara. “Prendo atto della sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il nostro appello solo in parte, stabilendo che si torni al voto in 23 sezioni (di cui una ospedaliera) su 170. Leggendo la sentenza, registriamo che l’appello di Carlo Costantini è stato totalmente rigettato e la sua tesi, sul fatto che si dovesse tornare alle urne in tutte le sezioni della città, è stata categoricamente smentita”.
Lo afferma il sindaco di Pescara, Carlo Masci, a proposito della sentenza del Consiglio di Stato, definendosi “amareggiato”. “La sentenza, inoltre – va avanti il sindaco – ha escluso in maniera chiara che si sia verificato il fenomeno della cosiddetta ‘scheda ballerina’, confermando che le elezioni si sono svolte regolarmente. Il Consiglio di Stato ha considerato errori formali quelli commessi dai presidenti nelle 23 sezioni dove va ripetuto il voto e di questo non posso che essere amareggiato perché questi errori, assolutamente indipendenti dalla mia persona e dalla coalizione che mi sostiene, ci hanno causato un danno, portando all’annullamento parziale delle elezioni con le quali i cittadini mi hanno rieletto al primo turno, staccando il secondo candidato di oltre 10mila voti”.
“Già dal 25 giugno scorso avevo detto che sarebbe stato opportuno tornare alle urne immediatamente e oggi, dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato, spero che il nuovo voto nelle 23 sezioni avvenga nel più breve tempo possibile, per garantire stabilità al governo della città, per non fermare tutti i progetti in corso e da avviare e per consentire a Pescara di crescere ulteriormente. Nel frattempo resto in carica per tutte le attività già in essere, continuando ad agire serenamente per il bene della città, come ho sempre fatto, mantenendo ferma la mia visione di Pescara condivisa col centrodestra. I numeri che ci dividono dal candidato del centrosinistra sono chiari e insindacabili – conclude Masci – e sono certo che i pescaresi non avranno dubbi e saranno ancora una volta al nostro fianco”.
COSTANTINI: 60 GIORNI PER RECUPERARE
“Il Consiglio di Stato ha espressamente riconosciuto che il percorso argomentativo seguito dai giudici amministrativi pescaresi era pienamente condivisibile, riducendo sì il numero delle sezioni interessate dal ritorno al voto, ma confermando nel merito la gravità dei fatti”, precisa Carlo Costantini, candidato del centrosinistra alle elezioni comunali oggetti di parziale ripetizione.
“Dalle 27 sezioni individuate dal TAR si passa a 23, ma”, rilancia, “il dato politico e istituzionale resta immutato e anzi si rafforza: in 23 sezioni elettorali, che coinvolgono circa 14.000 cittadini, il processo elettorale è stato così compromesso da rendere necessario l’annullamento del voto. Questo non è un dettaglio tecnico, ma è un fatto gravissimo. Se in 23 sezioni si è dovuti tornare al voto, significa che si sono verificate irregolarità gravissime”.
“Una cosa è certa e non aggirabile: la responsabilità complessiva del corretto svolgimento del procedimento elettorale ricadeva sul sindaco Carlo Masci, che ha clamorosamente fallito”, prosegue Costantini, “Solo per questo, in un sistema democratico sano, dovrebbe trarne le conseguenze e dimettersi. Ora si apre una fase nuova. Non solo sul piano elettorale, ma sul piano politico e civico. Pescara ha bisogno di ricostruire un rapporto di fiducia, ascolto e dialogo tra amministrazione pubblica e città reale: commercianti, marineria, imprese, professionisti, categorie sociali”.
“Ci attendono circa 60 giorni di campagna elettorale e li affronteremo con determinazione. I numeri dimostrano che il risultato è tutt’altro che scontato: Masci ha evitato il ballottaggio per soli 472 voti. A Pescara il centrosinistra parte da una base del 35%, mentre in Abruzzo, a Chieti e a Teramo, ha vinto al secondo turno partendo dal 21%. Il margine da recuperare è contenuto, soprattutto considerando il numero di elettori che torneranno alle urne e dunque gli scenari sono apertissimi. Tra l’altro queste elezioni non riguardano solo il governo della città ma riguardano anche il futuro dell’intera regione. Dietro questo voto c’è la partita decisiva della Nuova Pescara. Con Carlo Masci sindaco, la Nuova Pescara non si realizzerà mai. Queste nuove elezioni sono quindi”, conclude, “anche un referendum tra chi vuole la Nuova Pescara e chi ha dimostrato, con i fatti, di non volerla”.



