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Teramo

Tortoreto, trasparenza solo a chiacchiere: resta teso il confronto sui documenti del project

Tortoreto. Continua ad esserci un confronto costante, a tratti anche teso, sul tema degli atti del project financing, che oramai si trascina dalla seduta consiliare nella quale la mozione della minoranza è stata respinta.
Il consigliere del Pd Mauro Di Bonaventura torna ad evidenziare la vicenda dei documenti.

 

I documenti arrivano solo dopo gli articoli

“I documenti della società di consulenza KG Project “di cui tutti sapevano tutto” sono stati inviati all’opposizione solo il 24 febbraio, dopo che il mio comunicato è finito su diverse testate e il caso è diventato pubblico”, sottolinea Mauro Di Bonaventura.

“Se davvero trasparenza significa “sciogliere i dubbi immediatamente”, perché il Comune ha atteso mesi e ha mosso un dito solo quando la stampa ha iniziato a fare domande?

La PEC del 30 gennaio non è mai arrivata

L’assessore ammette che l’ultima PEC del 30 gennaio non è stata consegnata per “limite dimensionale del sistema informatico”, e che solo ora l’ufficio “si scusa”.

Tradotto: in Consiglio si è rivendicato un invio che, tecnicamente, non è mai andato a buon fine. Questo non è un dettaglio: è il cuore del problema che ho sollevato fin dal primo momento.

Non confondiamo il passato con il presente

Che nel 2025 siano stati inviati link o altri materiali sul project financing non è mai stato messo in discussione.
Il punto è un altro:

in Consiglio, il 10 febbraio 2026, per giustificare le tesi contro il Comitato e la minoranza, si è fatto riferimento specifico alla relazione KG Project del 26.11.2025, sostenendo che quella documentazione era già stata inviata e che era disponibile “per tutti”;

alla prova dei fatti, la PEC del 30 gennaio che avrebbe dovuto veicolare proprio quei file non è mai arrivata ai consiglieri di opposizione.

Rievocare note del 2025 per coprire un invio fallito del 2026 non è trasparenza: è spostare il discorso per non rispondere sul punto preciso.

Se era tutto “già pubblico”, perché nascondersi dietro i 30 giorni?

L’Assessore scrive che gli atti erano sul sito dal luglio 2025. Benissimo: allora perché, dopo la mia PEC del 12 febbraio, ci si è trincerati dietro il termine dei 30 giorni invece di girare in un minuto il link “già pubblico da mesi”?
Se davvero l’obiettivo è “sciogliere subito i dubbi”, il comportamento dell’Amministrazione va nella direzione opposta.

Gli slogan sono facili, i fatti no
“Massima apertura”, “nessuna zona d’ombra”, “trasparenza quotidiana”: sono belle frasi. Ma i fatti dicono altro:

documenti chiave richiamati in aula non consegnati quando servivano;

invii PEC rivendicati in Consiglio ma mai arrivati ai destinatari;

ammissione tardiva di problemi tecnici solo dopo l’esplosione del caso sui giornali.

Non accetto l’invito a “superare le discussioni sui protocolli”:
quando i protocolli servono a capire se un Consiglio comunale è stato informato correttamente o no, non sono cavilli, sono democrazia.

Da parte mia continuerò a fare due cose molto semplici:

verificare ogni dato e ogni atto;

denunciare pubblicamente ogni volta che tra quello che viene detto ai cittadini e quello che viene fatto negli uffici c’è un buco, una mezza verità o una bugia intera.

I tortoretani non hanno bisogno di rassicurazioni di facciata. Hanno diritto a sapere esattamente come vengono usati i loro soldi e quali carte vengono portate – o non portate – nei luoghi in cui si decide il futuro del paese.

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