
Tortoreto. Nell’ultima seduta consiliare, il consigliere del Pd, Mauro Di Bonaventura, ha presentato una domanda di attualità sulla riqualificazione di largo Marconi e del tratto di lungomare Sirena, intervento da oltre 2,9 milioni di euro che incide in modo rilevante sull’immagine turistica della città e sulle finanze comunali.
Le domande all’amministrazione: il costo complessivo aggiornato dell’opera, la scelta di frammentare l’intervento in numerosi affidamenti diretti, le motivazioni della variante in corso d’opera, le ragioni degli stralci dal progetto principale e il rispetto del cronoprogramma con la stagione estiva alle porte.
Stralci e affidamenti diretti: motivazioni ancora oscure
Dalle determine emerge con chiarezza che alcune lavorazioni – in particolare posa dei cordoli e manufatti in travertino, pavimentazione in gomma colata dell’area giochi e panchine in polimeri – sono state “stralciate dal progetto principale” e poi affidate con atti separati, su decisione assunta nel verbale di coordinamento n. 3 del 19 febbraio 2026.
In Consiglio ho chiesto quali fossero le motivazioni tecniche e amministrative di questi stralci e se tale scelta non comporti una perdita di coerenza complessiva dell’intervento.
La risposta del vicesindaco si è limitata a richiamare generici “motivi di efficienza di cantiere, di tempistiche” e il ruolo del RUP, senza illustrare nel merito il contenuto del verbale di coordinamento e senza spiegare perché lavorazioni previste nel progetto generale siano state tolte all’appalto principale per essere affidate a parte, con il ricorso all’affidamento diretto.
Resta quindi inevasa la domanda fondamentale: perché ciò che era nato dentro il progetto vinto in gara è stato spacchettato in pezzi separati, sottraendo al Consiglio e ai cittadini una visione unitaria degli impegni di spesa e della gestione del cantiere?
Costi e quadro economico: numeri poco trasparenti
In aula è stato dichiarato che i 541.649,46 euro delle determine richiamate nella domanda sarebbero in larga parte già inclusi nel quadro economico del progetto esecutivo, con la sola eccezione di circa 105 mila euro per nuovi giochi finanziati con fondi comunali.
Questo significa che una quota rilevante di spesa è stata gestita per affidamenti diretti “all’interno” del quadro economico, senza che il Consiglio potesse avere una rappresentazione sintetica e aggiornata del costo complessivo dell’opera e delle diverse fonti di finanziamento, come invece richiesto.
Anche qui la risposta si è fermata a un richiamo generale al quadro economico, senza fornire il dettaglio puntuale dei costi aggiornati e della quota effettivamente a carico del bilancio comunale, oggetto esplicito della prima domanda.
Frammentazione degli affidamenti: un problema politico, non solo tecnico
Nella mia domanda ho chiesto se l’amministrazione ritenesse politicamente sostenibile la scelta di procedere con molteplici affidamenti diretti per lavorazioni strettamente connesse allo stesso intervento, alla luce dei principi di economicità, efficienza, concorrenza e trasparenza.
La risposta è stata che tutto sarebbe “sostenibile, coerente e legittimo”, perché le forniture erano già previste nel quadro economico e l’ufficio ha operato “sulla base delle normative di riferimento”.
Ma questo non risponde al nodo politico: frammentare in tanti affidamenti diretti ciò che nasce come un progetto unitario riduce la concorrenza, rende più difficile controllare i costi finali e soprattutto rende meno leggibile, per i cittadini, come vengono spesi i loro soldi.
Affidarsi al solo paravento della presunta “legittimità formale” non basta: ad un’Amministrazione si chiede una scelta chiara a favore della massima trasparenza e della massima pubblicità delle procedure, soprattutto per opere di questa portata e in un’area così strategica come il lungomare.
Cronoprogramma e stagione estiva: tutto sulle soglie del 21 giugno
Il vicesindaco ha confermato che il cronoprogramma indica la conclusione dei lavori al 21 giugno, a ridosso del pieno avvio della stagione estiva, ribadendo che “attualmente non ci sono ritardi” e minimizzando le preoccupazioni sui possibili disagi.
Resta però il fatto che un’opera così invasiva viene condotta fino alle soglie dell’estate, con un margine di sicurezza praticamente nullo in caso di imprevisti, e che nessuna garanzia concreta è stata fornita in aula sul pieno ripristino della fruibilità del lungomare prima dell’arrivo dei turisti.
Una gestione che solleva più domande che risposte
Alla fine del dibattito restano aperti tutti i nodi da me sollevati:
le motivazioni reali degli stralci e del verbale di coordinamento che li ha determinati;
l’opportunità politica di frammentare l’intervento in numerosi affidamenti diretti;
la mancanza di un quadro chiaro e aggiornato dei costi complessivi e della quota di risorse comunali impegnate;
l’assenza di impegni puntuali sul completamento dei lavori con adeguato anticipo rispetto alla stagione turistica.
Per questi motivi continuerò a chiedere trasparenza sugli atti, accesso al verbale di coordinamento n. 3 del 19 febbraio 2026 e un confronto vero in Consiglio su come vengono progettate, affidate e gestite le grandi opere sul nostro lungomare”.



