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Teramo

Stati generali del verde urbano: le proposte che arrivano da Giulianova FOTO

Giulianova. Nella Sala Bruno Buozzi di Giulianova, si è scritto un capitolo importante per il futuro del verde urbano nel nostro territorio e nel Paese.

Co.N.Al.Pa. Giulianova – Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio ETS, nell’ambito del Protocollo d’Intesa con il Comune di Giulianova, ha organizzato questo primo appuntamento nazionale sui nodi irrisolti della cura del verde nelle città, in collaborazione con l’Assessorato al Verde Pubblico. Un evento unico nel suo genere, che ha riunito al tavolo competenze nazionali, regionali e territoriali, affrontando il tema con rigore scientifico e visione strategica.

LE PROPOSTE CHE VENGONO DA GIULIANOVA

Quella di ieri non è stata una giornata di soli discorsi. Dal convegno sono emerse proposte concrete, chiare e immediatamente rilevanti per il quadro normativo
nazionale. Alessandro Cerofolini, dirigente della Direzione Generale delle Foreste del MASAF e membro del Comitato Nazionale del Verde Pubblico,
ha presentato cinque proposte operative:

1.Estendere la normativa vigente per gli alberi monumentali d’Italia agli alberi dei viali e dei parchi cittadini aventi almeno 25 anni di età, con applicazione delle stesse sanzioni amministrative previste in caso di abbattimento o danneggiamento di un
esemplare monumentale, ridotte della metà (o di un terzo).

2.Rivedere in chiave restrittiva i Criteri Ambientali Minimi per il verde pubblico e, al fine di renderli cogenti, prevedere sanzioni pecuniarie in caso di loro inosservanza.
3.PIANTARE SEMPRE E SOLO L’ALBERO GIUSTO, AL POSTO GIUSTO, PER IL GIUSTO
SCOPO E CON LE CURE GIUSTE.
4.Riattivare i vivai dismessi del disciolto Corpo forestale dello Stato, al fine di avere un maggiore numero di piantine forestali autoctone e provenienti da boschi da seme italiani, da consegnare gratuitamente ai comuni per impiantare nuovi boschi urbani e periurbani.
5.Far intervenire sugli alberi cittadini solo arboricoltori qualificati. Poche proposte chiare e fattibili per migliorare la qualità del verde pubblico delle nostre città. Vediamo se verranno recepite.

Marco Visconti, Presidente del Comitato per lo Sviluppo del Verde Pubblico (MASE) e di RomaNatura, ha focalizzato il suo intervento sul necessario rafforzamento della Legge 10/2013:
“La direzione è chiara: superare la logica emergenziale che ancora caratterizza l’approccio di troppi Comuni — capitozzature sistematiche, abbattimenti non
programmati, assenza di piani di gestione — per arrivare a un modello fondato su pianificazione, competenza tecnica e responsabilità amministrativa.
I Criteri Ambientali Minimi introdotti dal Ministero dell’Ambiente vietano già le pratiche più dannose, ma la loro applicazione resta disomogenea sul territorio
nazionale.
Serve un cambio di impostazione: premialità per le amministrazioni che tutelano e gestiscono correttamente il patrimonio arboreo, penalità per chi lo danneggia o lo compromette. Perché senza conseguenze, il divieto resta lettera morta. E sugli alberi, il danno si paga per decenni. Il capitale naturale non può restare ai margini delle politiche pubbliche: è infrastruttura primaria e va riconosciuto come tale.

Francesco Contu, Dottore Forestale e Responsabile dell’Ufficio di Coordinamento e Pianificazione nel Settore Forestale della Regione Abruzzo,
ha portato al tavolo un contributo che ha mostrato come l’Abruzzo abbia già tracciato
una strada virtuosa — e quanto ancora resti da percorrere:
“La Regione Abruzzo si è dotata nel 2014 di una legge, la 3/2014, per moltissimi aspetti all’avanguardia: siamo stati i primi a recepire la definizione di Albero Monumentale introdotta dalla L. 10/2013, i primi a definire giuridicamente il concetto di Bosco
Vetusto. Una legge che pone al centro l’albero in tutte le sue manifestazioni, dalla foresta all’albero isolato. Per il verde urbano, che rimane competenza dei Comuni, sono state emanate disposizioni ben precise con l’obiettivo di ottenere, nella gestione del verde urbano e periurbano, lo stesso livello di tutela che la Regione riserva agli alberi che vivono nelle aree agricole e forestali. Grande attenzione prestiamo alla gestione e alla tutela delle nostre pinete litoranee: non sono semplici parchi urbani, ma boschi impiantati per la difesa dal dissesto idrogeologico e per il miglioramento dell’ambiente e del clima, e come tali sono tutelati da ogni forma di riduzione della loro estensione. L’auspicio è giungere a una crescita culturale complessiva, che induca i cittadini per primi a pretendere che questo importante patrimonio sia adeguatamente tutelato e valorizzato — per godere degli infiniti e preziosi servizi che fornisce a tutti, e che dovremmo lasciare inalterato e migliorato alle generazioni che seguiranno.

Giuliano Di Flavio, Responsabile del Settore Pianificazione del Territorio e Urbanistica della Provincia di Teramo, ha spostato il fuoco sulla qualità progettuale:
“Il verde urbano non soffre di un deficit di quantità, ma di qualità progettuale: frammentato e privo di continuità, fatica a svolgere le funzioni ecosistemiche
essenziali. La sfida è costruire reti ecologiche coerenti, progettando lo spazio aperto con la stessa dignità riservata allo spazio costruito. Le Nature-Based Solutions — rain gardens, trincee urbane, fossati vegetali — non sono privilegi delle grandi metropoli:
sono strumenti applicabili anche nelle realtà medio-piccole come la nostra. L’unico ostacolo è culturale. Anche la manutenzione del verde deve diventare un tema
progettuale prioritario, trattato con la stessa serietà della viabilità e delle reti infrastrutturali.

Diego Leva, Vicepresidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Teramo, ha smontato il mito dei grandi numeri:
“Le città inseguono grandi numeri — 10.000, 100.000, un milione di alberi — ma quantità non è sinonimo di qualità. Troppo spesso i progetti nascono per lasciare un
segno architettonico più che per rispondere ai bisogni reali: specie inadatte al contesto, suoli insufficienti, cure assenti nei primi anni critici. È il problema del verde cosmetico. Serve invece una pianificazione strutturata per ambiti — verde di vicinato, di quartiere, di zona — supportata da mappatura informatica e partecipazione civica. La gestione ha costi non comprimibili e richiede strumenti adeguati.

” L’intervento si è chiuso con la presentazione delle Linee Guida Nazionali dell’Ordine per la valutazione e gestione del rischio arboreo in ambito urbano: uno strumento operativo concreto per amministratori e tecnici.

Cristiano Del Toro, architetto del paesaggio ed esperto in Nature-Based Solutions e agro-biodiversità, ha offerto la chiusura tecnica più potente del convegno:
“Il verde urbano è infrastruttura ecologica, non ornamento: un albero maturo riduce fino a 8°C la temperatura superficiale e assorbe fino a 400 litri d’acqua l’anno. Perché questo potenziale si realizzi, serve progettazione a scale multiple, con approcci di ecolandscaping che connettano reti ecologiche, integrino infrastrutture verdi e blu e incrementino la biodiversità. Strumenti concreti come rain gardens, bioswales e bacini
di fitodepurazione — già applicati a scala urbana a Copenaghen — trasformano le superfici verdi in filtri attivi per la gestione delle acque meteoriche. La capitozzatura è una pratica distruttiva che compromette struttura, salute e sicurezza degli alberi. La
maggior parte dei difetti che oggi impongono abbattimenti è conseguenza diretta di manutenzione inadeguata nel passato.

IL MESSAGGIO DI CO.N.AL.PA. GIULIANOVA
Come abbiamo affermato al termine dei lavori: “Crediamo di aver avviato un dibattito importante. Questa mattina è stato
dimostrato che la gestione del verde urbano è una questione prioritaria in cui ciascuno, dal singolo alle associazioni, dalle Istituzioni alle Amministrazioni, può dare il suo contributo, in senso costruttivo e collaborativo. L’impegno nella
salvaguardia del patrimonio arboreo appartiene a tutti. La salute dell’ecosistema non è mai una sfida di parte.

Questo è lo spirito che da anni guida il nostro lavoro sul territorio: il progetto Radici, Rami e Racconti nelle scuole, l’iniziativa Il Carrubo per la Legalità, il Goalden Green, la campagna di irrigazione volontaria, il piano di potatura 2026 e la battaglia per la tutela del patrimonio arboreo contro ogni consumo di suolo ingiustificato. Tutto nasce dalla stessa radice: la convinzione che gli alberi non siano ornamento, ma
fondamento.

I RINGRAZIAMENTI
Un ringraziamento istituzionale e sentito va: All’Assessore al Verde Pubblico Paolo Giorgini, che ha condiviso la visione e
trasformato un’idea in scelta politica concreta. Al dirigente d’Area Andrea Sisino, al Vice Sindaco Matteo Francioni, al consigliere Franco Arboretti e all’intera Amministrazione Comunale di Giulianova per il sostegno convinto. Al Vice Sindaco di Mosciano Mirko Rossi, al Colonnello Luca Brugnola, Comandante del Gruppo Carabinieri Forestali di Teramo, all’assessore di Roseto Zaira Sottanelli, al Presidente delle Guardie Ambientali Romano D’Attanasio e al Comandante della Polizia Locale di Campli Fabio Di Vincenzo.
A tutte le associazioni ambientaliste, culturali e alle aziende vivaiste della Provincia
di Teramo che hanno partecipato: la vostra presenza è già un atto politico.

I LAVORI CONTINUANO
Giulianova ha dimostrato ieri di poter essere un punto di riferimento nazionale. Le proposte sono sul tavolo — dalla riforma della Legge 10/2013 all’estensione delle tutele degli alberi monumentali, dai Criteri Ambientali Minimi vincolanti alla riattivazione dei vivai forestali, dalla pianificazione ecologica strutturata alle Linee Guida per la gestione del rischio arboreo. Ora spetta alle istituzioni, a ogni livello, raccoglierle e tradurle in norme, regolamenti e buone pratiche. Noi ci siamo. E continueremo ad esserci.

 

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