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Teramo

Sottanelli (Azione) a Giorgetti: “Chi ha lavorato in Germania paga tasse non dovute, lo Stato applichi la Convenzione”

Abruzzo. “Migliaia di pensionati italiani che hanno lavorato in Germania stanno pagando più tasse del dovuto, nonostante una Convenzione internazionale in vigore da oltre trent’anni dica esattamente il contrario. Per questo ho presentato un’interrogazione al Ministro dell’Economia in Commissione Finanze”. Lo dichiara il deputato di Azione Giulio Sottanelli.

“La Convenzione tra Italia e Germania contro le doppie imposizioni – spiega Sottanelli – prevede che le pensioni tedesche percepite da cittadini italiani residenti in Italia siano tassate solo nel nostro Paese, ma esclusivamente sull’importo che sarebbe imponibile secondo il diritto tedesco. L’ufficio delle imposte di Neubrandenburg, ogni anno, invia ai pensionati, anche in lingua italiana, i certificati che attestano la quota esente. Il problema è tutto italiano, infatti in assenza di istruzioni operative dell’Agenzia delle Entrate, gli uffici territoriali non sanno come applicare la norma e continuano a tassare l’intero importo della pensione. Il risultato è che un diritto riconosciuto da un trattato internazionale resta sulla carta”.
A sollevare il problema è stato anche Enio Pavone, capogruppo di Azione in Consiglio regionale d’Abruzzo e di professione commercialista, che ha raccolto le segnalazioni di numerosi pensionati del territorio: “Parliamo di persone che hanno lavorato una vita all’estero, spesso con pensioni modeste, e che si vedono negare un beneficio previsto dalla legge solo perché nessuno ha spiegato agli uffici come applicarla. Non è accettabile che il cittadino paghi il prezzo di un vuoto interpretativo”.
“Chiediamo al Ministero dell’Economia Giancarlo Giorgetti – conclude Sottanelli – di intervenire con urgenza affinché l’Agenzia delle Entrate emani istruzioni chiare e uniformi su come utilizzare la certificazione tedesca nella dichiarazione dei redditi. È una questione di certezza del diritto: le regole ci sono, i certificati pure, manca solo che lo Stato dica ai propri uffici come applicarle”.

 

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