Sentenza Ciarrocchi, la protesta a Montorio FOTO
Associazioni e tante donne si sono ritrovate per protestare

Partiti, associazioni, sindacati e tante donne si sono ritrovate questa mattina presso la panchina rossa di Montorio al Vomano in segno di protesta contro la decisione dell’amministrazione, arrivata nell’ultimo consiglio comunale, di lasciare al proprio posto il ginecologo Francesco Ciarrocchi, vice sindaco, rimasto in carica anche con voto personale dopo la condanna a cinque anni in primo grado per violenza sessuale.
“Sempre a fianco di chi ha avuto il coraggio di denunciare e che per questo non può essere oggetto di vittimizzazione secondaria”, hanno detto.
In massa Partito Democratico e Cgil, insieme alle varie associazioni, hanno chiesto le dimissioni di Ciarrocchi.
MONTORIO GUARDA AVANTI “Un messaggio di solidarietà e di richiamo ai valori del rispetto e della dignità della persona è stato lanciato oggi a Montorio. Un presidio pacifico, promosso dalle Donne Democratiche e sostenuto da ARCI, CGIL e altre realtà associative del territorio, si è tenuto per ribadire l’importanza di un impegno comune su questi temi. L’iniziativa si è svolta in un luogo simbolico: il giardino del Municipio dove, cinque anni fa, l’Amministrazione comunale collocò una panchina rossa, segno tangibile della lotta contro la violenza sulle donne. Oggi, quel simbolo ha reso ancora più forte e significativa la richiesta di coerenza delle istituzioni e di vicinanza alla giovane donna che ha avuto il coraggio di denunciare la violenza subita. La significativa presenza di tanti giovani ha testimoniato una sensibilità civica diffusa e la volontà di affermare principi che non appartengono a una singola parte politica, ma costituiscono il fondamento di una comunità rispettosa e solidale. Il presidio ha rappresentato un importante momento di riflessione sull’obbligo di tutelare le persone più fragili e di prevenire ogni forma di vittimizzazione secondaria. Come consiglieri del gruppo “Montorio guarda avanti”, abbiamo sempre sottolineato, in questa dolorosa vicenda, la necessità prioritaria di salvaguardare la credibilità delle istituzioni. Per questo, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza, abbiamo ritenuto – fin dall’avvio del procedimento e ancor più a seguito della condanna in primo grado – che l’etica e la responsabilità politica richiedessero un passo indietro da parte del Vicesindaco. Chi ricopre un incarico pubblico ha una responsabilità aggiuntiva verso i cittadini che rappresenta. Il presidio di oggi dimostra che la comunità di Montorio chiede alle sue istituzioni di essere un presidio di legalità e rispetto, coerente con i simboli che essa stessa promuove. Ribadiamo il nostro impegno a difendere questi valori, che appartengono alla coscienza civile di tutti, dentro e fuori dal Palazzo Municipale”.






