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Teramo

Facies “riapre” la RespirArt Gallery a Giulianova

Giulianova. La RespirArt Gallery è lieta di annunciare la sua riapertura.
Nata nel 2017, la RespirArt è uno spazio dedicato all’arte contemporanea nel cuore del Centro Storico di Giulianova. Nel corso degli anni ha organizzato numerose mostre e rassegne d’arte, con artisti di rilievo nazionale e internazionale, nonché eventi culturali.

Dopo un periodo di pausa, riapre le sue porte con uno sguardo sull’arte aperto a nuove energie creative e alla contaminazione tra linguaggi artistici. La RespirArt mira ad essere un ambiente sempre più attivo, che unisca la funzione espositiva a quella di luogo di incontro e sperimentazione. Oltre a ospitare mostre e progetti artistici, accoglierà infatti iniziative, incontri, laboratori e performance, promuovendo il dialogo tra artisti, pubblico e territorio. L’obiettivo è di sostenere la ricerca artistica, favorire la diffusione della cultura e incentivare la partecipazione attiva della comunità.

Ad inaugurare questo nuovo inizio sarà FACIES, a cura di Pietro Albino Di Pasquale, una mostra artistica che intreccia le macrofotografie di Attilio Di Daniele con le tecniche pittoriche di Stefano Tamburrini, in un dialogo visivo che esplora paesaggi e dettagli naturali, raccontando il territorio attraverso la sua geologia.
Il vernissage si terrà il 7 marzo alle ore 18.00 e sarà arricchito dagli interventi artistici di Pietro Albino Di Pasquale (performance) e Jessica Montebello (video).
La mostra sarà visitabile fino al 20 marzo.
“FACIES nasce dalla volontà di raccontare i luoghi attraverso una prospettiva geologica. Le opere del fotografo Attilio Di Daniele e del pittore Stefano Tamburrini ci descrivono le particolarità di un luogo geografico caratterizzato dalla presenza di elementi geologici comuni. Un luogo fortemente antropizzato dove valli, pianure, montagne vengono ridotti all’essenziale pietroso.

Così la simmetria geologica delle montagne diventa anche una simmetria dei dittici dei due artisti, come se le opere di Tamburrini fossero il negativo eidetico di una realtà platonica insita nelle pietre di cui il fotografo Di Daniele ha scattato la sembianza.

Lo guardo di Attilio Di Daniele e di Stefano Tamburrini scava nella natura stessa del vedere per interrogare l’enigma sempiterno della pietrosità e distillare le facies metamorfiche del tempo disumano e astratto delle pietre e delle montagne. Come se in esse vi fosse inscritto un enigma, un detto oscuro, che un Dio misterioso pone nella sembianza delle cose. L’enigma non può essere tradotto ma solo rappresentato.

La pareidolia, la ricerca delle forme familiari all’interno dei disegni astratti, matura nelle opere di Stefano Tamburrini e di Attilio Di Dianiele in uno spunto per delle riflessioni sulla complessità del segno e sul significato stesso del rappresentare.

La ricerca degli artisti converge nella ricerca delle facies, non come visi ma, secondo la lezione di Pavel Florenskij, come volti in quanto manifestazione ontologica e spirituale in cui trascendente e immanente si incontrano.

Attraverso un percorso che dalle facies minerali ritorna al volto umano gli artisti dipanano un racconto, anche per mezzo delle installazioni audiovisive di Jessica Montebello, per restituire continuità e unità alla piccola città di Ripattoni”. Pietro Albino Di Pasquale

Attilio Di Daniele è nato a Teramo nel 1978 ed è un geologo di formazione. Ogni strato di roccia, ogni piega e ogni fossile lo ha affascinato, e ha trovato grande gioia nel cercare di decifrare la storia della terra. Fin da giovane coltiva la passione per la fotografia, un interesse che è diventato sempre più centrale nella sua vita. Attraverso l’obiettivo della macchina fotografica, cerca di catturare la bellezza del mondo che lo circonda e di esprimere le sue emozioni.
Le sue escursioni geologiche si sono trasformate in vere e proprie sessioni fotografiche, dove ha cercato di immortalare la maestosità delle montagne, la complessità delle formazioni rocciose e la delicatezza della natura. Queste due passioni, geologia e fotografia, si sono intrecciare nella sua vita. Ogni viaggio di ricerca geologica è diventato anche un’opportunità per catturare immagini suggestive e raccontare storie visive sulle meraviglie della terra. Allo stesso modo, la sua comprensione della geologia ha arricchito la sua fotografia, fornendogli una prospettiva diversa. Il territorio, da un punto di vista geologico, non ha confini.

Stefano Tamburrini è nato ad Ascoli Piceno nel 1977 ed è un pittore e illustratore diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua passione per la pittura si concentra inizialmente sull’arte classica e figurativa, per poi aprirsi a tendenze più contemporanee e astratte, con una volontà quasi famelica di appropriarsi delle tecniche pittoriche più disparate, onde esprimere le sue ossessioni e la sua visione del mondo. In un contesto invariato di figurazione la sua ricerca si muove, quindi, nella direzione di una indagine della realtà e della tecnica contemporaneamente, la seconda sempre asservita alla prima.
Le esperienze artistiche e gli scambi culturali si moltiplicano grazie a svariate mostre tenute in Italia e in tutta Europa, nonché a originali pratiche di pittura collettiva, grazie alle quali ha potuto confrontarsi con altre modalità espressive, ampliando di conseguenza le sue. L’esposizione “Facies” è una summa di queste esperienze: tramite una tecnica mista che comprende pittura, collage, graffiti, spray, interventi materici, bruciature, etc., rappresenta i luoghi che compongono il suo paesaggio quotidiano (che appartiene anche alla memoria), dialogando con un’altra sensibilità artistica e cercando, così, di relativizzare il punto di vista personale per comporre un quadro quanto più sfaccettato e completo della realtà che ci circonda.
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