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Teramo

Sdemanializzata la strada a Colle di Pigna, Pineto Riparte: “Qual è il vantaggio per la comunità?”

"Ignorate le nostre richieste per approfondimenti tecnici"

Pineto. “Il Consiglio Comunale nella seduta del 25.06.2026, ha approvato la sdemanializzazione della strada comunale in zona Colle di Pigna, ignorando le osservazioni formulate dal Gruppo Consiliare “Pineto Riparte” e la richiesta formale, trasmessa con PEC prima della seduta, di ritirare il punto per consentire un approfondimento tecnico e amministrativo”.

 

A dirlo il gruppo consiliare di opposizione Pineto Riparte.

“La richiesta di ritiro del punto si è resa necessaria anche in considerazione del fatto che il Presidente del Consiglio ha respinto la nostra richiesta di anticipare la seduta del Consiglio comunale al 23 giugno 2026, anziché mantenerla al 25 giugno; la richiesta era motivata dalla circostanza che diversi consiglieri di Pineto Riparte avevano già comunicato la propria indisponibilità per il 25 giugno, a causa di impegni assunti da tempo e non rinviabili Avevamo chiesto semplicemente trasparenza e una valutazione più attenta di un’operazione che comporta il trasferimento di un bene pubblico a favore di un privato. Inoltre, già durante la Commissione Urbanistica e Demanio, avevamo evidenziato come fosse stato impossibile individuare con certezza l’area interessata con i soli dati catastali al momento della discussione in commissione, ma soprattutto avevamo fatto mettere a verbale l’iniqua contropartita, indipendentemente dalla zona esatta. Anziché sospendere l’iter e consentire ai consiglieri di esaminare adeguatamente gli atti, la maggioranza ha preferito procedere ugualmente fino all’approvazione definitiva”.

E ancora: “Resta una domanda semplice, alla quale nessuno ha dato una risposta convincente: dov’è il vantaggio per la collettività?”

“È evidente che il valore di una strada comunale non può essere misurato esclusivamente contando i metri quadrati. La strada oggetto della sdemanializzazione costituisce un accesso da una viabilità provinciale e, una volta trasferita al privato, diventerà di fatto una strada di accesso esclusivo alla sua proprietà. Questo valore funzionale e strategico non può essere compensato semplicemente con la cessione di un’area di maggiore estensione ma di minore utilità pubblica”.

“La nostra posizione”, ribadisce Pineto Riparte, “è sempre stata chiara: il patrimonio comunale appartiene ai cittadini e ogni sua cessione deve produrre un beneficio almeno equivalente per l’intera comunità, non per un singolo soggetto. Se davvero l’Amministrazione riteneva inevitabile procedere alla sdemanializzazione, avrebbe dovuto pretendere una contropartita di reale interesse pubblico. A nostro avviso, una soluzione ragionevole avrebbe potuto essere la cessione al patrimonio comunale di un’area di rilevante valore ambientale e paesaggistico che rappresenterebbe un patrimonio per tutta la comunità pinetese”.

“Invece si è scelta una strada diversa, che continua a lasciarci fortemente perplessi sotto il profilo della convenienza economica e della tutela del patrimonio pubblico. Per questo continueremo a vigilare affinché ogni atto dell’Amministrazione sia improntato ai principi di trasparenza, correttezza amministrativa e tutela dell’interesse generale. I cittadini hanno il diritto di sapere come vengono gestiti i beni che appartengono a tutti e quali siano le reali motivazioni che giustificano operazioni di questo tipo”.

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