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Teramo

Roseto, sistema di accoglienza e integrazione: la replica del sindaco Nugnes

Roseto. In relazione al dibattito pubblico alimentato da FDI sul progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) a Roseto degli Abruzzi, il Sindaco Mario Nugnes interviene per ricostruire con precisione il quadro amministrativo e istituzionale entro il quale si colloca l’iniziativa, così da evitare interpretazioni parziali o ricostruzioni che rischiano di generare timori tra i cittadini.

“Il progetto di accoglienza a Roseto degli Abruzzi ha origine nel 2013, anno in cui il Comune aderì al sistema SPRAR (oggi evoluto nel sistema SAI) nell’ambito di un programma finanziato dal Ministero dell’Interno – afferma il Sindaco Nugnes – Si tratta dunque di un percorso amministrativo avviato oltre un decennio fa, quando alla guida della città vi era un’amministrazione di centrodestra, in un contesto politico e istituzionale nel quale erano presenti anche componenti e sensibilità riconducibili alla stessa area che oggi, attraverso Fratelli d’Italia, esprime dubbi e critiche sul progetto. Le risorse assegnate nel corso degli anni non sono state destinate esclusivamente alle attività di accoglienza, ma hanno consentito anche interventi di recupero e manutenzione di immobili pubblici. In particolare, grazie a tali fondi è stata recuperata e sistemata la palazzina che oggi ospita la sede del progetto SPRAR. Un risultato amministrativo che è stato più volte evidenziato e rivendicato nel dibattito cittadino dal gruppo civico “SiAmo Roseto”, guidato da Vanessa Quaranta e Tommaso Ginoble, che lo hanno presentato come un intervento significativo per la città. Gli stessi esponenti che risultano oggi politicamente alleati con l’area rappresentata a livello locale da Fratelli d’Italia”.

“È inoltre opportuno ricordare che il sistema SAI è finanziato direttamente dal Ministero dell’Interno, nell’ambito delle politiche nazionali di accoglienza e integrazione – aggiunge il Sindaco Nugnes – Il dicastero competente è attualmente guidato dal Ministro Piantedosi, esponente dell’attuale Governo nazionale di centrodestra. Il progetto, pertanto, non costituisce un’iniziativa autonoma o discrezionale del Comune, ma si inserisce in una programmazione ministeriale definita a livello statale che l’Ente è chiamato ad attuare. E’ fondamentale precisare che il sistema SAI attivo sul territorio comunale di Roseto degli Abruzzi non comporta alcun aumento delle persone accolte, ma rappresenta semplicemente la continuità amministrativa di un servizio ministeriale già operativo da anni. Non stiamo parlando, dunque, dell’apertura di nuovi CAS, perché il progetto, che prevede anche corsi di lingua italiana e formazione per l’inserimento lavorativo, è destinato a persone che si trovano già regolarmente sul territorio nazionale e che hanno intrapreso percorsi di integrazione sociale. Insieme all’Assessore al Sociale Francesco Luciani, stiamo governando l’accoglienza a Roseto con estrema attenzione e la giusta sensibilità, dando indicazioni ben precise agli enti preposti affinché il numero degli ospiti non aumenti. Infatti, abbiamo lavorato affinché la priorità sia quella di offrire standard di vita dignitosi a chi è già presente e che favoriscano una reale integrazione. Il dibattito pubblico, quando affronta temi complessi come quelli legati alle politiche di accoglienza, dovrebbe sempre muoversi con prudenza e memoria amministrativa così da consentire alla comunità cittadina di valutare i fatti con serenità e piena consapevolezza”.

 

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