Riforma sistema idrico, “gestori aquilani dentro la Ruzzo Reti”
Il commento del sindaco di Teramo

“Sulla riforma del sistema idrico, così come per tutti i servizi essenziali, ritengo sia profondamente sbagliato non comprendere come l’ambito ottimale sia e resti quello provinciale, costituzionalmente garantito e riconosciuto. Nessuno è pregiudizialmente contrario alla riforma e alla razionalizzazione del sistema, laddove comporti realmente efficienza e risparmi, ma oggi il rischio, come accaduto in passato per decisioni analoghe in altri settori, è che la provincia di Teramo sia l’unica davvero penalizzata. Per questo, conservando una posizione fortemente negativa rispetto alla possibile riduzione a due dei sub ambiti, con altrettanti gestori, ritengo che se si dovesse procedere su questa strada l’unica scelta accettabile sarebbe l’accorpamento dei gestori aquilani all’interno della Ruzzo Reti. E questo in virtù del percorso portato avanti e dei risultati i che la società ha raggiunto in questi anni. Oggi Teramo è infatti la realtà più virtuosa in Abruzzo, quella in cui si paga la tariffa più bassa e dove si registra la percentuale più bassa in termini di dispersione della risorsa idrica. E questo grazie a investimenti qualitativamente e quantitativamente importanti. Un esempio da seguire, dunque, e non da sacrificare sull’altare di una riorganizzazione del sistema che risponde soprattutto alla necessità di sanare la situazione che si registra in altre province”.
Così il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, che anche alla luce delle dichiarazioni rilasciate dal presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri dopo la riunione delle commissioni bilancio e territorio della scorsa settimana e della volontà, della Regione, di procedere sulla strada tracciata, avanza la proposta dell’accorpamento dei gestori aquilani nella Ruzzo Reti alla luce dei dati della gestione del servizio acquedottistico teramano da parte della società teramana, a capitale interamente pubblico, e del percorso già avviato da quest’ultima per valutare la costituzione di una società multiservizi per la gestione del ciclo idrico integrato dei rifiuti e del servizio idrico.
“Il Comune di Teramo ha sempre avuto la volontà di tutelare la gestione dei servizi essenziali – prosegue il primo cittadino – e per questo, insieme ai Sindaci del territorio, al di là degli schieramenti politici, ha già tracciato una strada che guarda alla razionalizzazione, all’efficienza e al risparmio, valorizzando l’esperienza della Ruzzo Reti. La decisione, votata in assemblea dei soci, di procedere a uno studio sulla possibilità e opportunità della costituzione di una società multiservizi va proprio in questa direzione. In questi anni il nostro territorio si è caratterizzato come uno dei più virtuosi in termini di servizi essenziali e ha già gettato le basi per sfruttare le sinergie impiantistiche e logistiche con una riduzione di costi, per rafforzare sempre più la capacità di investimento e garantire una sempre maggior efficienza dei servizi. Sarebbe dunque naturale e logico salvaguardare questo enorme patrimonio, mettendolo a disposizione del territorio regionale”.
Il sindaco traccia la strada per il bacino del Gran Sasso anche alla luce delle scadenza delle concessioni.
“Le concessioni di Ruzzo e CAM scadranno nel 2027 – aggiunge il primo cittadino – se dobbiamo dare avvio alla riforma, si cominci da subito con l’assorbimento del CAM nella Ruzzo Reti, per poi inglobare successivamente anche GSA, la cui concessione scadrà nel 2031. Che si vada verso una società o un consorzio, governance e sede legale dovranno restare a Teramo e la Ruzzo Reti rappresentare la società di riferimento del nuovo sub ambito territoriale del servizio idrico. Solo in questo modo, valorizzando le eccellenze regionali, e Teramo lo è sia in termini di gestione del servizio idrico che del ciclo dei rifiuti, si potrà avere oltre a un riequilibrio territoriale anche una crescita complessiva di tutto il territorio. La nostra non è una battaglia di retroguardia o di campanile, ma una proposta concreta per lo sviluppo di tutto il territorio regionale”



