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Teramo

Roseto, piano demaniale: scintille fuori dal consiglio tra maggioranza e centrodestra

Roseto. L’approvazione della proposta di delibera sulle controdeduzioni alla variante al Piano Demaniale Marittimo Comunale (PDMC) segna una svolta attesa da ben 12 anni per Roseto degli Abruzzi. Una seduta fiume di dieci ore che ha restituito alla città una visione moderna e concreta del litorale, confermando la solidità di un lavoro che non ha ricevuto alcun voto contrario dall’Assise Civica.

Tuttavia, di fronte a un traguardo di tale portata per l’economia e lo sviluppo turistico di Roseto degli Abruzzi, i Capigruppo di Maggioranza dell’Amministrazione Nugnes non possono esimersi dal sottolineare con forza il contrasto tra chi lavora costantemente per il bene comune e chi sceglie di non partecipare alla discussione rispetto ad argomenti così importanti.

“Mentre una parte cospicua della minoranza sceglie la via dell’assenza, la maggioranza ha dimostrato, ancora una volta, di lavorare con dedizione e partecipazione. Essere presenti per dieci ore in aula, analizzando e votando ogni singola osservazione, è la testimonianza plastica di una coalizione attenta al futuro di Roseto degli Abruzzi – affermano Enio Pavone (Fare per Roseto), Paolo De Nigris (Roseto in Azione), Christian Aceto (Under), Simona Di Felice (Per Nugnes Sindaco) e Marco Ruggieri (Operazione Turismo) – Non si tratta di un impegno estemporaneo, ma di una presenza costante, tanto nelle Commissioni quanto nel Consiglio, per dare risposte concrete a cittadini e operatori”.

“Purtroppo, questo senso di responsabilità non è condiviso da tutti. La latitanza di parte dell’opposizione, soprattutto quella che rappresenta il centrodestra locale, è ormai un dato cronico, fatte salve le assenze giustificate per motivi di salute – aggiungono i Capigruppo di Maggioranza – La mancanza di partecipazione ha riguardato sistematicamente sia i Consigli Comunali che le Commissioni Urbanistiche, dove si costruiscono e analizzano i provvedimenti. In questo panorama di disimpegno, diamo atto alla Consigliera Rosaria Ciancaione di essere stata l’unica, tra i Capigruppo di minoranza, a garantire una presenza costante sia nelle commissioni che in aula. Insieme a lei, si è registrata nell’ultimo Consiglio sul Piano Demaniale solo la presenza del Consigliere Sabatino Di Girolamo, con il Consigliere Nicola Petrini che ha lasciato l’aula pochi minuti dopo l’inizio dei lavori, senza dare alcun contributo alla discussione. Per il resto, ancora una volta, il centrodestra cittadino non è prevenuto”.

“È paradossale che chi si propone come alternativa di governo per la città non trovi il tempo o la voglia di confrontarsi sullo strumento urbanistico più importante per il nostro litorale. Mentre noi continuiamo a lavorare per costruire la Roseto di domani, altri scelgono di disertare il confronto e di fatto, di disinteressarsi dei cittadini e del nostro territorio – concludono i Capigruppo di Maggioranza – La politica si fa con la presenza e con lo studio degli atti: i cittadini meritano una minoranza che sia presente nei luoghi istituzionali e non una costante latitanza che sminuisce le istituzioni stesse”.

“Il comunicato della maggioranza Nugnes è l’ennesimo tentativo di spostare l’attenzione dal merito dei provvedimenti a una polemica sterile e costruita ad arte”.

Così Francesco Di Giuseppe capogruppo di Fratelli d’Italia, che interviene a difesa del centrodestra rosetano, respingendo le accuse contenute nella nota diffusa dai capigruppo di maggioranza.

“Intanto è bene ristabilire la verità: si tratta delle osservazioni al Piano Demaniale, non del Piano stesso. Anche su questo si cerca di fare confusione pur di costruire una narrazione autocelebrativa che non regge”.

“La realtà è molto più semplice: l’assenza di voti contrari dimostra chiaramente ciò che ormai è sotto gli occhi di tutti, ovvero che Partito Democratico e Azione rappresentano di fatto un blocco unico. Altro che confronto: votano compatti e poi cercano di scaricare sulla minoranza responsabilità che non esistono”.

“Quanto agli attacchi personali, siamo al paradosso. Si parla di ‘latitanza’ ignorando volutamente che molti di noi, me compreso, lavorano quotidianamente fuori città. Io vivo e lavoro a Bruxelles: se si convoca un Consiglio Comunale alle 9:30 di venerdì, è evidente che esistono impegni professionali reali. Si chiama lavoro. Una parola che, evidentemente, per qualcuno resta sconosciuta”.

“C’è poi un elemento ancora più grave: questa maggioranza, per mano del Presidente del Consiglio comunale, ha calpestato quello spirito di collaborazione e di rispetto reciproco che negli anni aveva sempre portato a convocare i Consigli in orari pomeridiani, proprio per consentire a tutti di partecipare. Una scelta che rompe un equilibrio istituzionale consolidato e che dimostra chiaramente la volontà di forzare il confronto anziché favorirlo”.

Di Giuseppe rivendica l’azione del centrodestra:”Noi ci siamo sempre stati quando contava davvero, con atti concreti e anche con ricorsi vinti che hanno inciso sulle scelte amministrative e corretto errori evidenti. Questo è il nostro modo di fare opposizione: serio, determinato e nell’interesse dei cittadini”.

“Colpisce invece, conclude Di Giuseppe, che una maggioranza impegnata a governare trovi così tanto tempo per occuparsi della minoranza. È un segnale evidente: sono più concentrati su di noi che sui problemi della città. E questo tradisce una crescente preoccupazione per l’alternativa politica che il centrodestra sta costruendo. Noi continuiamo a lavorare, loro continuino pure con i comunicati: i cittadini sapranno giudicare”.

 

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