
Sant’Omero. Grande successo per la XVª edizione. Il nuovo format con tre sezioni, il cinema, i lettori-giurati e il progetto “Fotogrammi – Le Vie del Cinema” rilanciano il Premio nel segno della partecipazione.
Si è svolta il 9 agosto 2026 la XVª edizione del Premio Sgattoni, un appuntamento che ha registrato un grande successo di pubblico e critica. Il nuovo format, articolato in tre sezioni, ha messo al centro il legame tra letteratura e cinema, valorizzando il ruolo dei lettori-giurati e lanciando il progetto “Fotogrammi – Le Vie del Cinema” per spalancare le porte a nuove prospettive culturali e di partecipazione comunitaria.
Sono stati 118 i racconti arrivati per le tre sezioni del Premio, confermando l’interesse suscitato dalla nuova formula. Alla tradizionale Sezione A – Racconto Breve si sono aggiunte infatti la Sezione B – Soggetto Cinematografico per Cortometraggio e la Sezione C – Italiani Oltreconfine: tre percorsi diversi, accomunati dalla volontà di dare voce alle storie, alla memoria, alle esperienze e ai legami con la propria terra.
Una scelta che si è rivelata vincente e che ha trasformato il Premio in qualcosa di più di un concorso letterario: un progetto culturale capace di coinvolgere lettori, scrittori, giurati, artisti, istituzioni, volontari, giovani e cittadini.
La cerimonia, condotta con professionalità e partecipazione dalla presidente della Giuria e moderatrice Giovanna Frastalli, ha visto la presenza dei protagonisti che hanno contribuito alla realizzazione di questa edizione e ha restituito l’immagine di una comunità che si è ritrovata intorno alla cultura e alla memoria.
Una nuova formula, tre modi di raccontare
A spiegare il significato del nuovo percorso è stato Gabriele Di Leonardo, coordinatore del gruppo operativo “L’Officina delle Storie”, al quale la Pro Loco di Garrufo ha affidato l’organizzazione del Premio.
Nel suo intervento ha sintetizzato il senso della nuova edizione attraverso tre parole: Racconto, Comunità e Visione.
Il Racconto non è più soltanto quello affidato alle pagine del racconto breve. Con la nuova Sezione C, il Premio ha aperto uno spazio alle storie degli Italiani Oltreconfine, a chi vive lontano ma continua a mantenere un legame con la propria terra d’origine; con la Sezione B, invece, la scrittura ha incontrato il linguaggio cinematografico, aprendo il Premio a sceneggiatori, aspiranti autori e a una nuova forma di narrazione.
Da questa apertura è nato anche il progetto dedicato alla memoria del Cine-Teatro Livia, lo storico cinema di Garrufo, oggi in stato di abbandono, che è tornato protagonista attraverso le voci e i ricordi di tanti cittadini.
Il Premio diventa una Comunità.
È proprio il concetto di Comunità ad aver rappresentato una delle grandi novità di questa edizione.
«Un Premio culturale non appartiene soltanto a chi lo organizza, ma a tutte le persone che scelgono di farne parte», ha sottolineato Di Leonardo.
Attorno al Premio si è infatti formata una vera rete: lettori-giurati, autori, giuria tecnica, corsisti, volontari, istituzioni, associazioni, sponsor e cittadini hanno contribuito, ognuno con il proprio ruolo, alla costruzione di un progetto condiviso.
Particolarmente significativa si è rivelata l’esperienza della Giuria Popolare, attinta dal corposo Albo dei lettori-giurati del Premio, i cui componenti hanno dedicato tempo, attenzione e passione alla lettura delle opere. Una modalità di valutazione che ha confermato il valore di affidare il giudizio sui racconti a lettori forti e appassionati, non necessariamente addetti ai lavori, ampliando così il confronto e rafforzando la percezione di imparzialità nei confronti degli autori.
Per questo, l’organizzazione intende proseguire e rafforzare questo percorso, incrementando il numero degli iscritti all’Albo dei lettori-giurati e avviando un nuovo ciclo di incontri formativi, sulla scia dell’interesse suscitato dal percorso già realizzato.
L’obiettivo è duplice: ampliare sempre più la partecipazione alla valutazione delle opere e, nello stesso tempo, promuovere la lettura, coinvolgendo un numero crescente di lettori e appassionati.
Dal vecchio cinema nasce un nuovo racconto
Uno dei momenti più emozionanti della manifestazione è stato il risultato del workshop cinematografico “Fare cinema è una caccia al tesoro”, realizzato dal 6 al 9 agosto con la regista e sceneggiatrice Caterina Carone.
Tredici allievi, provenienti anche da fuori regione, hanno lavorato alla realizzazione di un corto-documentario dedicato al vecchio cinema di Garrufo. Hanno raccolto testimonianze, intervistato i cittadini, recuperato fotografie e materiali d’archivio, selezionato le voci e trasformato i ricordi in immagini.
Tra i partecipanti anche Abril Lucena De Araujo, arrivata da Helsinki, in Finlandia, a testimonianza della capacità del nuovo progetto di superare i confini locali e attrarre partecipanti da realtà molto diverse.
La prima versione, necessariamente sintetica, del documentario è stata proiettata durante la serata conclusiva, suscitando forte emozione e un sorprendente apprezzamento del pubblico, soprattutto per le immagini realizzate all’interno del Cine-Teatro Livia e per le testimonianze dei tanti garrufesi che hanno contribuito a ricostruirne la storia.
Un lavoro che ha trasformato la memoria individuale in memoria collettiva, grazie alle persone che hanno aperto i propri ricordi alla troupe e hanno riempito telefoni e macchine da presa di fotografie, racconti ed emozioni.
Caterina Carone ha inoltre dato la propria disponibilità a riproporre il workshop anche nella prossima edizione.
“Visione”: guardare avanti senza dimenticare le proprie radici
La terza parola scelta da Di Leonardo è stata Visione: «Guardare avanti senza dimenticare le proprie radici».
Il nuovo Premio, dunque, non vuole limitarsi a celebrare il successo di questa edizione, ma vuole già progettare il futuro, facendo tesoro anche delle difficoltà incontrate e degli aspetti organizzativi da migliorare, a partire dalla gestione dei tempi, resi particolarmente stretti dalla volontà di far coincidere la cerimonia del Premio con la conclusione della manifestazione Garrufo con Gusto.
Tra i progetti per il futuro ci sono la riproposizione del workshop cinematografico e del laboratorio per bambini “DisegnAmo il Cinema”, ma soprattutto una proposta destinata a lasciare un segno concreto nelle strade di Garrufo.
Si chiama “Fotogrammi – Le Vie del Cinema” ed è il progetto per la realizzazione di una serie di murales dedicati al cinema sulle pareti di alcune abitazioni del paese, messe a disposizione dagli stessi proprietari.
Giovani artisti saranno chiamati a trasformare quelle pareti in grandi schermi a cielo aperto, realizzando scene, personaggi e immagini tratte da film celebri. Un vero e proprio percorso artistico che potrebbe trasformare le vie di Garrufo in una galleria cinematografica permanente, dove il cinema esce dalla sala e torna a vivere negli spazi quotidiani del paese.
L’idea nasce anche dalla fantasia dei bambini che hanno partecipato al laboratorio “DisegnAmo il Cinema” e dalla disponibilità già manifestata da alcuni cittadini. Come ha sottolineato Di Leonardo, «il cinema, da luogo della memoria, potrà tornare a vivere nelle strade e negli occhi di chi le attraversa».
Un progetto che rappresenta perfettamente la nuova filosofia del Premio: non soltanto ricordare ciò che è stato, ma trasformare la memoria in creatività e il passato in una nuova visione del futuro.
I vincitori della XVª edizione
La serata ha quindi lasciato spazio alla proclamazione dei vincitori delle tre sezioni.
SEZIONE A – RACCONTO BREVE
1° classificata: Kathisca Alajandra Toala Olivares – Dall’altra parte dell’ombra – Roma
2° classificato: Claudio Sestili – La linea gialla – Ascoli Piceno
3° classificato: Maurizio Asquini – Terre Maledette – Novara.
SEZIONE C – ITALIANI OLTRECONFINE
1ª classificata: Aura Katherin Rosciano – Mia Nonna – Sant’Egidio alla Vibrata
2° classificato: Lajdon Bebri – Oltre il blu – Martinsicuro
3ª classificata: Maria Florencia De Iannello – Memoria senza corpo – Argentina.
SEZIONE B – SOGGETTO CINEMATOGRAFICO
La nuova sezione ha visto una prima selezione affidata alla Giuria Popolare, che ha individuato i dieci finalisti. Su questi è poi intervenuta la Giuria Tecnica, composta da dieci professionisti tra registi, sceneggiatori e critici cinematografici, chiamata a decretare i vincitori.
I dieci finalisti erano:
1. Gino Piergallini – San Benedetto del Tronto – Il Cinema di Garrufo
2. Mattia Paone – Pescara – Oltre la linea
3. Abril Lucena de Araujo – Helsinki, Finlandia – Deriva
4. Manuela De Luca – Teramo – Una Gioia
5. Claudio Sestili – Ascoli Piceno – La linea Gialla
6. Aliénor Jappe – Saint-Cyr-sur-Loire, Francia – La voce dell’oltre
7. Lorenzo Maulicino – Roma – Mozziconi
8. Maria Stefania Di Renzo – Teramo – TOS
9. Claudio Sestili – Ascoli Piceno – Porco mondo
10. Gabriele Bruno – Roma – Peludo.
La Giuria Tecnica ha decretato:
1° classificato: Gino Piergallini – Il Cinema di Garrufo – San Benedetto del Tronto
2° classificato: Claudio Sestili – La linea Gialla – Ascoli Piceno
3° classificata: Aliénor Jappe – La voce dell’oltre – Francia.
Un risultato particolarmente significativo per Gino Piergallini: il suo soggetto Il Cinema di Garrufo ha conquistato il primo posto sia nella votazione della Giuria Popolare, che lo ha selezionato tra i dieci finalisti, sia nella successiva valutazione della Giuria Tecnica, composta da registi, sceneggiatori e critici cinematografici, confermandosi così il vincitore della nuova Sezione B – Soggetto Cinematografico.
I protagonisti del workshop
Questi i tredici partecipanti al workshop “Fare cinema è una caccia al tesoro”:
• Gabriele Bruno – Roma
• Chiara Cigno – Sant’Egidio alla Vibrata
• Vincenzo Angelini – San Benedetto del Tronto
• Lara Latini – Sant’Omero
• Claudio Sestili – Ascoli Piceno
• Alice Pantoli – Sant’Omero
• Gino Piergallini – San Benedetto del Tronto
• Alessandra Perrotta – Milano
• Alexandro Mantovan – Torino
• Abril Lucena De Araujo – Helsinki, Finlandia
• Mattia Paone – Pescara
• Viola Stasi – Roma
• Stefano Quaglia – Sant’Omero.
Un premio che riparte dalla comunità
Nel corso della serata è stato espresso anche il pieno sostegno delle istituzioni e delle realtà che hanno accompagnato questa nuova fase del Premio.
Il presidente della Pro Loco di Garrufo, Marino Camaioni, ha manifestato la propria soddisfazione per la ripartenza della manifestazione, ferma già prima della pandemia, sottolineando l’importanza di aver restituito alla comunità un appuntamento culturale così significativo.
L’assessore del Comune di Sant’Omero Adriano Di Battista ha ribadito l’importanza del Premio intitolato al concittadino Giammario Sgattoni e il sostegno dell’Amministrazione comunale alla nuova formula e alla sua prosecuzione.
Il vice sindaco Antonio Olivieri ha portato il proprio saluto alla manifestazione.
La bibliotecaria della Biblioteca Comunale G. D’Annunzio di Sant’Omero, Paola Donatelli, ha accolto con entusiasmo e collaborato fattivamente alla realizzazione della XVª edizione del Premio, contribuendo alla riuscita della manifestazione e sostenendo, insieme alle maestre e alle volontarie, il laboratorio per bambini “DisegnAmo il Cinema”.
Il presidente di ANFE Val Vibrata-Pescara, Leonardo D’Ippolito, ha accolto con soddisfazione la proposta dell’Officina delle Storie di inserire nel Premio la nuova sezione Italiani Oltreconfine, riconoscendone il valore culturale e umano.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione: alla Pro Loco ASP di garrufo, ai lettori-giurati, alla giuria tecnica, agli autori italiani e stranieri, al gruppo operativo dell’Officina delle Storie, alle istituzioni, alle associazioni, agli sponsor, alle maestre e alle volontarie, a Caterina Carone e a tutti i corsisti del workshop, al cantastorie Marcello Sacerdote e, soprattutto, ai tanti garrufesi che hanno condiviso i propri ricordi sul vecchio cinema.
Perché è proprio questa la grande eredità della XVª edizione: aver dimostrato che le storie, quando vengono condivise, diventano patrimonio comune.
E il messaggio con cui si chiude idealmente questa edizione è anche quello che guarda alla prossima:
“I premi assegnano riconoscimenti. Le storie, invece, costruiscono comunità.”
Una comunità che ora è pronta a continuare a raccontarsi, a immaginare e a costruire nuove Visioni, senza dimenticare le proprie radici.












