Nuova giunta a Teramo, Corona: “Il sindaco si dimetta”
Le parole del consigliere di Fratelli d'Italia

“Non c’è sceneggiatura tragicomica che possa reggere il confronto con l’ultima performance del sindaco D’Alberto. Quello che, nelle sue dichiarazioni, doveva essere il rimpasto del “rilancio”, della “svolta” e della “qualità politica”, si è rivelato l’ennesimo atto di una commedia degli equivoci. La vittima, purtroppo, è sempre la stessa: la città di Teramo”.
A dirlo il consigliere di Fratelli d’Italia, Luca Corona.
“In otto anni di amministrazione abbiamo assistito a ben quattro rimpasti, specchio fedele di un fallimento amministrativo cronico. Più che un amministratore, il Sindaco sembra un fornaio maldestro che continua a manipolare un impasto che puntualmente produce solo pagnotte bruciate. Azzerare un’intera giunta per cambiare un solo componente — tra l’altro un assessore che manifestava da anni la volontà di lasciare — non è politica: è accanimento terapeutico su una macchina amministrativa ormai ferma al palo. Mentre il sindaco si lancia in interviste millantatrici, il territorio parla una lingua diversa e drammatica: la mancanza di sicurezza non è una percezione, ma una realtà alimentata da una pianta organica dei Vigili Urbani sottodimensionata in modo cronico. A questo si aggiunge il paradosso dei parcheggi: tariffe alle stelle e multe spietate per chi ritarda di pochi minuti, mentre il caos regna sovrano nei divieti di sosta impuniti. Il caso di Via Longo descrive perfettamente l’incapacità di dare risposte a un’emergenza incancrenita da una totale assenza di pragmatismo. Il Libro delle Incompiute: una lista che certifica l’immobilismo di questo centrosinistra. Parliamo di: Canile, Area Camper, il Municipio, il parcheggio di Piazza Donatori di Sangue, le ex Scuole Elementari, il Museo San Carlo. Ricostruzione e Regolamenti: La ricostruzione pubblica legata al sisma 2016 è ferma, mentre il Regolamento del Piano Antenne risale addirittura al 2014, in un vuoto di trasparenza e ordine amministrativo imbarazzante”.
“Siamo ai titoli di coda: otto anni di promesse svuotate di contenuto hanno reso il nostro territorio l’ombra di se stesso. Se il sindaco volesse davvero dimostrare un briciolo di amore per Teramo e un sussulto di dignità, dovrebbe smettere di “rimpastare il nulla” e fare l’unica scelta onesta rimasta: rassegnare le dimissioni. Solo restituendo la parola ai cittadini si potrà dare quel vero slancio vitale di cui la comunità ha disperato bisogno”.



