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Teramo

Il no al progetto di finanza nell’analisi dell’associazione Amici di Tortoreto

Vittoria dei tortoretani: a prevalere l'interesse pubblico

Tortoreto. Il 23 luglio 2026 è destinato a essere ricordato come il giorno della definitiva rinuncia al project financing che per anni ha alimentato un acceso confronto politico e cittadino a Tortoreto.

La decisione è stata annunciata dal sindaco Piccioni durante il Consiglio comunale, chiudendo così un percorso che aveva suscitato forti contrarietà e che, secondo i promotori della mobilitazione, avrebbe condizionato il futuro della città per 23 anni.

La notizia è stata accolta con soddisfazione dai rappresentanti del Comitato Civico “Tortoreto Attivo”, dall’associazione “Amici di Tortoreto” e dai cittadini che negli ultimi mesi si sono mobilitati contro il progetto. Una vicenda che, nelle parole dei promotori, si è trasformata da battaglia politica a vera e propria mobilitazione civica.

Al centro della protesta c’è stata soprattutto la preoccupazione per le conseguenze di un progetto considerato dai suoi oppositori troppo vincolante per il futuro della città. Da qui la nascita del Comitato Civico “Tortoreto Attivo”, costituito anche grazie alla collaborazione dell’associazione “Amici di Tortoreto”.

Il percorso è iniziato con il confronto tra Fabio Di Sabatino, segretario del Pd locale, e Franco Coccia, presidente degli “Amici di Tortoreto”, al quale era stato chiesto un supporto per la costituzione del comitato. L’associazione ha messo a disposizione anche la propria sede per le riunioni organizzative.

Alla guida del Comitato è stato indicato Alessio Lupi, affiancato dal vicepresidente e segretario Luigi Matha e dal componente del direttivo Domenico Marconi. Nel percorso hanno avuto un ruolo anche il consigliere di minoranza Mauro Di Bonaventura, che ha fornito documentazione amministrativa relativa al progetto, e Riccardo Straccialini, impegnato nell’attività di approfondimento tecnico.

Il Comitato ha quindi avviato un lavoro di analisi del project financing, portando le proprie osservazioni anche all’attenzione di Anac, Corte dei Conti e Prefettura di Teramo. Parallelamente è partita una campagna di informazione e sensibilizzazione rivolta alla cittadinanza.

Uno dei momenti centrali della mobilitazione è stata la raccolta firme, che ha raggiunto complessivamente circa mille sottoscrizioni. Il Comitato ha organizzato banchetti al mercato e sul lungomare, mentre diversi cittadini ed esercenti hanno contribuito alla raccolta.

La protesta è proseguita con incontri pubblici e confronti con l’amministrazione comunale. Il 9 aprile, durante un’assemblea all’hotel Villa Elena, il Comitato ha annunciato anche l’organizzazione di una manifestazione pubblica. L’iniziativa è stata successivamente curata dall’associazione “Amici di Tortoreto” e si è svolta il 20 giugno, con una manifestazione automobilistica che ha attraversato le strade della città.

A determinare la svolta decisiva sarebbe stata, però, anche la frattura emersa all’interno della maggioranza. Tre consiglieri, due donne e un uomo, hanno manifestato il proprio dissenso non partecipando al Consiglio comunale del 21 maggio, convocato per discutere del project financing. L’assenza aveva provocato il rinvio della seduta.

Successivamente anche Fratelli d’Italia, a livello comunale e provinciale, ha espresso pubblicamente la propria contrarietà al progetto, accentuando le divisioni all’interno della maggioranza.

Il passaggio conclusivo è arrivato il 23 luglio, quando il sindaco Piccioni ha comunicato in Consiglio comunale la decisione dell’amministrazione di rinunciare definitivamente al project financing.
Per il Comitato e per le realtà associative che hanno sostenuto la mobilitazione si tratta di una vittoria costruita attraverso la partecipazione di una parte significativa della cittadinanza.

«Nessuno, singolo o gruppo, può sentirsi il solo o il più importante artefice di tale risultato», sottolineano i promotori, attribuendo l’esito finale alla somma delle iniziative portate avanti negli ultimi mesi.

Il ringraziamento viene rivolto a tutti coloro che hanno contribuito alla mobilitazione, dal Comitato agli “Amici di Tortoreto”, dai consiglieri di opposizione ai cittadini che hanno partecipato agli incontri, sottoscritto la petizione o preso parte alle iniziative pubbliche.

La rinuncia al project financing chiude dunque una lunga fase di confronto politico e sociale. Per i promotori della protesta, resta ora la necessità di guardare al futuro e di individuare soluzioni alternative per la riqualificazione delle aree interessate, questa volta attraverso un percorso condiviso con la comunità.

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