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Teramo

Giulianova, la chirurgia torni ad essere reparto autonomo: ordine del giorno in consiglio

Giulianova. Il futuro della Chirurgia dell’ospedale di Giulianova al centro del dibattito politico.

L’associazione politica e gruppo consiliare Il Cittadino Governante interviene sulla decisione della Regione Abruzzo e della direzione della Asl di Teramo di introdurre il modello organizzativo della Week Surgery, riservato prevalentemente agli interventi di piccola e media complessità con degenze brevi.

Una scelta che, secondo Il Cittadino Governante, rappresenta un ulteriore ridimensionamento di un presidio sanitario che in passato ha costituito un importante punto di riferimento regionale.

Il gruppo contesta anche l’atteggiamento dell’Amministrazione comunale, i cui rappresentanti, secondo quanto riferito, non avrebbero sollevato obiezioni in occasione dell’annuncio della riorganizzazione.

Un ospedale progressivamente impoverito

Nel documento, Il Cittadino Governante ricostruisce il progressivo ridimensionamento dell’ospedale giuliese, che negli anni ha perso reparti e servizi importanti, tra cui Ostetricia e Ginecologia, Pediatria, Urologia e Otorinolaringoiatria.

Per quanto riguarda la Chirurgia generale, viene evidenziata la differenza organizzativa rispetto agli ospedali di Atri e Sant’Omero, che dispongono di Unità operative complesse con rispettivamente 17 e 16 posti letto. Giulianova, invece, può contare su un’Unità operativa semplice dipartimentale, dipendente dalla struttura di Sant’Omero, con 10 posti letto.

Per il gruppo consiliare, l’introduzione della Week Surgery rischia di indebolire ulteriormente l’offerta sanitaria.

Giulianova è un presidio strategico per la costa

Il Cittadino Governante sottolinea inoltre il ruolo strategico della città, che conta circa 24mila abitanti e che, insieme alla vicina Roseto, raggiunge un bacino di circa 50mila residenti.

Numeri destinati ad aumentare sensibilmente durante la stagione estiva, considerando la presenza turistica lungo la costa teramana.

A questo si aggiungono il porto, la stazione ferroviaria, il casello autostradale e una rete di collegamenti che rendono Giulianova un punto di riferimento per l’intero territorio.

Secondo l’associazione, queste caratteristiche dovrebbero giustificare un potenziamento del presidio ospedaliero, anziché un ulteriore ridimensionamento.

Il timore per il futuro della Chirurgia

Tra le preoccupazioni espresse c’è anche la difficoltà di attrarre nuovi specialisti. Limitare l’attività agli interventi di piccola e media complessità potrebbe, secondo Il Cittadino Governante, rendere meno attrattivo il reparto per i giovani chirurghi, mettendone a rischio la continuità futura.

Una prospettiva che preoccupa anche alla luce della tradizione della Chirurgia giuliese, legata all’attività del professor Colombati e alla formazione di numerosi professionisti.

La proposta: due grandi poli ospedalieri provinciali

Il gruppo rilancia una proposta già avanzata in passato: riorganizzare la rete ospedaliera provinciale attorno a due grandi strutture di primo livello, a Teramo e Giulianova, con personale, risorse e dotazioni tecnologiche adeguate.

Le richieste alla Regione e alla Asl

Il Cittadino Governante chiede il ripristino della Chirurgia generale di Giulianova come Unità operativa complessa, con un proprio primario e la possibilità di effettuare anche interventi di alta complessità. Sollecitato anche il potenziamento del Pronto soccorso.

L’associazione e gruppo consiliare chiede inoltre la convocazione urgente della Commissione Sanità comunale, con la partecipazione del direttore generale della Asl di Teramo, Maurizio Di Giosia, per affrontare la questione.
A tale scopo sarà presentato un ordine del giorno urgente in Consiglio comunale.

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