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Chieti

Fossacesia, restaurata e inaugurata la croce di missione del 1926

Fossacesia ha celebrato l’inaugurazione della croce di missione, restituita al suo originario decoro grazie a un attento intervento di restauro e risistemazione. La cerimonia si è tenuta domenica scorsa.

Non si tratta soltanto del recupero di un manufatto religioso, ma della valorizzazione di un segno profondamente legato alla memoria storica, religiosa e civile della città. La croce, collocata nell’attuale posizione nel 1926, aveva sostituito una precedente croce lignea, risalente al 1910, entrambe legate alle missioni popolari che hanno segnato la vita spirituale di Fossacesia.

La sua collocazione assume un significato particolare. Sorge, infatti, in un incrocio strategico della viabilità cittadina, alla rotonda del cimitero, dove convergono la strada provinciale che conduce alla Marina e il suggestivo viale che accompagna verso l’Abbazia di San Giovanni in Venere, uno dei monumenti più rappresentativi del patrimonio storico e religioso dell’Abruzzo. È dunque anche l’inizio ideale e simbolico del viale che porta alla monumentale abbazia, un luogo che da secoli identifica Fossacesia e ne custodisce l’identità.

Alla sobria, ma particolarmente sentita cerimonia hanno preso parte il sindaco Enrico Di Giuseppantonio, i consiglieri comunali, il parroco don Leo Rosa, il superiore della comunità passionista padre Marcello Pallotta e numerosi cittadini.

L’iniziativa è stata promossa da padre Marcello Pallotta insieme all’imprenditore Carlo Cericola, che hanno coinvolto diverse realtà imprenditoriali e professionalità del territorio. Alla realizzazione degli interventi hanno collaborato la Sangroter, per il raddrizzamento della struttura, Luciano Fantini, per il restauro, e i fratelli De Simone, per le opere a verde.

Nel corso della cerimonia, padre Tito Paolo Zecca, archivista dell’Abbazia, ha ripercorso brevemente le vicende delle due missioni del 1910 e del 1926, ricordandone i protagonisti e il contesto storico e religioso. Particolare attenzione è stata dedicata alla figura di padre Stanislao Battistelli, successivamente divenuto vescovo di Teramo-Atri, che proprio dopo la missione del 1926 si adoperò per favorire la presenza stabile dei Passionisti nell’Abbazia di San Giovanni in Venere. Ricordata anche la figura di monsignor Tommaso Tozzi, benemerito parroco di Fossacesia, scomparso nel 1955.

È intervenuto quindi il sindaco Enrico Di Giuseppantonio, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa nel più ampio percorso di recupero e valorizzazione dei luoghi cittadini, richiamando anche gli ultimi due interventi: di risanamento del Belvedere e dell’area in cui sorge la croce.

Il primo cittadino ha inoltre ricordato il sacrificio della popolazione fossacesiana durante la battaglia del Sangro, nel novembre 1943, e le ragioni storiche che hanno portato al conferimento a Fossacesia della Medaglia d’Argento al Valor Civile. «Collocata in un punto così strategico – è stato il senso del suo intervento – questa croce rappresenta un segno visibile per tutti coloro che attraversano la città, un richiamo alla riconciliazione e alla pace».

A seguire, l’imprenditore Carlo Cericola ha ripercorso il proprio impegno per il recupero e la valorizzazione del piccolo monumento, evidenziando la disponibilità e la generosità degli altri imprenditori che hanno contribuito concretamente alla realizzazione dell’opera.

Dopo le parole di ringraziamento di padre Marcello Pallotta, il parroco don Leo Rosa ha proceduto alla benedizione della croce, affidandole simbolicamente il compito di continuare a richiamare tutti ai valori più alti della pace, della fraternità e della riconciliazione, di cui la croce è, da sempre, universale testimonianza.

A conclusione della cerimonia, il sindaco Enrico Di Giuseppantonio, padre Marcello Pallotta e don Leo Rosa hanno scoperto la lapide commemorativa.

Con il restauro, Fossacesia recupera dunque un pezzo della propria storia e restituisce piena dignità a un monumento che, da quasi un secolo, accompagna la vita della città. Una presenza che si offre ogni giorno allo sguardo di residenti e visitatori, proprio all’imbocco del viale che conduce a San Giovanni in Venere: non soltanto un crocevia stradale, ma un luogo carico di memoria, nel quale fede, identità e storia si incontrano e continuano a parlare alle persone.

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