
Giulianova. Il gruppo consiliare de Il Cittadino Governante, sul proprio prifilo social, ha pubblicato una serie di foto e video per ricordare come era il poto di Giulianova e quelle che erano le caratteristiche in tema di bilance per pesca senza casetta.
Ciò risulta anche da un censimento fatto dalla Regione Abruzzo di cui mostriamo alcune foto aeree del 1996 e del 2007.
Mostriamo anche una foto degli anni 80 del molo nord in cui erano presenti Bilance senza casette, ora non più esistenti.
Ora si parla di ripristino di quello che c’era. Quindi si possono semmai ripristinare le Bilance non le casette che non ci sono mai state nel tratto più ad est del molo sud, dove invece si stanno realizzando numerosi caliscendi estremamente impattanti.
Di questo parleremo nel consiglio comunale di giovedì 2 luglio con la nostra mozione:
MOZIONE
Tutti ormai stanno vedendo quello che sta succedendo nel molo sud, una delle più belle passeggiate di Giulianova, con scorci panoramici meravigliosi, luogo di incontri, di meditazione, di contatto con la Bellezza: una serie di cantieri per la costruzione di nuovi, impattanti caliscendi.
Uno scempio inaccettabile! Come è possibile che ciò stia accadendo?
Nel leggere le Norme Tecniche del Piano Regolatore del Porto troviamo all’articolo 20 una previsione incredibile. In aggiunta ai tradizionali 9 caliscendi ne possono essere realizzati altri 12.
Tale articolo del PRP recepisce una Delibera di Giunta del Comune di Giulianova dell’11.02.2014 che oltre alla conferma dei 9 caliscendi storici prevede la possibilità di realizzarne altri 12 con la motivazione che essendo stati demoliti possono essere ripristinati, un’argomentazione che veramente lascia molto perplessi giacché non la riteniamo corrispondente al vero.
Questo significa, comunque, che alla fine ben 21 caliscendi oscureranno la vista del mare e renderanno impraticabile la frequentazione della scogliera del molo sud, cioè gran parte del porto sarà sottratto ai cittadini.
Oltretutto siamo di fatto di fronte ad una sostanziale privatizzazione del porto, resa ancor più evidente dal fatto che ormai cominciano a comparire addirittura i cancelli nei singoli caliscendi. Una cosa tra l’altro non possibile in quanto le concessioni demaniali non possono essere precluse ai cittadini come appunto accade per le concessioni sull’arenile. Quindi come mai accade? Chi controlla?
La presenza dei 9 caliscendi storici – tra l’altro ben inseriti nel contesto – costituiva una peculiarità del porto giuliese ed era legata ad una reale tradizione marinara, ma la totalità di 21 – di cui i nuovi molto impattanti – crediamo sia un’esagerazione, decisamente un’offesa al paesaggio che una città turistica dovrebbe evitare per rispetto dei suoi cittadini e dei turisti. E poi ci chiediamo: cosa c’entrano i nuovi caliscendi con le motivazioni per cui nacquero i caliscendi storici? Quali sono le reali finalità?
Noi crediamo che tutto ciò sia ormai evidente già dall’impatto provocato sul paesaggio portuale e marino dai parte dei 4-5 cantieri aperti.
Le recinzioni di cantiere e le nuove costruzioni stanno indignando i Giuliesi già adesso, figuriamoci quando – speriamo mai – tutto il previsto dovesse essere realizzato.
Chi governa dovrebbe porsi costantemente in ascolto dei cittadini e correggere scelte pregresse improvvide e lesive dei beni comuni.
Qualcuno nel difendere la scelta di costruire tanti nuovi caliscendi fa riferimento al successo della Costa dei Trabocchi. Facciamo notare che il suddetto territorio costiero abruzzese si estende per circa 40 km. e ospita circa 30 trabocchi storici. A Giulianova in circa 600 metri di porto ne sono previsti 21! Erano più che sufficienti i 9 caliscendi storici.
Si è più moderni se si sa preservare ciò che è bello, che fa parte di una importante tradizione che non va snaturata e che appartiene a tutti.
Per porre rimedio a questa scelta sbagliata e autolesionista per la nostra città il nostro gruppo consiliare presenta la seguente Mozione:
1) Attivare con urgenza le procedure per eliminare nell’art.20 delle NTA del PRP la possibilità di nuove costruzioni oltre i caliscendi storici esistenti.
2) Aggiungere nell’art. 20 del PRP un comma che stabilisca il divieto di chiusura delle aree portuali su cui insistono i caliscendi.
3) 3) Considerato che la destinazione d’uso dei caliscendi stabilita nell’art.20 delle NTA del PRP è “pesca per diletto e luogo di incontro” chiediamo di eliminare l’ultimo comma aggiunto nel 2023, in quanto in contraddizione con la destinazione d’uso peraltro confermata nelle NTA del PRP anche nel 2023. Il comma in oggetto rischia di stravolgere in maniera definitiva il porto nella struttura, nelle funzioni e negli usi in quanto crea le condizioni per l’apertura di attività commerciali improprie in quella parte del porto. Il comma da eliminare è il seguente: “Nelle costruzioni e per le eventuali attività in esse esercitate, vanno rispettate tutte le disposizioni previste dalla vigente normativa in materia di commercio, igienico-sanitaria, ambientale, di sicurezza del lavoro, di accessibilità e abbattimento barriere architettoniche.”
Rivolgiamo l’appello a tutti i consiglieri comunali di compiere insieme una scelta per il bene della nostra città.



