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Teramo

Coop chiede concordato preventivo: obiettivo salvare posti di lavoro e garantire servizi

Una delle più importanti realtà del terzo settore abruzzese prova a rilanciarsi attraverso un percorso di risanamento aziendale. La Sirena Società Cooperativa Sociale S.p.A. ETS ha infatti depositato al tribunale di Teramo il ricorso per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo in continuità aziendale diretta, con l’obiettivo di superare una grave crisi di liquidità, tutelare circa 140 posti di lavoro e garantire la prosecuzione dei servizi socio-assistenziali erogati sul territorio.

Fondata nel 2005, la cooperativa rappresenta da anni un punto di riferimento nel sistema dei servizi sociali della provincia di Teramo e dell’intera regione. Con un volume d’affari annuo di circa 3 milioni di euro, Sirena gestisce attività rivolte a minori, persone con disabilità e anziani, svolgendo una funzione di rilevante interesse pubblico.
Tra i servizi gestiti figurano le comunità educative per minori “Sirena”, “Nemo” e “Dory”, l’asilo nido “L’Angolo dell’Infanzia” di Tortoreto, struttura accreditata che registra una lunga lista d’attesa, il Centro Diurno per Disabili “San Paolo”, recentemente avviato, e numerosi servizi di assistenza scolastica per minori con disabilità affidati tramite appalti pubblici nei comuni della Val Vibrata e nel Comune di Livorno.

Le cause della crisi
Secondo quanto emerge dalla documentazione predisposta per il ricorso, la situazione di difficoltà economico-finanziaria non sarebbe riconducibile a fenomeni di mala gestio, bensì a una serie di fattori esterni che nel tempo hanno compromesso gli equilibri finanziari dell’ente.
Tra le principali cause viene indicata la gestione di una Residenza Assistenziale per conto dell’ASP1 della Provincia di Teramo, rivelatasi particolarmente onerosa a causa della mancata previsione di adeguamenti ISTAT dei corrispettivi contrattuali a fronte dell’aumento del costo del personale. Il rapporto contrattuale si è concluso nel giugno 2021.
A incidere ulteriormente sui conti della cooperativa sono stati gli aumenti salariali derivanti dal rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro delle Cooperative Sociali per il triennio 2023-2025, che hanno determinato un incremento medio del costo del lavoro di circa il 14%, senza che vi fosse un corrispondente adeguamento delle tariffe riconosciute negli appalti pubblici.
A questi fattori si sono aggiunti gli effetti economici della pandemia da Covid-19, gli aumenti dei costi energetici e delle materie prime conseguenti al conflitto in Ucraina e le successive tensioni internazionali che hanno inciso significativamente sui costi di gestione.
Una situazione che ha progressivamente generato una forte tensione di liquidità e difficoltà nel regolare assolvimento degli obblighi fiscali e previdenziali, con conseguente accumulo di debiti, sanzioni e interessi.

Il piano di risanamento
Per fronteggiare la crisi, il Consiglio di Amministrazione della cooperativa, presieduto dal Cav. Giuseppe Savini, ha scelto la strada del concordato preventivo in continuità aziendale diretta.
Il piano, sviluppato su un orizzonte temporale di cinque anni, punta alla prosecuzione dell’attività d’impresa, all’ottimizzazione dei costi e alla valorizzazione degli asset immateriali della cooperativa, tra cui il patrimonio professionale, il know-how maturato in oltre vent’anni di attività e gli accreditamenti ottenuti nel settore socio-assistenziale.
L’obiettivo dichiarato è quello di generare flussi finanziari sufficienti a garantire il soddisfacimento dei creditori in misura superiore rispetto a quanto sarebbe possibile ottenere attraverso una procedura liquidatoria.
Tutela dei lavoratori e continuità dei servizi
Uno degli aspetti più significativi del piano riguarda la salvaguardia dell’occupazione. La proposta non prevede infatti riduzioni del personale e punta a mantenere integralmente i circa 140 posti di lavoro attualmente esistenti, occupati in larga parte da lavoratrici.
Parallelamente, la continuità aziendale consentirebbe di evitare interruzioni nei servizi rivolti a minori, persone con disabilità e anziani, garantendo la prosecuzione di attività considerate essenziali per numerose famiglie e per l’intera comunità locale.
Anche per i creditori il piano prevede una disciplina articolata attraverso la suddivisione in classi omogenee, con percentuali di soddisfacimento differenziate e ritenute più vantaggiose rispetto all’alternativa rappresentata dalla liquidazione giudiziale.
Il team di professionisti
Ad assistere la cooperativa nel percorso di risanamento è un gruppo di professionisti specializzati nelle procedure di regolazione della crisi d’impresa.
L’Avvocata Anna Tedeschi ha curato la consulenza legale, la predisposizione del ricorso e la rappresentanza della cooperativa. Il piano di ristrutturazione e la domanda di concordato sono stati elaborati dal Dottor Stefano Fraticelli, mentre il Dottor Stefano Gennarelli ha redatto le attestazioni richieste dalla normativa sulla veridicità dei dati aziendali e sulla fattibilità del piano.
Alla predisposizione del piano industriale ha collaborato il Dottor Rocco Tabacco.
Il procedimento è stato assegnato al Dottor Flavio Conciatori del Tribunale di Teramo, che seguirà le successive fasi della procedura previste dalla normativa in materia di concordato preventivo.
Per la storica cooperativa teramana si apre ora una fase decisiva: l’esito del percorso di risanamento potrebbe rappresentare non soltanto la salvaguardia di una significativa realtà economica del Terzo Settore, ma anche la tutela di un patrimonio di servizi sociali costruito in oltre vent’anni di attività sul territorio.

 

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