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Teramo

Coinceneritore a Casoli: i Comuni di Atri, Pineto e Roseto contestano la relazione della Regione

I Comuni di Atri, Pineto e Roseto degli Abruzzi prendono atto del deposito, da parte della Regione Abruzzo, della relazione istruttoria richiesta dal TAR dell’Aquila nell’ambito del giudizio relativo all’impianto NDT Energy S.r.l. previsto a Casoli di Atri, destinato a bruciare i residui di lavorazione provenienti dallo stabilimento Neodecortech S.p.A..

 

“Come noto”, si legge nella nota congiunta dei tre Comuni, “il Tribunale aveva richiesto chiarimenti rilevanti. Va detto che la documentazione depositata dalla Regione non ottempera l’ordinanza del Tar rivelandosi scorretta nel contenuto e nella forma, infatti si riferisce ad altro procedimento, probabilmente quello degli impattati a giudicare dall’intestazione e dal contenuto della relazione; è, quindi, rimasto completamente trascurato il quesito che era stato posto all’interno del procedimento promosso dal Comune di Atri e nel quale si sono sostituiti anche i Comuni di Pineto e Roseto degli Abruzzi”.

“L’Ordinanza chiedeva un’analisi compiuta di alcuni passaggi procedurali e di scandagliare le fasi del percorso amministrativo ovvero prima, durante e dopo la conferenza dei servizi. E invece siamo all’assurdo di una relazione proceduralmente errata e incongrua, perché riferita a diverso fascicolo. Di contro, per quanto ci consta, ci sarebbe la totale assenza di relazione nel fascicolo del procedimento promosso dai Cittadini di Atri, ove allo stato e nonostante la scadenza dei termini, non pare sia stata depositata alcuna relazione”.

La Regione, quindi si limita a un controllo di pura forma nella sua relazione, assumendo come sufficiente il recepimento delle prescrizioni riguardanti l’incenerimento. Senza alcun approfondimento procedurale effettivo in ordine anche alla documentazione prodotta dopo la chiusura della conferenza. Nel merito la relazione conclude, di fatto, sulla correttezza dell’iter amministrativo e sulla legittimità del procedimento di autorizzazione dell’impianto, nel quale è previsto il trattamento, ovvero l’incenerimento, di rifiuti contenenti formaldeide e nonilfenoli. Le amministrazioni comunali ribadiscono quindi con fermezza la propria contrarietà assoluta alla realizzazione dell’impianto, ritenendo il progetto non autorizzabile oltre che incompatibile con i territori sotto molteplici profili ambientali, sanitari e procedurali”.

“Anche gli ultimi eventi – sottolineano i sindaci dei tre Comuni Piergiorgio Ferretti (Atri), Alberto Dell’Orletta (Pineto) e Mario Nugnes (Roseto degli Abruzzi) – confermano la posizione già assunta dalla Regione Abruzzo nel corso del procedimento, che ha di fatto trascurato le criticità del progetto, il quale, se realizzato, produrrebbe inevitabili conseguenze sulla qualità della vita dei cittadini e sulla tutela ambientale. Resta particolarmente grave la scelta di autorizzare il conferimento dei rifiuti anche da soggetti terzi e non esclusivamente dalla Neodecortech S.p.A.: una circostanza che incide in modo diretto sulla qualità e sulla quantità dei flussi in ingresso e che altera in maniera sostanziale il perimetro originario del progetto. Appare inoltre del tutto evidente la necessità di chiarire come non possa essere qualificato l’impianto come co-inceneritore, a fronte di un assetto autorizzativo così ampio e potenzialmente espansivo. Il rischio non riguarda solo il territorio dei nostri Comuni, ma l’intero assetto regionale. Un progetto che potrebbe assurgere a ‘cavallo di Troia’ per impianti di incenerimento di rifiuti persino in contrasto con il Piano Regionale dei Rifiuti”.

“Permangono infatti criticità strutturali già evidenziate nel corso dell’intero procedimento e nei giudizi in corso. In particolare: l’assenza di una valutazione completa e unitaria degli impatti ambientali, con particolare riferimento all’effetto cumulo delle emissioni in un’area già fortemente industrializzata; l’insufficienza dell’istruttoria tecnica rispetto alla reale natura e classificazione dell’impianto; le criticità nella caratterizzazione dei rifiuti trattati, con riferimento ai residui contenenti resine melamminiche e alla presenza di sostanze pericolose quali formaldeide; le incertezze sul quadro emissivo complessivo e sull’effettiva efficacia del sistema di monitoraggio; nonché il profilo localizzativo critico rispetto ai centri abitati e agli strumenti di pianificazione ambientale, oltre – come detto – l’ampliamento del conferimento dei rifiuti anche a soggetti terzi”.

Gli amministratori sottolineano inoltre come” il procedimento sia stato caratterizzato da successive fasi istruttorie poste in essere in violazione dei principi partecipativi del giusto procedimento”.

Il Sindaco di Pineto, Alberto Dell’Orletta, dichiara: “Il quadro che emerge non attenua le nostre preoccupazioni. Al contrario, conferma la necessità di opporci con determinazione a un impianto che riteniamo incompatibile con il territorio. Continueremo ogni azione utile nelle sedi istituzionali e giudiziarie”.

Il Sindaco di Atri, Piergiorgio Ferretti, aggiunge: “Restano aperti nodi tecnici e procedurali decisivi. Non si tratta di valutazioni politiche, ma di elementi oggettivi che incidono sulla sicurezza e sulla corretta applicazione delle norme. La nostra posizione resta netta e motivata. Difendere il territorio significa non accettare scorciatoie procedurali o sottovalutazioni degli impatti. Continueremo a sostenere con coerenza le ragioni delle nostre comunità”.

Concorde il Sindaco di Roseto degli Abruzzi, Mario Nugnes: “La vicenda non è chiusa, al contrario, anche le ultime vicende rafforzano la necessità di una valutazione piena, indipendente e trasparente. In gioco non c’è un progetto qualsiasi, ma la credibilità delle istituzioni e la tutela concreta di un intero territorio”.

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