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Teramo

Alba Adriatica, l’esito del referendum e il percorso verso le prossime comunali

L'analisi arriva dal centrodestra cittadino che guarda alle elezioni del 2028

Alba Adriatica. L’esito referendario, a distanza di qualche giorno, offre anche lo spunto di analisi e riflessioni di matrice locale.

Con potenziali effetti anche nel medio periodo.
Alba Adriatica, numeri alla mano, ha fornito un dato chiaro per il pronunciamento sul referendum costituzionale.
Il Si ha intercettato il 52,45% dei voti (l’affluenza ai seggi si è attestata al 57,56%) con 2938 schede a favore della riforma costituzionale, mentre il No si è fermato al 47,55% con 2664 voti.
E se il centrodestra, a livello nazionale, mastica amaro per un esito che non era quello ipotizzato alla vigilia, ad Alba Adriatica i numeri offrono lo spazio per una riflessione.
E’ quella che fa Renato Rasicci, esponente storico del centrodestra albense e in passato anche assessore regionale, ora in Fratelli d’Italia.
“Il voto del referendum al Alba Adriatica offre spunti di riflessione”, sottolinea Rasicci, “e dice che il centrodestra ha tenuto e si conferma maggioritario nel paese. Ora è il momento di lavorare con maggiore assiduità e compattezza e prepararsi per le comunali del 2027. Chi amministra Alba Adriatica ha le ore contate. E l’obiettivo è quello di individuare un candidato unitario e di proporre un progetto alternativo rispetto a chi guida la città e diventare maggioranza ad Alba Adriatica”.

 

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