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Teramo

Caso Silvi, D’Alfonso interroga il ministro dell’Interno

Un'interrogazione parlamentare per fare luce sulla vicenda relativa all'aggressione alla vicesindaca

Silvi. Un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno per fare luce sulla presunta aggressione alla vicesindaca di Silvi, Luciana Di Marco, avvenuta lo scorso 29 settembre, e verificare le eventuali conseguenze sul regolare funzionamento dell’amministrazione comunale.

A presentarla è stato il deputato Luciano D’Alfonso, che chiede anche di valutare l’eventuale scioglimento del Consiglio comunale.

“Ho ritenuto opportuno tradurre la vicenda in una Interrogazione parlamentare, rivolta al Ministero dell’Interno, per capire le modalità, il contesto e le possibili conseguenze sull’esercizio delle funzioni istituzionali, ovvero se l’amministrazione comunale di Silvi sia nelle condizioni di continuare a operare nella piena libertà dei suoi componenti o se ricorrano le circostanze previste dall’articolo 141 del decreto legislativo n. 267 del 2000 determinando lo scioglimento del Consiglio comunale e il ritorno alle urne”, spiega D’Alfonso.

Per D’Alfonso, particolare attenzione merita il contesto nel quale si sarebbe verificata l’aggressione. “Occorre verificare se l’aggressione non sia stata determinata esclusivamente da un conflitto di carattere personale o politico, ma possa essere stata posta in essere anche allo scopo di modificare, orientare o comunque condizionare la posizione della vicesindaca e il suo preannunciato voto, incidendo quindi sulla libera formazione della volontà dell’organo collegiale. Qualora tale finalità fosse confermata dagli accertamenti, il fatto assumerebbe una particolare gravità” e, secondo il parlamentare, “potrebbero emergere profili di rilevanza penale riconducibili agli articoli 336 e 338 del codice penale, relativi alla violenza o minaccia nei confronti di pubblici ufficiali e organi politici o amministrativi”.

Un ulteriore aspetto riguarda la posizione del sindaco Scordella e degli altri amministratori eventualmente presenti o venuti a conoscenza dell’episodio. “Qualora il sindaco fosse stato presente ai fatti, ovvero ne avesse avuto conoscenza diretta o comunque nell’esercizio delle proprie funzioni avesse acquisito una notizia qualificata relativa a un reato perseguibile d’ufficio, appare necessario verificare se siano stati correttamente adempiuti gli obblighi previsti dall’articolo 331 del codice di procedura penale, secondo cui i pubblici ufficiali che, nell’esercizio o a causa delle loro funzioni, abbiano notizia di un reato perseguibile d’ufficio devono farne denuncia per iscritto senza ritardo al pubblico ministero o a un ufficiale di polizia giudiziaria. La medesima verifica appare necessaria nei confronti degli altri pubblici ufficiali eventualmente presenti al momento dei fatti o che ne abbiano acquisito conoscenza nell’esercizio delle proprie funzioni”.

E ancora: “Appare necessario comprendere se l’aggressione e le successive determinazioni politiche abbiano prodotto o possano produrre conseguenze sulla regolare formazione della volontà degli organi comunali, e occorre verificare se il successivo azzeramento della Giunta abbia inciso sulla normale prosecuzione dell’attività amministrativa e se siano state adottate misure idonee a garantire l’autonomia e la libertà di determinazione dei singoli amministratori”.

Nell’interrogazione, il deputato sollecita quindi il ministro dell’Interno a chiarire quali informazioni siano state raccolte dalla Prefettura di Teramo, dalle forze di polizia e dalle altre autorità competenti, e se siano in corso accertamenti sulla dinamica dell’episodio e sulle responsabilità dei soggetti coinvolti.

Chiede inoltre “se il Ministro ritenga necessario verificare se l’aggressione alla vicesindaca sia stata posta in essere, anche solo in parte, allo scopo di condizionarne o modificarne la posizione e il preannunciato voto su specifiche deliberazioni sottoposte o da sottoporre al Consiglio comunale, e se tale finalità possa integrare, ove accertata, gli estremi di una condotta penalmente rilevante ai sensi degli articoli 336 e/o 338 del codice penale”, anche attraverso l’acquisizione di verbali, comunicazioni interne, registrazioni e filmati di videosorveglianza, nonché “di accertare quando il sindaco sia venuto a conoscenza dei fatti e quali iniziative abbia eventualmente assunto e se analoghi accertamenti siano stati svolti nei confronti degli altri amministratori o pubblici ufficiali eventualmente presenti ai fatti e successivamente venuti a conoscenza della vicenda”.

Infine, D’Alfonso domanda se la Prefettura abbia valutato le conseguenze della vicenda sulla regolare attività amministrativa e sulla libertà di determinazione degli amministratori, anche alla luce delle tensioni interne alla maggioranza e dell’azzeramento della Giunta.

«Qualora dagli accertamenti emergano elementi tali da compromettere il normale funzionamento dell’ente o gravi motivi di ordine pubblico», il parlamentare chiede al ministro di valutare le iniziative previste dal Testo unico degli enti locali, compresa, ove ne ricorrano i presupposti, l’attivazione delle procedure di cui all’articolo 141 del decreto legislativo n. 267 del 2000″.

Il parlamentare conclude interrogando il Ministro “su quali iniziative intenda assumere affinché sia garantito che nessun amministratore locale possa essere oggetto di violenza, minaccia o pressione fisica quale strumento per condizionarne le scelte istituzionali e la libertà di voto, assicurando il pieno e libero esercizio delle funzioni degli organi elettivi del Comune di Silvi”.

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