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Teramo

Bocciatura atto aziendale, Comitato Ospedale Val Vibrata: decisioni che poco hanno a che fare con esigenze dei cittadini

Val Vibrata. La bocciatura bis dell’atto aziendale della Asl di Teramo, in Regione, e con esso la mancata istituzione dell’Unità Operativa complessa all’ospedale Val Vibrata di Sant’Omero, favorisce una riflessione, l’ennesima, del Comitato civico ospedale Val Vibrata.

“Una bocciatura che non chiarisce, ma anzi acuisce, le contraddizioni di un percorso che appare sempre più opaco e incoerente, soprattutto ora che una UOC non può più essere considerata una semplice “spilletta” o “medaglietta” di cui fregiarsi — come incautamente affermato in passato anche da autorevoli figure istituzionali — bensì uno strumento essenziale per garantire servizi sanitari equi e adeguati ai cittadini”, si legge in una nota.

Se il criterio guida per la distribuzione delle Unità Operative Complesse sull’intero territorio regionale è, come più volte ribadito, il DM 70, è legittimo chiedersi se tale criterio venga applicato in modo uniforme e corretto a tutte le quattro ASL abruzzesi.

I numeri, infatti, sollevano interrogativi difficili da ignorare. A Teramo, sulla base di un bacino d’utenza di 308 mila abitanti — dato utilizzato dalla stessa Regione nella legge di riordino della rete ospedaliera — possono essere assegnate al massimo due UOC di Chirurgia. A L’Aquila, con un bacino di 299 mila abitanti, se ne possono prevedere tre. Una differenza difficilmente giustificabile se il riferimento normativo è il medesimo.

Il ragionamento potrebbe essere esteso ad altre specialistiche, ma oggi il nodo centrale resta la mancata istituzione della UOC di Chirurgia Generale dell’Ospedale Val Vibrata, che continua a non superare il vaglio regionale nonostante il rispetto dei parametri dichiarati.

A questo punto, restando rigorosamente all’interno del DM 70, sorge spontanea un’ulteriore domanda: perché non reintrodurre la UOC di Ostetricia-Ginecologia dell’Ospedale Val Vibrata?
Per questa specialistica — così come per la Chirurgia — il parametro di bacino d’utenza previsto va dai 150 mila ai 300 mila abitanti. Con una sola UOC attiva sull’intero territorio provinciale, la ASL di Teramo risulta addirittura al di sotto del limite minimo previsto.

Se dunque la UOC di Chirurgia del Val Vibrata non viene riconosciuta, perché non percorrere la strada della UOC di Ostetricia-Ginecologia, per la quale i requisiti normativi appaiono pienamente rispettati?

Il sospetto, purtroppo, è che alla base di queste scelte vi siano logiche difficili da dichiarare apertamente: decisioni formalmente regionali, ma talvolta ispirate da dinamiche interne alle ASL, che poco hanno a che fare con i reali bisogni dei cittadini.

Usando una metafora, sembra di trovarsi davanti a due sartorie — una regionale e una aziendale — impegnate a confezionare abiti su misura per clienti impropri.
Quegli abiti dovrebbero essere destinati esclusivamente ai cittadini, gli unici legittimati a indossarli. Invece, troppo spesso, sembrano cuciti per interessi campanilistici e localistici o, peggio, per ambizioni personali di chi aspira a indossare quelle stesse spillette o medagliette che nulla hanno a che vedere con l’equità e la qualità della sanità pubblica.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: né la sartoria Regione né la sartoria ASL riescono, o vogliono, confezionare l’abito giusto per i cittadini della Val Vibrata.

Come Comitato Civico per la tutela dell’Ospedale Val Vibrata e della sanità pubblica, continueremo a batterci fino in fondo affinché, in questa Regione e in questa ASL, gli abiti della sanità vengano finalmente cuciti su misura per i cittadini e non per altri interessi.

Rivolgiamo infine un appello alle figure istituzionali della Val Vibrata — a cominciare dai sindaci e dai consiglieri regionali — affinché restino uniti, anche insieme al Comitato, in una battaglia che non è di bandiera ma di territorio.
Solo un fronte compatto e coerente potrà essere davvero efficace nel difendere il diritto alla salute dei cittadini della Val Vibrata”.

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