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Proteste di Torricella, si muovono carabinieri e sindacati

Accertamenti sulla situazione del cantiere da parte del nucleo ispettorato del lavoro

Appalti, subappalti o sfruttamento? Servono risposte chiare. Da qui parte la riflessione di Giancarlo De Sanctis della Filca Cisl Abruzzo e Molise, che interviene sulle proteste dei lavoratori nel cantiere di Piano Grande, a Torricella Sicura, chiedendo di fare piena luce sui rapporti di lavoro e sulle condizioni di sicurezza dell’area interessata dagli interventi legati al Superbonus 110%.

«Nessun lavoratore dovrebbe essere costretto a rischiare la propria vita per ottenere il pagamento di quanto gli spetta», sottolinea De Sanctis, richiamando quanto accaduto nell’arco di tre giornate, quando quindici operai, tra italiani e stranieri, sono saliti sulle impalcature per reclamare gli stipendi arretrati. Le proteste hanno portato al riconoscimento di alcuni acconti da parte della committenza, Casa Attiva di Torricella Sicura, ma restano ancora da chiarire l’entità delle somme dovute e la posizione contrattuale dei lavoratori.

Secondo quanto riferito dagli stessi operai, alcuni di loro avrebbero lavorato senza una regolare assunzione e in periodi diversi non sarebbero più risultati alle dipendenze dell’impresa per cui avevano prestato servizio. A questo si aggiungono i dubbi sulle condizioni di sicurezza del cantiere e sulla rete di appalti e subappalti. «Occorre capire quali imprese siano state coinvolte, con quali contratti e se ci siano state forme di intermediazione irregolare o di caporalato», evidenzia il rappresentante sindacale, chiedendo di accertare anche eventuali responsabilità nei confronti dei lavoratori.

Intanto, i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro hanno avviato gli approfondimenti per verificare il rispetto della normativa in materia di lavoro. Resta inoltre da capire se alle verifiche si aggiungerà un ulteriore filone legato alle due denunce per estorsione presentate dal titolare della Sud Tech Costruzioni, azienda pugliese per la quale gli operai avrebbero concretamente lavorato.

La Filca Cisl, che ha seguito le mobilitazioni insieme alla Fillea Cgil, annuncia una richiesta urgente di intervento all’Ispettorato territoriale del lavoro per fare chiarezza sui rapporti contrattuali e sulle condizioni di sicurezza. «Chi opera in quei cantieri deve essere regolarmente assunto, pagato e tutelato. Il salario è un diritto, così come la salute e la sicurezza. Nessuno deve essere costretto a salire su un’impalcatura per vedere riconosciute le proprie spettanze. Legalità e sicurezza sono strettamente legate: non può esserci lavoro dignitoso se i diritti e la vita delle persone vengono messi in secondo piano».

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