
Pescara (4-3-2-1): Saio, Letizia, Capellini, Bettella e Cagnano; Valzania, Brugman e Caligara; Acampora, Insigne, Di Nardo. In panchina: Brondbo, Altare, Gravillon, Faraoni, Oliveri, Corbo, Lamine Fanne, Brandes, Meazzi, Berardi, Russo, Tsadjout. Allenatore: Gorgone
Juve Stabia (3-5-1-1): Confente, Diakitè, Giorgini e Dalle Mura; Ricciardi e Cacciamani; Leone, Mosti e Correia; Maistro, Okoro. In panchina: Boer, Bellich, Carissoni, Mannini, Varnier, Torrasi, Battistella, Ciammaglichella, Gabrielloni, Pierobon. Allenatore: Abate
Reti: 51′ Insigne, 60′ Correia
Arbitro: Daniele Perenzoni di Rovereto
Vincere per continuare a sperare in una salvezza sempre più complicata: il Pescara affronta all’Adriatico, davanti a 15mila persone, una Juve Stabia con l’obiettivo play-off che rappresenta un’ulteriore ostacolo per la squadra di Gorgone.
La gara parte subito tesa, con il Pescara aggressivo ma poco ordinato in fase conclusiva e, come sempre, capace di errori macroscopici in difesa. Su uno di questi, al 20′, si innescano Correia e Cacciamani a servire Ricciardi dal fondo, provvidenziale Cagnano a salvare la porta e Saio battuto. Rispondono, 3 minuti dopo, Letizia e Insigne che, servito sul limite, calcia al volo e costringe Confente a smanacciare sopra la traversa. Il primo tempo si conclude con un’altra ghiotta occasione per la Juve Stabia: Leone salta l’uomo e imbuca Cacciamani, Saio chiude sull’assalto, sulla respinta ribadisce Leone ma Bettella è ancora provvidenziale.
Ad inizio ripresa, però, sale in cattedra Insigne: punizione dal vertice sinistro dell’area, la parabola è tesa sul primo palo, Di Nardo prova ad incornare ma la palla va direttamente in rete. L’Adriatico esplode ma le vespe non rimangono a guardare e al 60′ pareggiano in contropiede: Bettella cede allo sfondamento in corsa di Okoro, scarico dal fondo per Correia che, senza la guardia di Valzania, accorre sul dischetto e buca Saio. Non approfitta del contropiede del 74′ Di Nardo che sovrasta di fisico un difensore su un rilancio dall’area biancazzurra, sgroppa nella prateria per 25 metri ma, a duello con Confente, spara basso addosso al portiere. Ci prova con la botta da fuori anche Brugman al 78′, ma Confente si distende bene. Gorgone ribalta la squadra nel finale: già dentro Meazzi e Berardi, entrano anche Tsadjout e Faraoni per l’assalto disperato ai 3 punti. Il pericolo, invece, arriva dagli ospiti che al 93′ fotocopiano l’azione del pareggio ma trovano il muro a salvare almeno il pareggio.
Occasione sprecata per il Delfino, che ora ha due sole gare per continuare a sperare quantomeno nei play-out (dove attualmente si trova) e in una bassa classifica ancora compatta. Il destino del Pescara è nelle sue mani, ma il margine d’errore è pari a zero.



