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Il Comitato Val Vibrata: “Asl di Teramo penalizzata dalle nuova rete ospedaliera”

L'analisi sulla sanità pubblica regionale

Il Comitato Civico a tutela dell’Ospedale Val Vibrata e della sanità pubblica abruzzese ha presentato oggi, nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso la Provincia di Teramo, un’analisi tecnica delle anomalie rilevate nella Legge Regionale 60 del 2023, che ha ridisegnato la rete ospedaliera dell’Abruzzo in applicazione del Decreto Ministeriale 70 del 2015. I dati esposti, ricavati integralmente da fonti pubbliche — il Rapporto SDO 2019, il DM 70/2015, la stessa LR 60/2023 e il suo allegato tecnico – evidenziano, per il Comitato, una distribuzione asimmetrica delle risorse sanitarie a svantaggio sistematico della ASL di Teramo, nonché il computo nel fabbisogno regionale di posti letto privati con utilizzo documentato prossimo a zero ai fini dell’emergenza.

POSTI LETTO: TERAMO SOTTO L’OBIETTIVO REGIONALE La LR 60/2023 programma per la ASL di Teramo 952 posti letto totali, pari a 3,09 ogni mille abitanti: il dato più basso tra le quattro ASL abruzzesi e l’unico significativamente sotto lobiettivo regionale di 3,63 posti letto per mille abitanti fissato dalla stessa legge. Il deficit ammonta a 166 posti letto. In senso opposto, la ASL di Pescara risulta dotata di 229 posti letto in eccesso rispetto a quello stesso obiettivo (1.387 posti letto, pari a 4,35 per mille abitanti). La distribuzione che ne risulta non è motivata, nell’allegato tecnico della legge, da alcun criterio esplicitato.

OSTETRICIA E CHIRURGIA: I CONTI DELL’ASL TERAMO La LR 60/2023 ha soppresso la struttura complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Sant’Omero, nonostante il Rapporto SDO 2019 documenti 588 parti al relativo nido – il 17,6% in eccesso rispetto alla soglia di sicurezza di 500 parti annui fissata dall’Accordo Stato-Regioni del 2010. Con un bacino di 308.052 abitanti per una sola UOC, la ASL Teramo è l’unica ASL abruzzese a superare il limite massimo della forchetta del DM 70/2015 per l’Ostetricia (300.000 abitanti per struttura). L’allegato tecnico della legge non contiene alcuna motivazione esplicita per la soppressione di Sant’Omero. Quanto alla Chirurgia Generale, la Clinica L’Immacolata di Celano occupa uno dei tredici slot del tetto regionale previsti dal DM 70/2015 pur registrando, secondo il Rapporto SDO 2019, un tasso di occupazione del 46% — sotto la soglia del 60% prevista dall’art. 1 co. 5 della LR Abruzzo 20/2006 per l’accorpamento delle unità operative. L’esclusione di quella struttura dal computo avrebbe consentito alla ASL Teramo di mantenere una terza UOC di Chirurgia Generale, come disponeva l’assetto precedente alla LR 60/2023. II documento tecnico regionale non reca alcun riferimento a questo dato.

TIN: LA SEQUENZA DEGLI ATTI Il Comitato ha ricostruito la sequenza procedurale che ha condotto all’assegnazione della Terapia Intensiva Neonatale all’Ospedale Mazzini di Teramo. Al momento dell’approvazione della LR 60/2023, il Presidio Ospedaliero di Teramo registrava 707 parti annui, inferiori alla soglia minima di 1.000 parti richiesta per l’attivazione di una TIN. La successiva Delibera ASL
n. 1985 del 14 ottobre 2024 ha abbassato il rango organizzativo di Sant’Omero da UOSD  che la stessa LR 60/2023 aveva previsto a UOS, articolazione interna della UOC di Teramo, determinando la confluenza dei 588 parti di Sant’Omero nel computo di Teramo (totale: 1.295 parti). Una proposta del Direttore del Dipartimento Materno-Infantile, datata agosto 2024 e agli atti dell’azienda, aveva anticipato questa riorganizzazione e indicato esplicitamente l’attivazione della TIN come obiettivo del percorso. Il Comitato rileva che la delibera aziendale ha disposto meno di quanto la stessa LR 60/2023 imponeva, configurando un profilo di non conformità all’atto normativo sovraordinato.

TERAPIA INTENSIVA E TIA PRIVATI: POSTI LETTO SULLA CARTA Nella ASL di Pescara, 14 posti letto di Terapia Intensiva gestiti da cliniche private convenzionate vengono computati nel fabbisogno emergenziale regionale ai sensi della LR 60/2023. Il Rapporto SDO 2019 documenta per tali strutture un utilizzo prossimo a zero in regime di emergenza: zero giorni di degenza in TI per una delle due cliniche nell’intero 2019, e soli 28 giorni per l’altra su una disponibilità teorica annua di 1.825 giorni. Le strutture in questione sono prive di Pronto Soccorso e non risultano inserite nella rete regionale dell’emergenza-urgenza. La contraddizione è interna alla stessa LR 60/2023: il paragrafo 11 dell’allegato tecnico attribuisce il ruolo nell’emergenza-urgenza esclusivamente alle strutture pubbliche, mentre quei posti letto privati contribuiscono al raggiungimento dello standard nazionale fissato dal DL 34/2020. Ulteriore elemento di rilievo: nel 2019, le strutture private convenzionate prive di Pronto Soccorso hanno dimesso complessivamente 441 pazienti con diagnosi di TIA (Ischemia Cerebrale Transitoria, DRG 524), pari al 48,78% di tutti i ricoveri per TIA dell’intera Regione Abruzzo. Una singola struttura privata ha registrato 329 dimissioni per TIA, per un rimborso a carico del Servizio Sanitario Regionale di 817.002 euro (fonte: SDO 2019), pur non essendo inserita nella rete Stroke regionale e non disponendo di Pronto Soccorso. | 32 posti letto di neurologia di quella struttura sono stati confermati dalla LR 60/2023. Il Comitato ritiene che la Regione abbia il dovere di verificare la correttezza di tali dati e la loro compatibilità con il sistema di convenzionamento vigente.

POSIZIONE DEL COMITATO Alla luce delle anomalie documentate, il Comitato ritiene che la politica abbia la responsabilità di interrogarsi seriamente su una revisione della LR 60/2023, o addirittura sulla sua revoca, con particolare riguardo alle scelte che riguardano la ASL di Teramo. Le criticità rilevate — difetto di istruttoria, possibile eccesso di potere, contraddizioni interne all’atto normativo – meritano risposte nelle sedi istituzionali competenti. Il Comitato intende richiedere formale audizione presso le istituzioni e i corpi intermedi competenti e continuerà a svolgere il proprio ruolo di osservatorio civico, mettendo a disposizione dei cittadini e delle redazioni i documenti su cui si fonda l’analisi.

 

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