“Suo marito ha rapinato una gioielleria”: pescarese raggirata e derubata dai finti carabinieri

Pescara. Raggirata da finti carabinieri, vittima di una truffa architettata a dovere e perfino chiusa dentro la propria casa: così una 55enne pescarese è stata indotta a consegnare tutti i gioielli che aveva in casa a uno sconosciuto malfattore.
E’ la stessa donna, Stefania, a raccontare tutto dalle pagine de Il Messaggero: probabilmente presa di mira da tempo, è stata “colpita” al rientro da un pesante accertamento medica effettuato in ospedale, quindi in un momento di particolare vulnerabilità.
Appena rientrata nella sua abitazione di via di Sotto è stata raggiunta da una telefonata: al telefono una voce maschile che si è qualificato come il sedicente maresciallo dei carabinieri Domenico Ugolini. La comunicazione è stata di quella che getta immediatamente la donna nell’ansia, corredata da dettagli utili a rendere tutto credibile: una rapina ai danni di una nota gioielleria dei Colli e il marito coinvolto e indicato da alcuni testimoni.
Quindi il bottino da 12mila euro – cifra non enorme, compatibile, almeno in parte, con i gioielli che una famiglia media potrebbe tenere in casa – e la richiesta di collaborare affinché il marito “persona per bene” ma già convocato in caserma, potesse dimostrare la sua innocenza.
La richiesta, quindi, di consegnare tutti i preziosi presenti in casa per confrontarli con quelli rubati; la telefonata, tra pressioni psicologiche e inviti a contattare 112 e la stessa caserma dalla quale stava chiamando il finto maresciallo, ha messo sotto scacco la donna, indotta persino a inventariare e pesare i propri gioielli mentre rimaneva in linea, prima dell’avvertimento finale: in breve sarebbe arrivato un delegato del tribunale a ritirarli.
All’arrivo del giovane, la donna, come racconta al Messaggero, era talmente spaventata da aprire cancello e portone senza nemmeno chiedere chi fosse. Nonostante il sospetto, divenuto triste realtà quando il malfattore avrebbe cercato di chiudere a chiave il portone, inducendo la donna a reagire e a spingerlo fuori.
Ma, ancora al telefono, il finto maresciallo continuava a premere psicologicamente, facendo sentire in colpa la 55enne con la minaccia psicologica della sorte del marito. Fin quando la donna non ha consegnato i gioielli al giovane, lesto a dileguarsi.
Una crisi di pianto, la consapevolezza del raggiro, poi la chiamata al marito che, ignaro e tranquillo, era sul posto di lavoro come tutti i giorni. Infine la chiamata alle vere forze dell’ordine e il racconto della vittima al giornale, affinché nessuno cada ancora nelle trappole di questi criminali, invitando a non aprire la porta agli sconosciuti e a non credere a telefonate o messaggi improbabili.



