ACCEDI AL CANALE WHATSAPP E RICEVI LE TOP NEWS DEL GIORNO:

ACCEDI AL CANALE
PescaraPrima Pagina

Sfida sulla sicurezza a Pescara tra Costantini e Masci

Pescara. “Servizio notturno della Polizia Locale, presidi fissi nelle aree più critiche, pattugliamenti a piedi e interlocuzioni con il Governo per incrementare il numero di operatori delle forze dell’ordine. Sono solo alcune delle azioni che abbiamo in mente per garantire la sicurezza in città, in un momento in cui la percezione di insicurezza è altissima. A questo si devono aggiungere azioni in grado di far sì che Pescara torni ad essere viva, perché una città vitale è anche una città più controllata e più sicura”.

Così il candidato sindaco di Pescara per il centrosinistra, Carlo Costantini, ha illustrato, nel corso di una conferenza stampa in piazza Unione, alcuni elementi del piano per la sicurezza cittadina.

“Pescara – ha sottolineato – è il capoluogo di provincia abruzzese in cima alla classifica regionale per la criminalità. Gli ultimi numeri ufficiali, diffusi dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno solo due mesi fa, parlano chiaro: nel 2024 sono stati registrati 11.508 reati, pari a 3.690,5 denunce ogni 100mila abitanti, collocando la nostra città al 31° posto in Italia. Siamo inoltre 30° territorio per reati legati agli stupefacenti, in peggioramento, mentre continuano a crescere truffe e frodi informatiche”.

“Al di là delle statistiche – ha detto Costantini – ciò che pesa di più è la percezione quotidiana di insicurezza. Le pescaresi e i pescaresi oggi hanno paura e minimizzare questo sentimento, o coprirlo con annunci forzatamente rassicuranti, significa mancare di rispetto a tutta la città. La sicurezza non si dichiara, ma si costruisce. E lo si fa con serietà, trasparenza e scelte operative chiare”.

“Siamo convinti della necessità di attivare il servizio notturno della Polizia Locale, una scelta concreta che l’attuale amministrazione non ha voluto fare – ha illustrato Costantini – Servono, poi, presidi fissi della Polizia Locale nelle aree più critiche e non interventi sporadici o solo a ridosso delle elezioni. Altra idea concreta e realizzabile è quella dei pattugliamenti a piedi, che garantiscono prossimità, prevenzione e un rapporto diretto con i cittadini”.

“Un sindaco – ha proseguito – ha il dovere di rappresentare la città in ogni sede istituzionale, facendo sentire con forza la propria voce anche ai tavoli ministeriali quando si tratta di ottenere più risorse e più personale per garantire la sicurezza dei cittadini. Abbassare la testa o strizzare l’occhio al Governo solo perché è dello stesso colore politico significherebbe sacrificare Pescara a logiche di partito e questo è inaccettabile. Ancora di più alla luce delle preoccupazioni espresse solo pochi giorni fa dai sindacati di polizia, che hanno lanciato un allarme molto chiaro sul futuro della Questura di Pescara. Le organizzazioni sindacali, infatti, hanno sottolineato che i ‘rinforzi’ richiesti e attesi non sono sufficienti nemmeno a compensare le uscite per pensionamenti e trasferimenti imminenti. Sono già andati in pensione 59 agenti, un’emorragia di personale che non trova alcuna copertura adeguata e che rischia di indebolire in modo serio la presenza dello Stato sul territorio. Davanti a una situazione così allarmante, un sindaco non può limitarsi ad attendere. Deve mettere in campo ogni azione necessaria, istituzionale e politica per portare il caso all’attenzione del Governo e ottenere risposte concrete”.

“Diciamo basta, poi, alle false promesse – è andato avanti – Come quelle di agosto scorso, quando il sindaco aveva condiviso l’impegno assunto dal Capo della Polizia di Stato, affermando che ‘tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo da noi arriverà quasi certamente un numero consistente di nuovi poliziotti, per dare maggiore forza al nostro sistema di tutela dei cittadini e di prevenzione e repressione dei reati’. La realtà, oggi, ci dice ben altro”.

“La sicurezza – ha detto ancora Costantini – si costruisce con metodo e continuità anche in questi frangenti, non solo con ordinanze che svuotano le strade e spengono i quartieri. Una città svuotata non è più sicura: è solo più fragile. Negli ultimi anni, tra ‘coprifuoco urbani’, parcheggi difficili e costosi e una gestione che ha prodotto isolamento, intere zone hanno perso vitalità, controllo sociale e senso di comunità. La sicurezza cresce dove cresce la vita della città, non dove la si soffoca”.

“Dopo sette anni di amministrazione di destra, che ha fatto della sicurezza il proprio mantra elettorale, bisogna dirlo con chiarezza: Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno fallito proprio sul terreno sul quale avevano fatto più promesse. La cosiddetta ‘filiera’ governa il Paese, la Regione e la città – ha osservato il candidato sindaco – eppure i risultati sono sotto gli occhi di tutti, perché i problemi sono aumentati e le risposte non sono arrivate. Ritengo sia squalificante, inoltre, provare a scaricare sempre le responsabilità su chi c’era prima, tornando indietro anche di decenni. Questa amministrazione guida la città da anni e ciò che oggi viviamo è il risultato diretto di scelte fatte o non fatte”.

“Pescara deve tornare a funzionare, ad essere una città viva, accessibile e sicura e noi – ha concluso Carlo Costantini – siamo pronti a costruire un modello efficace, serio, credibile e davvero orientato alla sicurezza dei cittadini”.

MASCI: COMPETENZE DEL COMUNE LIMITATE

“In vista del voto dell’8 e 9 marzo il consigliere Carlo Costantini elabora piani per la sicurezza della città. Propone soluzioni, nonostante il Comune non abbia competenze sul tema che sono invece riconducibili direttamente al prefetto – che riunisce ogni settimana il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica – e al questore”, ribatte Carl Masci, sindaco in carica e candidato del centrodestra.

“Di fronte a un tema del genere bisogna essere concreti, ancorati alla realtà, e capire cosa può fare un’Amministrazione e cosa non può fare”, aggiunge, “Noi, dopo l’ uscita dal predissesto, abbiamo puntato sulle assunzioni per ampliare il corpo della Polizia locale, e le nuove unità  diventeranno effettive nel momento in cui sarà approvato il Bilancio, ma va detto che il territorio è sempre coperto h24 dalle Forze dell’ordine, deputate al controllo del territorio. Da parte nostra abbiamo puntato su un sistema di telecamere ampio ed efficiente (ce ne sono circa 700), che si è rivelato molto utile per chi indaga. Abbiamo abbattuto il cosiddetto Ferro di cavallo di via Tavo smantellando quello che era diventato il fortino della criminalità, e questo ci viene riconosciuto dall’intero sistema della sicurezza. Abbiamo anche demolito i Palazzi Clerico, ritrovo di spacciatori e assuntori di sostanze. Abbiamo riqualificato il parco dell’Infanzia di via Tavo, che da luogo di spaccio è diventato spazio di
aggregazione per i ragazzi. E partecipando a tutte le riunioni che si sono svolte in questi sei anni, ho segnalato di volta in volta al Comitato per la sicurezza tutte le situazioni più preoccupanti che mi venivano sottoposte dai cittadini, sollecitando e ottenendo controlli puntuali su determinate zone e anche pattuglie a piedi, che ci sono
eccome, anche se Costantini non le vede”.

“Di fronte ad un numero crescente di immigrati, anche minorenni ospitati nei Cas, che delinquono nella nostra città e che si mostrano sempre più spregiudicati e incuranti delle regole”, sostiene Masci, “ho chiesto uno spiegamento maggiore di forze al Comitato, anche per eseguire le espulsioni, e nei colloqui con il Capo
della Polizia, a Roma e a Pescara, mi è stato annunciato un potenziamento dell’organico, ora e ad agosto, per un totale di 35 unità, non solo per far fronte ai pensionamenti (che non sempre vengono coperti dal turn over). C’è sicuramente un problema legato ai giovani, sempre più violenti, e questa deriva preoccupa: per accompagnarli nella crescita stiamo lavorando su un centro di aggregazione, nell’ex Tribunale, uno spazio tutto per loro, e agiamo sempre in sinergia con le scuole, con tanti progetti”.

“Non ho mai sottovalutato ciò che accade sul territorio ma di fronte a un susseguirsi di episodi di violenza, spesso gratuita, e ad una rete di spaccio che si rigenera continuamente, vedo forze dell’ordine presenti, efficienti, pronte a dare risposte puntuali. Affermare il contrario vuol dire avere gli occhi bendati e offendere l’impegno di tutte le forze dell’ordine che affrontano ogni giorno situazioni delicate, qui come nelle città d’Italia, spesso legate all’immigrazione e alla disperazione che si porta dietro. Io sto con loro, con le forze dell’ordine, e assicuro il supporto della Polizia locale, per tutte le attività di competenza. Non credo”, conclude, “che ergersi a professori di sicurezza sia utile alla città o a chi lavora per rendere Pescara sempre più sicura: anzi, in alcune occasioni, quando ci sono indagini che hanno bisogno di segretezza, gridare sempre ‘al lupo al lupo’ può voler dire vanificare il lavoro di chi tutela ogni giorno i cittadini”.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio

Adblock rilevato

Hai Attivato un blocco delle nostre Adv. Cityrumors è un Giornale Gratuito. Se vuoi continuare a leggerlo e supportarlo, per favore non bloccare le nostre pubblicità. Grazie.