
Pescara. Dopo le inchieste e le richieste di condanna per assessori (Pignoli e Croce) e consiglieri comunali (Seccia), un’altra inchiesta si abbatte sul Comune di Pescara.
Sotto accusa, presunti favori a parenti e conoscenti di esponenti politici e funzionari nelle procedure per l’assunzione a palazzo di città.
Come riporta il quotidiano Il Centro, il pm Gennaro Varone ha aperto un nuovo fascicolo per indagare su due concorsi al municipio pescarese del 2023, sul quale sono iscritti come indagati per falso ideologico in atto pubblico il direttore generale del Comune Fabio Zuccarini, il capo del personale Paolo Santucci – nelle vesti di membri delle commissioni giudicatrici dei concorsi – e i candidati ai concorsi Quirino Santilli, figlio dell’attuale vice sindaco Gianni Santilli, presidente del Consiglio Comunale all’epoca dei fatti, e Alessandra Faieta, collaboratrice dell’assessore Adelchi Sulpizio quando ha partecipato al concorso.
Tra i primi a lanciare l’affondo sul piano politico-giustizialista c’è il Movimento Pettinari: “Chiediamo”, dicono i consiglieri comunali Pettinari, Di Pillo e D’Andrea, “al Sindaco di sospendere immediatamente gli incarichi direttoriali e dirigenziali delle persone coinvolte, in attesa che venga fatta piena chiarezza sulla vicenda. Chiediamo inoltre che il Sindaco promuova con urgenza la costituzione di una commissione autonoma incaricata di avviare una verifica amministrativa interna su tutti i concorsi pubblici svolti negli ultimi anni al Comune di Pescara. Tale commissione dovrà essere composta da esperti di diritto amministrativo e presieduta da una figura di assoluto prestigio e indipendenza, come un Generale dei Carabinieri in pensione, un Generale della Guardia di Finanza in pensione, un Questore in pensione, oppure — come nostra proposta — dall’ex Comandante della Polizia Locale di Pescara, Ernesto Grippo, che vanta grande esperienza e competenza in materia essendo stato già consulente della Procura della Repubblica di Pescara per reati contro la pubblica amministrazione dal 1994 al 1999. La commissione dovrà infine rimettere una dettagliata relazione nelle mani del Sindaco, affinché vengano adottate eventuali azioni disciplinari e amministrative conseguenti. Contestualmente, riteniamo indispensabile l’attivazione immediata di una Commissione d’Inchiesta Comunale politica sui concorsi pubblici, alla quale dovranno partecipare i consiglieri comunali”.
Si esprime sul caso anche il deputato Pd Luciano D’Alfonso: “Le notizie pubblicate”, afferma “parlano di perquisizioni, acquisizioni di atti negli uffici comunali e di verifiche su procedure concorsuali finite nel mirino della Procura, con l’ipotesi addirittura di presunte anomalie nei punteggi e nelle valutazioni eterodirette. Si fa riferimento anche alla presenza, tra vincitori e idonei, di persone legate da rapporti politici e amicali a figure verticali dell’amministrazione funzionariale, circostanza che rende ancora più urgente la necessità di fare piena luce. Per questo chiediamo all’amministrazione di riferire immediatamente alla città, senza minimizzare e senza rifugiarsi nelle formule di rito”.
“Infine, circola la battuta che una scrivania di una certa Direzione stabilisca il destino di ogni candidatura, non solo concorsuale: un meccanismo per cui con i concorsi si sistemano i concorrenti e, al contempo, ci si sistema Direttorialmente. Si potrebbe dire che a Pescara si cercano troppo Direttori e Direzioni, arrivando a immaginare che i Direttori compongano financo le maggioranze fuoriuscite disordinate: in sostanza, una forma evolutissima ma non prevista della legge 142 del 1990”, chiosa l’ex sindaco di Pescara ed ex governatore della Regione Abruzzo.



