
Pescara. “Nell’udienza tenutasi ieri, 5 marzo presso il Tribunale, relativa al procedimento penale per l’incendio del 2021 che ha devastato la Riserva dannunziana, per l’ammissione delle parti civili, il Comune di Pescara mancava, in quanto non si è precedentemente costituito”.
A riferirlo, con annessa polemica indirizzata all’amministrazione Masci, è la consigliera comunale d’opposizione Simona Barba, che afferma: “Una decisione quella del Comune che lascia attoniti, perché arriva da quell’ente che, per legge, è deputato a essere gestore della Riserva regionale e a tutelarne l’integrità”.
“Costituirsi parte civile avrebbe dovuto essere un dovere morale e sociale prima ancora che un atto giuridico”, aggiunge Barba, “Il Comune di Pescara, in quanto ente gestore della Riserva naturale regionale Dannunziana, ha la responsabilità di difendere il patrimonio che la Regione gli ha affidato: rinunciare a farlo in sede processuale significa venire meno, di fatto, a questo incarico di responsabilità verso la collettività. È stata una scelta politica? O semplice noncuranza?”.
A rispondere è il sindaco Carlo Masci: ” Noi siamo attoniti, invece, della gravità di una dichiarazione simile e della mancata conoscenza dei fatti che si nasconde dietro una simile comunicazione alla città visto che il Comune di Pescara ha già ricevuto un risarcimento milionario per quei fatti tragici: fondi ottenuti da una compagnia assicurativa che hanno già consentito al Comune di promuovere degli interventi per far rinascere l’area verde. Sarebbe stato superfluo, quindi, da parte dell’Amministrazione, costituirsi parte civile nella causa penale per ottenere un ulteriore risarcimento, essendo già stato elargito. Cercare di confondere le acque su un tema così delicato e su una vicenda che ha scosso l’intera città è quanto meno scorretto e superficiale, tanto più che avviene ad opera di una candidata al Consiglio comunale a poche ore dalla ripetizione del voto in 23 sezioni della città.”



