
Pescara. “Garantire la sicurezza di Palazzo di Città dopo i ripetuti furti ai danni del bar interno è un dovere dell’Amministrazione. Molto meno condivisibile è utilizzare questa vicenda per diffondere una disposizione che finisce per trasmettere ai dipendenti comunali un messaggio dal tono inutilmente colpevolizzante”.
Lo dichiara il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Paolo Sola, commentando la circolare inviata dal Direttore Generale a tutto il personale del Comune.
“La parte relativa alle misure di sicurezza, come il divieto di permanenza negli uffici oltre un determinato orario o la chiusura degli accessi, è perfettamente comprensibile e può trovare una sua giustificazione dopo i ripetuti episodi di furto verificatisi nelle ultime settimane. Quello che lascia perplessi è il resto del documento – prosegue Sola – che richiama una presunta ‘generalizzata e anomala tendenza’ dei dipendenti a trattenersi al bar, invita a limitare le conversazioni e conclude prospettando persino possibili rilievi disciplinari. È un’impostazione che rischia di far passare il messaggio che il problema siano i lavoratori, quando invece il problema è rappresentato da chi, di notte, entra indisturbato in un edificio pubblico per rubare. La sicurezza si rafforza migliorando i sistemi di controllo e di vigilanza, non alimentando un clima di sospetto verso centinaia di dipendenti che ogni giorno garantiscono il funzionamento della macchina comunale”.
“Dispiace ancora di più – aggiunge Sola – perché il personale comunale porta ancora il peso di quanto accaduto nel 2023, quando, a seguito dell’inchiesta per droga che coinvolse l’allora dirigente dei Lavori Pubblici Fabrizio Trisi e alcuni dipendenti del settore, l’Amministrazione reagì annunciando un codice etico e l’introduzione di test antidroga su base volontaria estesi ai dipendenti comunali, oltre che ad amministratori e collaboratori del sindaco. Una scelta che suscitò forti polemiche perché finì per trasmettere l’idea che un’intera struttura amministrativa dovesse in qualche modo dimostrare la propria estraneità ai fatti, quando le responsabilità erano, ed erano sempre state, esclusivamente individuali. Oggi, con questa nuova disposizione, si rischia di riproporre lo stesso schema: si parte da episodi circoscritti – i furti avvenuti nel bar del Comune – e si arriva a richiami generalizzati nei confronti di tutto il personale, quasi che il problema fosse il comportamento dei dipendenti anziché quello di chi commette reati”.
“Non è accettabile – conclude Paolo Sola – che, ogni volta che emerge una criticità, si finisca per rivolgere richiami generalizzati all’intero personale. I dipendenti comunali meritano rispetto e fiducia, non comunicazioni che lasciano intendere un sospetto collettivo. L’Amministrazione concentri i propri sforzi nell’individuare gli autori dei furti e nel rendere davvero più sicuro Palazzo di Città, evitando di scaricare sui lavoratori responsabilità che non appartengono loro”.



